Che il concetto di trattoria contemporanea sia ormai ben radicato nel mondo della ristorazione è un fatto, dibattuto oramai da qualunque giornalista gastronomico in vita: la trattoria, infatti, non è più solo un posto dove mangiare piatti della tradizione con poca creatività e, diciamocelo, a volte poca attenzione a ingredienti e preparazioni. Da qualche anno, prima a Milano e poi a Roma e nel resto d’Italia, sono tanti gli imprenditori che hanno deciso di portare avanti scelte tradizionali ma guardando al futuro con modernità, attenzione per le materie prime e creatività.
È questo il caso di locali come Trippa a Milano o Santo Palato a Roma, se vogliamo parlare degli apripista di questo trend che va avanti dal 2019 circa. In questi ultimi anni poi, a Roma, hanno aperto locali come Eufrosino e Romanè, che portano la tradizionale italiana a tutto un altro livello. E questo è anche il caso di Armare, trattoria moderna di mare sorella di Romanè – si trova esattamente dall’altro lato della strada -, aperta nei primi mesi del 2023 da Stefano Callegari (imprenditore, pizzaiolo e inventore del Trapizzino) con Perla Ambrosetti.
Prima di entrare nello specifico riguardo al menu di Armare una precisazione è doverosa: la sua vera peculiarità è quelladi proporre piatti della tradizione romana con ingredienti di mare, e questa linea di menu distingue questo locale da tutte le altre trattorie in città, rendendola unico nel suo genere. I piatti che troverete qui, che possono piacere o meno ovviamente, sono praticamente impossibili da trovare in altri locali: questo, secondo noi, è uno dei migliori pregi di Armare.
Il menu di Armare
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Tra piatti come la cacio e pesce o le polpette di bollito (di mare) il menu è studiato ad immagine e somiglianza di Callegari, sia nelle porzioni che nella logica dietro i piatti. La divisione, poi, non è la classica antipasti – primi – secondi, ma si dipana in sollazzi, sughetti, guazzetti e ortaggi: tra i sollazzi svetta il sapore di Armare, una carrellata di antipasti e secondi misti per assaggiare i vari cavalli di battaglia del menu senza dover scegliere.
Notevoli sia le cozze fritte con maionese sia il palombo (un pesce povero poco comune nei menu dei ristoranti) alla cacciatora.
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Per quello che riguarda i primi – o sughetti – da provare sicuramente la cacio e pesce, con merluzzo schiumato in aglio e olio, pecorino romano e pepe nero. Le porzioni di pasta sono davvero molto abbondanti (130 gr di pasta lunga e 25 mezzi paccheri) per far si che a fine piatto il cliente sia più che soddisfatto. Questo si può tradurre però, a nostro parere, in uno spreco: non tutti i clienti sono in grado di mangiare queste porzioni di pasta.
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Per quello che riguarda i secondi, anzi i guazzetti, anche qui la tradizione romana viene rivisitata in maniera intelligente e golosa: tra il saltimbocca iodato, ossia pesce spada con salvia e prosciutto, e il baccalà in guazzetto alla puttanesca da Armare si possono assaggiare piatti ben cucinati e, come già detto, unici nel loro genere. Altra voce del menu che completa l’offerta di mare è una selezione di caviale fuori dall’ordinario.
In generale, comunque, il menu cambia costantemente per rispondere alle esigenze stagionali e alle disponibilità del mercato. Anche i fuori menu sono da tenere d’occhio sulle pagine social del locale, come è stato, ad esempio, per la minestra di broccoli e arzilla – disponibile solo in inverno.
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La carta dei dolci ricalca quella del fratello più anziano Romanè ed è divisa tra dolci da bere e dolci da mangiare: anche qui si segue la tradizione rinnovandola con dolci come ricotta e visciole in barattolo, tiramisù e pannacotta tradizionale. Se amate le novità invece il consiglio è assaggiare la pectina panata, macedonia avvolta in pasta fillo, panata in uovo e oro saiwa, fritta e servita accompagnata da una crema diplomatica. Tra i dolci da bere, poi, un’interessante selezione di passiti e altri vini liquorosi.
I prezzi rispecchiano la zona in cui si trova il ristorante, a pochi passi da San Pietro, la qualità delle materie prime e anche le porzioni: i sollazzi vanno dai 12 agli 8 euro, con l’antipasto misto sapore di Armare a 30 euro, che però è consigliato per due persone; per quanto riguarda i primi il range di prezzi è 15-16 euro, conto giustificato dalle porzioni particolarmente abbondanti; infine, per quello che riguarda i secondi i prezzi vanno dai 16 ai 18 euro. Dolci a 5 euro, in linea con i costi proposti ormai da quasi tutti i locali.
Il locale
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Diviso tra interno ed esterno, con pochi coperti addossati alle vetrine, il locale, in stile vintage, permette anche di mangiare in tavoli “sociali” divisi da barriere di suppellettili e bottiglie di vino: un modo per chiacchierare con i vicini di tavolo come si faceva un tempo. Ai muri, poi, si trovano appesi i piatti del buon ricordo, una tradizione quasi dimenticata delle trattorie di una volta. E se vi piacciono sappiate che potete richiedere il vostro prima di andare via. Il servizio è giovane, attento e gentile.
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Opinione
Armare, nuova apertura firmata Stefano Callegari in zona Cipro a Roma, è secondo noi già una certezza: i sapori di una volta e della tradizione romana qui incontrano una cucina di mare che sa farsi ricordare. Il gusto di ogni piatto è intenso e rende l’esperienza davvero unica, di quelle che non si vede l’ora di ripetere.
PRO
- Menu creativo ma che strizza l'occhio alla tradizione romana
- Materie prime selezionate con cura
- Carta dei vini ampia e con voci interessanti
CONTRO
- Nessuna alternativa per chi segue regimi alimentari
- Servizio con qualche piccolo intoppo, in rodaggio
- Porzioni che possono spaventare il cliente