Fedez non sa pronunciare Alain Ducasse mentre intervista Carlo Cracco

Carlo Cracco, per favore, correggi Fedez mentre pronuncia male Alain Ducasse per l'ennesima volta.

Fedez non sa pronunciare Alain Ducasse mentre intervista Carlo Cracco

I podcast di Fedez  trattano i temi più disparati, tra cui la cucina stellata, come l’intervista a Carlo Cracco, protagonista nell’ultima puntata di WOLF Hungry for Life. Peccato che, già nei primi 7 minuti dell’ora insieme al cuoco, si veda un Federico Lucia piuttosto impreparato sull’argomento: avendo programmato un episodio intorno a un ospite del calibro di Cracco, avrebbe potuto almeno premurarsi di googlare la pronuncia di “Alain Ducasse” – uno dei tre pilastri nella storia della cucina mondiale. A pensarci non sapeva nemmeno con precisione quanti fossero al momento i ristoranti  Cracco, quindi…

Se in Muschio Selvaggio Fedez organizza dibattiti coinvolgendo più professionisti o personaggi di vario calibro, in WOLF dedica tutta l’attenzione a un nome solo. Nel podcast sono stati intervistati Cristina Fogazzi (l’Estetista Cinica) e Claudio Cecchetto, Flavio Briatore e Olivier Francois, e l’ultima delle “storie che contano” è appunto quella dell’amico di vecchia data Carlo Cracco. Per rendere popolare un argomento ben preciso c’è il rischio di generalizzare troppo, appiattendo l’importanza stessa e il calibro di chi hai davanti: ed è quanto è accaduto in questa puntata. Con un Carlo Cracco che ne esce estremamente impoverito, ma anche un Fedez desolante e superficiale come se stesse parlando delle patatine San Carlo.

La cucina francese di Alàn… come si pronuncia?

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Gli appunti sull’intervista a Carlo Cracco citano evidentemente la cucina francese e il nome di Alain Ducasse, che Fedez tuttavia non sa pronunciare: balbetta un “Alàn” e poi tira a indovinare sul cognome, azzeccandolo miracolosamente. Non gli va così bene con il cognome di Gordon Ramsey, che sbaglia per ben due volte come se non lo avesse mai sentito nominare prima, tant’è che lo associa alla cucina “oltreoceano” nonostante sia inglese. Dopotutto, non si ricordava nemmeno il nome di “quella famiglia che ha inventato una tipologia di vino e che mi ha spiegato che ora fa un vino nuovo” (e si riferiva a Biondi Santi del Brunello di Montalcino, ora francesi). Non ce la prendiamo, Fedez evidentemente ne sa più di seltzer.

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Parte dell’argomentazione è stata cercare di convincere Carlo Cracco – che ha lavorato per ben tre anni in Francia – che la cucina italiana sia migliore di quella francese, perché Fedez quel confronto li della serie Francia-Italia ai Mondiali se la sente addosso. Per fortuna non ha esclamato “ridateci la Gioconda”, anche perché lo chef non gli da minimamente corda e difende la somiglianza tra le due cucine-cugine. A chiudere il dibattito, è Fedez con “ok siamo cugini ma i francesi mangiano le lumache e noi no“. No, infatti, mai visto un italiano abbassarsi a mangiare lumache dalla consistenza “flacidognola”.

Cosa c’è di male a vendersi?

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La domanda retorica posta da Fedez si riferisce al racconto di Carlo Cracco a proposito della celeberrima pubblicità per la San Carlo (che abbiamo inserito tra le peggiori pubblicità di sempre, legate ai cuochi). Lo chef spiega che ai tempi il suo progetto era il ristorante in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, e aveva bisogno di guadagnare.

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Al che, la domanda dell’intervistatore: “dovevi trovare i soldini per finanziarti, quindi… dovevi vendere. E, ragazzi, ma cosa c’è di male?!“. Per lui è una mentalità retrograda sottostimare qualcuno che decide di vendersi. Per lui, “bisogna ispirarsi alle persone di successo e non incaz*arsi per le persone di successo e cercare di buttarle giù“. E qualcosa ci dice che non sta più parlando di Carlo Cracco.