di Luca Iaccarino 17 Dicembre 2017

Per una volta lasciatemi parlare di casa mia: Torino.

Allora, se siete golosi e se seguite un poco le vicende torinesi, saprete che a Torino è appena saltata una manifestazione dolciaria: CioccolaTò. CioccolaTò era un mercatino tematico che quand’è nato era carino, poi era diventato un po’ ciaparat. Quest’anno s’è tagliata la testa al toro (è il caso di dirlo) e non s’è fatto e stop.

Ma CioccolaTò o non CioccolaTò, la domanda è: a Torino si fa buon cioccolato?

[Praline, tavolette e creme spalmabili: i migliori cioccolati italiani]

L’Italia non è il primo paese che venga in mente se si parla di fava. Chiedete a uno straniero quale sia il paese che associ al cacao. Vi dirà la Svizzera, il Belgio, la Francia. Ciononostante da noi si fa tanto cioccolato e se il titolo di capitale della produzione industriale se lo contendono Perugia e Alba, mi sento di dire che Torino possa ambire al titolo di capoluogo del cioccolato artigianale.

Lo dimostrano i tanti piccoli laboratori i cui prodotti ho assaggiato negli ultimi tempi. Non sono naturalmente tutti i produttori cittadini, e ne mancano di ottimi: sono quelli che ho provato nell’ultimo mese.

E vi dico la mia, se foste in cerca di ispirazione per comprare un regalino sabaudo last minute.

Odilla Chocolat

via Fratelli Carle 38, Torino

Gabriele Maiolani è indubbiamente il mio cioccolatiere preferito. Non siamo parenti, non giochiamo a petanque assieme, non mi regala nulla, ma il suo negozio splendidamente addobbato è il bengodi. Si vede il tocco francese, lo stile, la grandeur, ma mai si perde di vista il gusto. Fantastico.

Piccola Pasticceria

via Solferino 17, Casale Monferrato (AL)

L’ho scoperto dopo che Angelina e Yumiko sono famose, ma quando un amico di Casale mi ha portato un vassoietto pieno di cioccolatini che erano minuscole opere d’arte mi si sono illuminati gli occhi. Per me: la rivelazione dell’anno. Abitassi a Casale, diventerei 120 chili.

Guido Gobino

via Lagrange 1, Torino

Gobino è un grande, ha portato il cioccolato torinese nella modernità, è come se avesse inventato la novelle cuisine del cacao. Ho appena divorato la scatolina che ha regalato agli amici per il decennale del suo splendido negozio di via Lagrange. Nitore. Precisione. Sorprese. Sempre figo.

TOC – Pezzi di bontà

via Mazzini 56/L, Torino

Molto cool, quasi hipster questo bel negozietto in via Mazzini. Tanto carattere, tanta ricerca, tantissimo artigianato: stiamo parlando di due cioccolatieri –Paolo Lovisolo e Maria Buzzi–, pochi metri quadri e grande passione. Fanno esperimenti e grondano audacia, come dimostrano le tavolette monorigine dedicate ai rockers. Fighi.

La Perla di Torino

via Catania 9, Torino

La Perla fa un prodotto specifico: i tartufi. Sono venuto a provarli nel nuovissimo stabilimento perché mi ci hanno portato Marcello e Simona Trentini, dell’ottimo ristorante Magorabin (uno dei quattro stellati di Torino) che ci ha avviato una collaborazione. I tartufi sono molto buoni e tanta robba, piaceranno a chi ama esagerare (Dissapore ne ha abbondantemente parlato).

Bodrato

Strada del Turchino 41, Novi Ligure

A un certo punto mi arriva a casa questa bella scatola di latta rossa, di quelle vecchio stile, tipo Krumiri, per intenderci. Sopra c’è scritto Bodrato, azienda storica, e storici sono i cioccolatini, nel senso che sono proprio molto vecchio stile. Piaceranno a chi piace la cioccolata di una volta.

Guido Castagna

via Maria Vittoria 27/c, Torino

Il cioccolato di Guido Castagna è uno di quelli che mangio spesso, e certo a Torino non sono l’unico. E m’è piaciuta una nuova tavoletta al latte – la fa con il cacao dell’Ecuador e il latte piemontese – proprio gratificante: sarò provincialotto, ma dal cioccolato continuo a voler carezze e non schiaffi.

[Tavolette di cioccolato fondente: Prova d’assaggio]

Bene, concludo con un messaggio agli amici e ai parenti: se per cortesia nelle prossime settimane mi regalate formaggi e non dolciumi, aumentano le mie probabilità di sopravvivere.

Grazie.