Calmi, calmi. State bboni, avrebbe detto Maurizio Costanzo, pace all’anima sua. “Taste of Italy”, il nuovo cooking show di Antonino Cannavacciuolo, noi non l’abbiamo ancora visto. Ma siamo perfettamente in grado di avere un pregiudizio, e di raccontarvelo, che vi piaccia o no. Perché la verità è che quando abbiamo saputo che Sky presto lancerà un nuovo programma di cucina, con protagonista l’onnipresente chef di Villa Crespi, la prima cosa che ci è venuta in mente è chiederci se davvero avevamo bisogno di un nuovo format sulle padelle, sull’Italia che cucina, sui prodotti regionali e sull’approccio dolceamaro dell’Antonino Cannavacciuolo.
E la risposta, lo capirete bene anche voi, è che no, probabilmente non ne avevamo bisogno.
Ma allora perché non vediamo l’ora di vederlo?
Come sarà “Taste of Italy”
Intanto, capiamo cosa sarà “Taste of Italy”, annunciato per la primavera 2027 insieme alla nuova programmazione di Sky qualche giorno fa. “Si tratta di un viaggio on the road per raccontare diverse zone d’Italia con lo scopo di incoronare i migliori cuochi “comuni”, veri appassionati di ricette tradizionali, che incarnano al meglio lo spirito e la cultura culinaria della provincia italiana”: così lo descrive Sky. Insomma, nulla di nuovissimo, a ben guardare. Il viaggio on the road per l’Italia del gusto (vedi alla voce Dinner Club di Carlo Cracco), la “battle” tra cuochi amatoriali (qui gli esempi da fare sarebbero troppi), le storie della cucina tradizionale di provincia (Stanley Tucci su questo ha costruito una seconda carriera).
Cose già viste, è vero, ma anche cose che funzionano, se fatte bene, e che sono oggettivamente la parte più bella della nostra cucina da raccontare, e da tutelare. Quindi sì, la sfida è capire cosa ne è uscito fuori, da questo viaggio on the road, ma le premesse possono essere molto buone.
Le co-conduttrici di Cannavacciuolo

In più, la vera novità di questo nuovo cooking show, è che per la prima volta (Masterchef escluso, s’intende) Antonino Cannavacciuolo non sarà solo alla conduzione del programma. Accanto a lui ci saranno due co-conduttrici, e ci piacciono assai entrambe.
Da un lato Chiara Pavan, chef che ha all’attivo una Stella Michelin e una Stella Verde Michelin per il suo ristorante Venissa sulla Laguna Veneta, e dall’altro Anna Zhang, vincitrice della quattordicesima edizione di MasterChef Italia.
Per la prima, Chiara Pavan, noi stessi ci siamo auspicati più volte un ruolo più attivo e strutturato in tv, dopo che ha dimostrato di saper padroneggiare le telecamere in qualità di ospite fissa a Masterchef. La seconda, Anna Zhang, è una delle concorrenti televisivamente migliori della storia di Masterchef Italia. Garbata, capace, gentile ma determinata, sempre sorridente in ogni situazione.
E Cannavacciuolo, be’, lui è Antonino Cannavacciuolo, e ha dimostrato sul campo di cosa è capace, soprattutto nell’abilità tutta naturale di entrare nel cuore delle persone. Dunque, le premesse per un buon trio di conduzione ci sono tutte, anche se a ben guardare forse avremmo preferito non dover parlare di un conduttore uomo affiancato da due giovani co-conduttrici, neanche fosse Sanremo.
Magari, ci sarebbe piaciuto un po’ più di coraggio, nel lasciar da solo un duo tutto al femminile, e quella sì sarebbe stata una novità. Però capiamo anche la necessità di affiancare un personaggio di maggior esperienza e maggior appeal sul pubblico a due volti relativamente nuovi della televisione. Quindi ok, vediamo solo come si costruiranno i ruoli, sperando che non ci sia neanche lontanamente l’effetto valletta, perché non ce lo meritiamo noi e non se lo meritano Pavan e Zhang.
Cosa ci piace di “Taste of Italy”
Fatte queste premesse, la verità è che “Taste of Italy” lo stiamo aspettando con molte aspettative, per diversi motivi. Abbiamo più volte auspicato un cambiamento nei programmi televisivi di cucina, che ci piace quando vanno in giro e non si chiudono dentro le quattro mura di un set con i fornelli. Ci piace quando mostrano l’Italia migliore, e ci piace quando la cucina diventa il pretesto per raccontare belle storie.
Ci piace Antonino Cannavacciuolo, sinceramente. Molto più di quanto non ci siano piaciuti in passato altri cuochi prestati alla conduzione televisiva. Quel suo essere orgogliosamente partenopeo, unito alla rara capacità di non prendersi mai troppo sul serio e di saper essere autoironico, sono stati un mix che lo ha reso genuinamente popolare, nel senso più ampio del termine.
Ci piace, dicevamo, Chiara Pavan, la frangetta della cucina italiana. Lei è stata indubbiamente meno ammiccante e meno piaciona con il pubblico televisivo, riscontrando anche qualche critica. C’è chi proprio non la sopporta, ma questo accade spesso alle donne di polso. Ma proprio per questo può indubbiamente creare una bella coppia con Antonino Cannavacciuolo: poliziotto buono e poliziotto cattivo funzionano sempre, e magari Pavan in questo nuovo contesto potrà pure un po’ uscire dal personaggio che bene o male Masterchef impone, in una gestione calibrata dei ruoli.
Ci piace pure Anna Zhang, lo abbiamo già detto, e speriamo che non sia solo una meteora nel panorama televisivo. Questo dipenderà quasi del tutto da lei, e dalla sua effettiva capacità di saper stare davanti alle telecamere, che in questo caso sarà molto diversa dalla sua esperienza precedente.
Staremo a vedere, è una promessa.
