di Valentina Dirindin 10 Marzo 2017
Valerio vince Masterchef 6

E così, siamo giunti alla finale e, come in tutti gli addii, è difficile trattenere una lacrimuccia.

Tanto più che la finale di Masterchef 6 è particolarmente amara: è l’ultima di Cracco, visto che lo chef ha deciso di prendersi una pausa dalla Tv. Ci mancheranno i suoi tormentoni, ora che finalmente era un po’ meno rigido davanti alle telecamere (o forse eravamo noi a esserci abituati alla sua rigidità?).

In ogni caso, consolatevi un po’: è la finale, e torna la twittwercronaca di Dissapore.

Una finale fatta di personaggi:

C’è Cristina: la brava ragazza della porta accanto.

C’è Gloria: la concorrente agguerrita che non guarda in faccia a nessuno:

E c’è Valerio: il timidone che vive in un mondo tutto suo, come tutte le menti geniali.

I profili sono stati tracciati sin dal principio, mai così bene come in questa stagione. Quindi eccolo, lo scontro fra tre personaggi topici (il buono, il brutto e il cattivo), più che fra tre aspiranti chef.

La Mistery Box contiente un piatto vuoto: l’ultima prova misteriosa è anche la più creativa, visto che gli ultimi tre finalisti devono creare un piatto completamente nuovo che li rappresenti.

Valerio rischia con il caffè in un piatto salato, e i giudici se ne accorgono fin da subito. Cracco, come al solito, finge di mal sopportare la sua indole tutta genio e sregolatezza, ma sotto sotto si vede che ha un debole per lui.

Non a caso, è lì a dirgli di stare zitto almeno una decina di volte, mentre Valerio tenta di spiegare il piatto che sta preparando.

E se Valerio deve crescere come cuoco, Cracco è invece cresciuto abbastanza come personaggio televisivo, e a tutti noi l’anno prossimo mancheranno le sue sfuriate e i suoi sguardi gelidi.

E’ il momento degli assaggi.

Cristina presenta “Rombo e scaloppa di foie gras”: un impiattamento tristanzuolo, ma poteva andare peggio, visto che all’inizio voleva frullare il foie gras.

Gloria porta il suo “Quaglia scomposta ripiena d’amore”: un piatto che la rappresenta, dice lei, che è un po’ quaglia, un po’ scomposta, ma sotto sotto –giura– anche dolce. “Piatto bruttissimo”, chiosa Cracco, forse dimenticando che offendendo il piatto offende anche lei.

Valerio conclude con il suo “Risotto ai gamberi 2.0”. Grazie, Cannavacciuolo, per aver espresso il parere di tutti sul “2.0”, e cioè “anche basta”. Ma a parte questa precisazione, il piatto è riuscito, ed è quello vincente.

L’Invention test ci piace assai, è forse la prova più contemporanea di sempre: cucinare con gli scarti e gli avanzi del cibo.

Molto in linea con le idee dei migliori chef internazionali, o con le idee di chi si ritrova col frigo perennemente vuoto.

Ospiti Igles Corelli, Pietro Leemann e Matias Perdomo (per il quale il pubblico femminile – e non solo – su Twitter si scatena con commenti che vorremmo riportare ma non possiamo. Diciamo comunque che il popolo lo ha già incoronato successore di Cracco per la prossima stagione).

Valerio sceglie per sé il piatto di Igles Corelli, “palloncini di riso croccante” e assegna a Cristina quello di Perdomo (un “dolce non dolce”) e a Gloria la complicata creazione di Leeman.

La prova è impegnativa, la tensione è alta, e i concorrenti sono molto concentrati.

Quello che si diverte di più, come sempre, è Valerio, ed è il motivo per cui è impossibile non fare il tifo per lui.
Per forza si diverte ed è sempre sorridente. Lui tornerà a casa, e finalmente dopo questo MasterChef le donne lo guarderanno con occhi diversi.

Capite cosa gliene può fregare a lui dei 100mila euro ora che ha soddisfatto il suo delirio ormonale post adolescenziale.

E in finale ci vanno Gloria e Cristina. Ma, colpo di scena, anche Valerio: è la prima finale a tre della storia di Masterchef Italia.

E’ arrivata l’ora di presentare i tre menu degustazione degli aspiranti MasterChef. Il menu di Gloria si chiama “Pazzamente ligure”, quello di Cristina “l’eleganza della semplicità” e quello di Valerio “Valerio 18.0”.

Valerio, Valerio. Cannavacciuolo te l’aveva detto: basta con ‘sta cosa del punto zero. Se dovessimo giudicare la fantasia nei titoli, forse a questo punto vincerebbe Gloria. Ma qua è la ciccia che vogliamo, e si comincia a spadellare.

Di nuovo, a smorzare la tensione della finale ci pensano i siparietti di Cracco e Valerio. Con in più la partecipazione di Michele Ghedini, sicuramente uno dei concorrenti più amati di questa edizione (anche lui, come e più di Valerio, il suo personalissimo traguardo l’ha raggiunto: le ragazze si sciolgono a ogni inquadratura).

Non so se sia l’influenza delle fan impazzite su Twitter, ma la prima portata di Valerio sembra da urlo: spuma di plancton, capasanta, cacao. Anche il piatto di Cristina (una rosa di seppia con gelato allo squaquerone) sembra buonissimo, mentre a vederlo (e si direbbe anche ad assaggiarlo) quello di Gloria entusiasma meno.

Anche il secondo piatto di Valerio sembra essere fatto per stupire, mentre Gloria punta alla tradizione, come del resto aveva dichiarato. Il secondo piatto di Cristina, a vederlo, non sembra troppo invitante.

Arriva poi un risotto di Gloria che buca la lingua a Barbieri con un rametto di rosmarino: il momento più drammatico dei tre menu degustazione.

Sul dolce Gloria continua con la tradizione, forse insistendo un po’ troppo: buono, sì, ma tutto un po’ piatto. Probabilmente, pescare dal libro di ricette della nonna sicuramente buonissime non è la strategia giusta per vincere Masterchef.

Valerio presenta una mini porzione di dolce (che a detta di tutti non è il suo forte) da dividere in quattro, offendendo a morte Cannavacciuolo, mentre Cristina presenta la creazione più colorata e convincente.

A vederli così, verrebbe da dire che Valerio è quello che ha saputo osare di più, con un menu creativo e interessante oltre che – pare – mediamente buono.

Gloria ha un po’ annoiato, con una cucina troppo semplice. Va bene la tradizione, ma un tocco di personalità in più ogni tanto avrebbe potuto metterlo.

Cristina si è tenuta un passo indietro rispetto al piede sull’acceleratore di Valerio, ma i suoi piatti sembrano essere piaciuti tutti.

Mi lancio in un pronostico (ben consapevole di non averne mai azzeccato uno): secondo me l’azzardo e la creatività di Valerio vengono premiati, vince lui.

Mi sembra la risposta alla domanda finale fatta da Cracco: “chi ha più talento fra questi tre?”

E in effetti, lo è. Il sesto MasterChef d’Italia è Valerio.

Bravo Valerio, vai e insegna a Michele Ghedini a cucinare il plancton. Ma prima, festeggiate come solo voi sapete fare.