I 4 ristoranti preferiti da Alessandro Borghese sono questi

Si può dire che Alessandro Borghese sia un pioniere della cucina televisiva, oppure si può dire che il Ridge Forrester della tv nutrizional-popolare –mascella prominente, famiglia ingombrante, fascino sedicente– imperversa dal 2004 tormentandoci con format destinati all’oblio televisivo a dispetto dei guadagni pazzeschi: L’Ost; Cortesie per gli ospiti; Chef per un giorno; Cuochi e fiamme; Cucina con Ale.

Dipende da come la pensate. Noialtri qui non abbiamo mai fatto mistero di un’innata antipatia nei suoi confronti, motivata essenzialmente dal suo essere Alessandro Borghese, niente di più niente di meno. Tutto di personale.

Con notevole sforzo siamo stati costretti a rivedere la nostra posizione dopo aver gradito 4 Ristoranti, il programma partito da poco con una nuova stagione su Sky Uno e riproposto con bibliche quantità di repliche su Tv8, il canale in chiaro di Sky.

[4 Ristoranti con Alessandro Borghese, il cuoco senza ristorante]

Quattro ristoratori di una stessa area geografica si sfidano a suon di votazioni, ognuno valutando gli altri tre. In palio ci sono 5mila euro da reinvestire nel ristorante. Non mancano cattiverie e tiri mancini, specie sul finale quando le carte vengono scoperte e i voti svelati.

“Quattro ristoranti ha successo perché è riuscito a trasformare in racconto televisivo la mania della recensione, che sta cambiando il rapporto tra ristoratori e clienti”, ha scritto con la consueta arguzia Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere.

Se in tivù il conduttore di 4 Ristoranti c’è sempre stato, un ristorante vero e proprio non l’ha mai avuto, lacuna che il telechef dal seguito oceanico colmerà presto con l’apertura di un locale a Milano, zona CityLife, nel Palazzo di Gio Ponti in Via Belisario 3, comunicata al mondo con un’intervista al Corriere della Sera tormentata da imprecisioni.

Al punto da costringerci a ricorrere al fact-cheking delle affermazioni fatte da Borghese.

[Il suo primo ristorante: giochiamo al fact checking di Alessandro Borghese]

Ad ogni modo, sarà l’avvicinarsi della fatidica data, ma negli ultimi tempi l’attenzione del figlio di Barbara Bouchet sembra rivolta solo ai ristoranti. Per dire, alla rivista Esquire ha detto quali sono i suoi preferiti.

1. ZUMA, Londra

5 Raphael Street, Knightsbridge

Parliamo di un ristorante dallo stile contemporaneo con tubature a vista, illuminazione moderna e pavimenti di granito. Attorno al sushi bar si respira un’atmosfera teatrale e si gusta un menu giapponese moderno, vario e per lo più interessante.

Perché piace a Alessandro Borghese:

“Uno stile molto moderno con tubature a vista, illuminazione di design e pavimenti di granito. Ho sempre apprezzato l’atmosfera teatrale che si respira in questo ristorante e i sapori di un menù giapponese moderno, vario e interessante, con una carta dei sakè molto interessante.”

Prezzi: Menu £ 76/124 – Carta £ 26/193

2. TORRE DEL SARACINO, Vico Equense (NA)

Via Torretta 9, Marina d’Aequa

Parliamo di un ristorante appoggiato ad un’antica torre di avvistamento militare dalla quale si ammira la costa che delimita il golfo di Napoli. Un locale essenziale e moderno, mentre la cucina è un omaggio al sud con i suoi sapori pieni e felici.

[Il suo primo ristorante: giochiamo al fact checking di Alessandro Borghese]

Perché piace a Alessandro Borghese:

“Lo chef Gennaro Esposito è un amico e potrei essere imparziale, ma dal suo ristorante si vede il mare e nei suoi piatti si sentono tutti i suoi sapori e gli affascinanti contrasti. Il ristorante è l’esternazione del suo essere, la continua ricerca della tradizione e la sua continua innovazione nella contemporaneità”.

