di Valentina Dirindin 13 Gennaio 2017
masterchef 6

Rieccoci qua, spaparanzati sul divano. Tv accesa, un po’ di junk food (abbiamo il nostro lato oscuro) e un occhio agli utenti di Twitter carichi a molla.

È giovedì, e riparte un’altra puntata di Masterchef.

No, non ci annoia. Non ancora, perlomeno. Qualunque cosa diciate, il momento d’oro del cibo in tivù non è ancora finito: le due puntate precedenti di Masterchef, di cui mi auguro abbiate letto la twittercronaca, hanno portato a casa un record d’ascolti: 1,5 milioni di spettatori medi (+231% rispetto alla stessa puntata dello scorso anno).

Insomma, i quattro telechef bucano ancora lo schermo, e noi vogliamo ancora sapere chi verrà fatto fuori questa volta, dopo Lalla e Antonella.

Qualche idea ce l’abbiamo, in realtà: staremo a vedere se i nostri pronostici sono azzeccati.

La puntata inizia con una sorpresa: le Mistery Box saranno due, e la scelta toccherà ai concorrenti: una “sicura”, con gli ingredienti a vista ma un po’ noiosa; la seconda “rischiosa”, intrigante, con ingredienti misteriosi.

Di amanti del rischio pare che ce ne sia più di qualcuno.

Tra tutti c’è Michele, il rappresentante di articoli funebri, che si autodefinisce un avventuroso.

Non sta mica scherzando: nel suo ultimo viaggio d’avventura – racconta orgoglioso – è perfino andato in macchina da Napoli alla Grecia. Sembra una cosa da nulla, ma la macchina era piccolina, ci tiene a precisare.

In vena d’emulazione per le imprese coraggiose di Michele, in diversi scelgono la Mistery Risk, scelta che di sicuro aiuta a compiacere gli chef.

La Mistery Risk tutto sommato non si rivela una scelta così rischiosa: dieci minuti in più, ingredienti evidentemente più sfiziosi (e non da usare per forza tutti, al contrario di chi ha fatto la scelta “Safe”).

La vera nota rischiosa però è il foie gras, su cui tutti si lanciano a pesce e che chiaramente in molti non sanno trattare.

Qualcosa mi dice, per fare un esempio, che difficilmente il piatto di Roberto verrà scelto dopo che ha annunciato a un perplesso Bastianich che vuole servire il foie gras crudo.

Alla fine della Mistery, il rischio viene premiato: i piatti migliori sono quelli di Gabriele, Cristina e Giulia, e due su tre avevano scelto la scatola in apparenza più difficile.

Momento imbarazzo all’assaggio del piatto di Giulia, una delle concorrenti più simpatiche, con la quale Joe Bastianich ingaggia un’interessante discussione svelandole che lui dorme nudo.

Vince Gabriele, che secondo i giudici è quello che ha rischiato di più. Il suo vantaggio è un po’ diverso dal solito: sarà padrone del destino dei suoi avversari.

La domanda di Cracco è secca: chi vuoi eliminare? Lui ci crede, pensando che la vittoria della seconda Mistery Box l’abbia reso onnipotente, e nomina Cristina.

Invece (perfidi!) volevano solo creargli un nemico nella cucina. Il suo vantaggio, comunque, non è da poco: gli viene mostrato un ingrediente segreto, e lui sceglierà chi dovrà cucinarlo in un piatto dolce e chi in un piatto salato.

L’ingrediente segreto è il Blu di Morozzo. E io inizio immediatamente a salivare, a differenza di Margherita, che odia il formaggio “profondamaaante” (scusate, lo so che non è carino infierire sull’accento di Margherita, ma pure Bastianich, dall’alto del suo italiano così così, la considera incomprensibile).

Arriva dunque la conferma che il vantaggio di Gabriele non era poi da buttare: non ha potuto eliminare direttamente un concorrente, ma non ha fatto certamente un regalo a chi dovrà cucinare un dolce con l’erborinato.

Questo fa di lui improvvisamente l’uomo più odiato di Masterchef, e non si capisce bene se questa cosa lo distruggerà psicologicamente o se non lo tocchi minimamente.

Le ricette dolci, comunque, sono tutte un disastro. A partire dall’ideazione, si capisce che lo scopo è quello di nascondere un cucchiaino di Blu in una valanga di altri ingredienti.

Annegare qua e là un po’ di Blu di Morozzo sperando che non si senta è il trucco che ha usato anche Marco, scatenando l’ira di Cannavacciuolo. Ma lui ha la giustificazione pronta, una di quelle frasi che a Twitter piacciono tanto: insomma, mica si dà un dolce a un uomo!

Anche Mariangela si becca una cazziata per una spesa non troppo oculata: ha praticamente portato in postazione mezza dispensa per ricavarne una polpetta. Cracco le ordina di farsi una doggy bag e portarsi tutto a casa, e in effetti come punizione non sembra troppo punitiva.

Alla fine, tra tante ricette fallite, la difficoltà viene premiata: vince la prova un piatto dolce, quello di Gloria, che continua a dare l’impressione di essere la tipica prima della classe che per correttezza non può suggerire ai compagni. Simpatica come il Blu di Morozzo in un dolce, insomma.

