di Cinzia Alfè 7 Maggio 2018

Sembra strano il rifiuto di ospitare nel proprio territorio il popolare telechef Alessandro Borghese, completo di regolare troupe al seguito, per registrare un episodio del talent gastronomico  “Quattro ristoranti”.

Eppure, succede a Como, dove Andrea Camisasca, assessore con delega al turismo nella giunta municipale, quantificata in 10.000 euro la richiesta alla competente Camera di Commercio di 24 camere necessarie alla troupe, da parte della produzione di Quattro ristoranti, l’ha respinta senza troppi giri di parole.

[Alessandro Borghese: com’è “Quattro Ristoranti” dietro le quinte?]

“I dati delle presenze turistiche premiano Como –dice Camisasca– vuol dire che abbiamo fatto bene. Anche nel marketing. Gli stranieri sfiorano l’80% dei turisti e una trasmissione come questa non servirebbe”.

Un no secco alla popolare trasmissione, che pur raccoglie circa mezzo milioni di spettatori a episodio, con l’unico neo di essere a diffusione nazionale, e cioè non utile a invogliare danarosi turisti stranieri.

“Io conto anche i centsimi, e diecimila euro non sono pochi”, –continua Camisasca, che precisa pure che “le iniziative di promozione sono altre”.

Tutto finito allora? Per nulla, visto che l’assessore al commercio della giunta comasca è di parere opposto: “Non è possibile farsi scappare a priori un’opportunità di promozione televisiva, mediatica e sui social, che avrebbe avuto ricadute molto positive sul nostro territorio. Borghese ha un grande seguito e lo dicono i numeri”.

Morale della favola, la giunta ha cercato di metterci una pezza, contattando la produzione del programma e riuscendo infine a ospitare Borghese e la sua troupe; le riprese inizieranno proprio oggi.

Da parte sua, il produttore si dice esterrefatto del rifiuto ricevuto in prima battuta, specificando che “in 44 puntate non era mai successa una cosa del genere”, e puntualizzando di non aver mai rinunciato a una tappa in base alla presa di posizone di un ente locale.

“4 Ristoranti –prosegue il produttore, non è una trasmissione con ‘product placement’, cioè con l’inserimento di immagini di prodotti sponsorizzati per le quali si deve pagare”. In pratica, le richieste avanzate da DryMedia per girare sul Lario non sono state di natura monetaria. “Abbiamo sempre scelto liberamente dove andare, sulla base dell’interesse che un territorio può suscitare, anche e soprattutto sotto il profilo gastronomico”.

Fabrizio Ievolella, amministratore delegato di DRYMEDIA, precisa che “La produzione non ha mai avanzato alcuna richiesta economica né all’Amministrazione locale di Como né a quella di qualsiasi altra città coinvolta, negli anni, nella produzione di 4 Ristoranti.

I contatti –continua Ievolella, servono a consentire le riprese del programma, riguardano dunque permessi per occupazione suolo pubblico, parcheggi dedicati ed eventualmente anche servizi quali ad esempio l’ospitalità della troupe. Le località sono selezionate esclusivamente in base all’interesse gastronomico del territorio e dei ristoranti”

Insomma, ad Alessandro Borghese, e alla notorietà che si porta dietro completa di turisti paganti, pare non si possa proprio dire di no.

[Crediti: la provincia di Como]