Prezzi: Menu 145/190 € – Carta 108/163 €

3. TRA VIGNE, St. Helena – California

Charter Oak Avenue, 1050 – St. Helena 

Parliamo di un ristorante italiano elegante con dehors caldo e accogliente, specializzato nei vini della confinante Napa Valley. In cucina c’è Nash Cognetti, di origini calabresi, poco più di 30 anni, a lungo nelle cucine del Falconiere di Cortona.

Perché piace a Alessandro Borghese:

“Un’esperienza informale tra i vigneti della Napa Valley. Lo stile sottolinea marcatamente le origini italiane, un ambiente caldo che ti fa sentire a casa. La cucina si veste di sapori e tendenze puramente americane, ma la semplicità delle ricette ne esalta ancor di più il gusto. Lì ho fatto una cena che ricordo ancora con tanto piacere”.

Prezzi: Carta 25/50 €.

4. L’IMBUTO, Lucca

Via della Fratta, 36

L'imbuto, Lucca

Parliamo di un ristorante posto all’interno del museo d’arte contemporanea della città toscana, la cucina di Cristiano Tomei, creativa e vulcanica, riflette la vocazione avanguardista. Si sceglie solo il numero delle portate e si parte per un viaggio di sorprese.

Perché piace a Alessandro Borghese:

“Un ristorante dall’aspetto essenziale in una struttura che sprigiona classe ed eleganza mescolate all’arte, con un cuore di pura fantasia gastronomica: lo chef Tomei. Ho sempre apprezzato la sua cucina geniale e durante le registrazioni di Cuochi d’Italia ho conosciuto anche l’uomo dietro lo chef, che rispecchia perfettamente i sapori dei suoi piatti: raffinati, colorati e pieni di fantasia.”

Prezzi: Menu 50/90 €.

[Borghese? Cucina da avanspettacolo, Barbieri? Insopportabile: Raspelli vota i cuochi della tv]

Questi i quattro ristoranti preferiti da Alessandro Borghese. Il telecuoco si è soffermato poi su altri tre locali che hanno giocato un ruolo importante nella sua formazione.

RECH, Parigi

62, Avenue des Ternes

Perché piace a Alessandro Borghese:

“Viaggiare è stato fondamentale per la mia crescita umana. Lavorare nelle cucine dello chef Alain Ducasse mi ha molto influenzato. Ricordo bene il discorso di benvenuto basato sull’umiltà, lo studio e la tenacia. Sono parole che mi accompagnano ancora oggi.”

KATZ’S DELICATESSEN, New York

205, E Houston Street

Perché piace a Alessandro Borghese:

“Tutto secondo l’american style: porzioni giganti servite da cuochi pittoreschi, consumate su tavoli spartani, abbondante birra e ambiente perfetto per girarci un film. Infatti qui hanno girato la famosa scena del finto orgasmo di Harry ti presento Sally. Al tavolo di questo storico ristorante di New York Meg Ryan e Billy Cristal discutevano di “finzioni”, ma al primo boccone del loro pastrami nessuno può fingere”.

L’ARPÈGE, Parigi

84, Rue de Varenne

arpege

Perché piace a Alessandro Borghese:

“Situato nel cuore di Parigi e contraddistinto da uno stile senza troppi fronzoli. L’eleganza dei legni preziosi e la decorazione in vetro firmata Lalique, una strabiliante cucina “di verdure” dello chef/poeta Alain Passard… Se tutto questo non dovesse convincere, il titolo di miglior ristorante al mondo nel 2016 vi toglierà ogni dubbio”.

Una lista e soprattutto delle motivazioni che vi convincono? O meglio, lista e motivazioni che vi hanno incuriosito al punto di voler provare prima possibile il nuovo ristorante di Alessandro Borghese?

[Crediti | Esquire]

Anna Silveri

26 gennaio 2018

commenti (1)

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  1. gianfranco ha detto:

    Mi spiace segnalare che nella trasmissione Langhe e Roero Borghese ha fatto un grossolano errore : il vitello tonnato non è fatto con maionese,tonno e capperi ma con uovo sodo,tonno,capperi etc.
    Consiglio di consultare il Cucchiaio d’argento e gli altri libri classici di ricette : la salsa tonnata non è mai stata fatta con la maionese.
    IGNORANTI !!!

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