Tra i piatti peggiori, quello che costa l’eliminazione è quello di Vittoria, che si toglie il grembiule e se ne va a casa. Proprio lei. Lei che con grande convinzione si era già fatta tatuare il logo di Masterchef: dunque non scherzava Cracco, quando le aveva consigliato di informarsi per farlo cancellare.

La seconda puntata di questa sera inizia con l’esterna, che porta i concorrenti di Masterchef in Alto Adige. Gloria in quanto vincitrice della prova precedente compone la sua squadra, con criteri confusi.

La sua conoscenza in geografia, ad esempio, le fa scegliere come primo concorrente uno “di quelle parti”: il ridente valdostano Alain.

Gloria può decidere, per mantenere i componenti delle squadre in numero pari, di mandare un concorrente direttamente al Pressure Test. Non se lo fa dire due volte e ci manda Loredana, che la prende bene, promettendo vendetta. Intuisce un po’ di tensione Bastianich, che nota come Gloria si sia fatta un vero “inamico”.

Non sarà simpaticissima, ma Gloria sembra avere la carica giusta per guidare la sua squadra. Dall’altra parte, a guidare i rossi, c’è invece Gabriele, che ha la stessa capacità di imporsi di un venditore di aspirapolvere porta a porta la domenica mattina presto.

Come sempre, le esterne sono il momento più delirante del programma. Mentre i ragazzi cucinano, e Cannavacciuolo sgrida Margherita perché non si accorge che la padella non le parla, Bastianich si esercita nel canto dello Jodel, arricchendo il dizionario Joe-Italiano con una nuova perla.

Da vero imprenditore, lui tra le montagne non sente mica l’eco, sente “il rimborso”.

I poveri concorrenti cucinano praticamente in canottiera sotto le intemperie di montagna, mentre i giudici a turno li bacchettano dal caldo dei loro giacconi.

All’interno della malga dove si pranza, invece, è partita la festa, ed è chiaro che l’alcol scorre a fiumi.

Non si spiegherebbe altrimenti l’intervento di Bastianich e Cannavacciuolo nel tipico balletto tirolese fatto di pacche sul sedere. In effetti, Cannavacciuolo non può mica star lì a guardare mentre gli altri si tirano schiaffoni al posto suo.

A fine prova, contro ogni aspettativa a vincere è la squadra rossa. Questo significa una sola cosa: Gloria, che era partita da vincitrice silurando Loredana, si ritroverà faccia a faccia con la sua “inamica” assetata di vendetta al Pressure Test.

La prova è di quelle toste (sono le prove a essere sempre più difficili o i concorrenti a essere sempre più scarsi?), ma l’esito sembrerebbe scontato: è uno di quei Pressure Test che vedono un bel po’ di concorrenti forti, e un paio di anelli più deboli che stanno sudando copiosamente.

Lo ammette Daniele, che ci tiene a informare il pubblico che “ha così tanta umidità sotto le ascelle che le lumache ci sguazzerebbero”.

Per il Pressure, si scopre un tavolo carico di ogni bendidio: 78 ingredienti da usare in tre diversi round. Nel primo, ogni concorrente sceglierà cinque ingredienti e dovrà usarli tutti.

I cuochi che realizzeranno i tre piatti migliori saranno salvi. Gli altri avranno meno ingredienti a disposizione e molta più pressione addosso.

Per prendere gli ingredienti dal tavolo, ovviamente, parte una scazzottata che manco il black friday.
Nonostante la ressa, praticamente nessuno sembra davvero soddisfatto della scelta, e i risultati lo dimostrano.

In questa prima fase del Pressure a salvarsi sono Daniela, Margherita e Marco. Gli altri sei (tra cui ancora Loredana e Gloria!) devono ricominciare, questa volta con quattro ingredienti a testa. Se prima avevano 30 secondi per la spesa, ora ne hanno solo 20.

Mentre al piano di sotto si cucina, in balconata ci si lascia andare a dubbi amletici: “ma il cedro è dolce o aspro?”, “ma si dice agrume o agrumo?”. Noi ci teniamo a informarvi che, a detta di tutti, pare che la risposta giusta sia “agrumo”.

E se gli aspiranti chef si mostrano dei veri intellettuali, Cracco invece non perde l’occasione di far notare che lui è un signore. E che non è per nulla superstizioso. Quando Alain fa cascare il sale poco ci manca che chiami un esorcista.

Per fortuna si limita con molta discrezione a esclamare “cazzo, che sfiga!”, toccandosi i gioielli e non dimenticando di lanciare un po’ di sale dietro di sé. In fondo, siamo pur sempre in televisione.

Da questo secondo round si salvano in quattro: tutti tranne Alain e Marco M., che rimangono per il testa a testa finale in cui dovranno cucinare con tre ingredienti.

Animelle contro fregola: ad andarsene è Alain, che l’aria da vincitore in realtà non ce l’ha mai avuta. Uno che, quando Cannavacciuolo assaggia un suo piatto e commenta “pensavo peggio!” dice candidamente “anche io!”.

Ma d’altra parte, come ha raccontato nella sua prima prova, la vita di Alain non è più la stessa per colpa del suo pericolosissimo lavoro. No, non disinnesca bombe in zone di guerra, fa il perito assicurativo ad Aosta. Hai detto niente.