Com’è Camionisti in trattoria, il nuovo programma di Chef Rubio

Le mitiche trattorie “dei camionisti”, dove si mangia bene e si spende poco? Sono quelle scovate da chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, nel nuovo programma “Camionisti in trattoria”, trasmesso il giovedì su DMax alle 21.25.

“Segui i camionisti, mangerai bene e a poco prezzo” è il ritornello della trasmissione.

Ma Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere, sbugiarda il mito delle trattorie dei camionisti, con relativo programma televisivo: “da piccolo sono cresciuto con due miti –racconta Grasso sul quotidiano milanese– il vino dei contadini e le trattorie dei camionisti”.

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E se Grasso liquida il vino dei contadini come “il peggiore dei vini, fatto male, con uve di scarto e scarsa attenzione alla cantina”, per quanto riguarda le trattorie dei camionisti è altrettanto lapidario: “Mai mangiato bene in una trattoria dei camionisti: spendi poco, mangi tanto ma la qualità è quella che è. E di giorno, come si fa a digerire tutta quella roba?”

[Il film su Chef Rubio si chiama? Bravi: Unto e bisunto]

E su Camionisti in trattoria?

Raccontando il format della serie, un viaggio per ogni episodio, con Rubio accompagnato da tre camionisti che lo guidano nella loro trattoria del cuore per provare le proposte del locale, Grasso ne ha anche per il noto protagonista di Unti e bisunti, che omaggia di sinceri apprezzamenti:

“chef Rubio non è propriamente un mostro di simpatia: per lui l’impiattamento conta poco, l’approccio al cibo è grezzo e pulp, le pietanze grondano calorie e sono fatte con materie semplici e “umili”.

Però –concede Grasso– è bravo ad “alimentare” ancora la leggenda delle trattorie dei camionisti”.

Oh, gliene andasse mai bene una, al critico tv del Corriere.

[Crediti | Corriere della Sera]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

7 giugno 2018

commenti (7)

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  1. Il format è simpatico e avvincente, ma concordo con Grasso: di qualità non ce n’è di certo.
    Nella prima puntata ho visto piatti di carne a 2-3 euro…dai, ragioniamo un pò.

  2. Concordo con Orval87: certi prezzi lasciano un bel punto di domanda. Nella puntata di ieri sera l’ultima trattoria (quella perculata per l’errore di ortografia nel nome, il conto finale era di soli 15 €…mah!)
    Io a Rubio (e ai suoi autori) darei anche 3 in geografia: Lonato si trova in provincia di Brescia e non in Veneto (sempre nella puntata di ieri sera).

  3. Certo con quello che guadagna quello li può andare a mangiare dove vuole ma per tanta gente, me compreso, posti del genere sono molto graditi. Certo non vai li per provare chissà quale esperienza gastronomica, ma se vuoi saziarti spendendo poco o quella volta che non hai voglia di cucinare così averne…
    Ho visto un paio di puntate e la voglia di provarne qualcuna mi è venuta

    Ps sparare a zero sul vino del contadino e sulla trattoria del camionista è una cazzata proprio come farne un mito…

  4. Aldo Curvy. L’irreprensibile Aldo Curvy. Non sapevo recensisse anche la cucina.

  5. Non ho visto il programma, Rubio ha finalmente imparato a mangiare come una persona normale?

  6. Programma che offre spunti interessanti: ricordo che molti posti se al mezzogiorno propongono prezzo fisso alla sera “giocano” di carta ed i prezzi cambiano. Ovvio che a parer mio dovendo anche vendersi alcuni locali possono pompare la proposta routinaria ma se con 11/14€ si mangia col fisso al mezzodì ecco perché certi piatti possono singolarmente costare poco.
    Alla faccia di un articolo postato di recente qua sulla pasta servita non spadellata ma col sugo sopra ieri sera se non erro durante la presentazione del primo posto (il pirata ed il suo carrello di arrosti) dalla cucina è uscito proprio un piatto fatto come sembra non si faccia più ed invece il 90% dei posti a menù standard serve ancora la pasta così dalle mie parti.

  7. E per caso Grasso è anche esperto di vino e cucina? Ha criticato gli chef che sono diventati star televisive accusandoli di stare più in TV che in cucina. Quindi secondo lui la funzione di uno chef è solo quella di stare in cucina a cucinare? Sarebbe come dire che Giorgio Armani taglia di persona tutte le stoffe di tutti i suoi capi di abbigliamento. Il ruolo di queste persone (chef, stilisti, architetti…) è quello di inventare, per poi formare i propri collaboratori.

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