Scoppia il caso Sirani: nella pizzeria chic i bambini non possono entrare

Bambini al ristorante: sì o no? Ci risiamo. In tempi in cui qualunque tema food genera una questione, non si tratta di una semplice domanda: definisce i criteri del politically correct. Sirani, la pizzeria gourmet di Bagnolo di Mella in provincia di Brescia dai prezzi stellari, troppo per lasciar sgambettare la prole dei clienti dopo una certa ora (pizze con gambero rosso di Sicilia marinato e misticanza a 36 euro), ha preso la sua decisione. Da 7 anni adotta la policy: no kids, facendolo sapere attraverso dei cartelli (forse indelicati, ma chiari): “Dopo le 21 i bambini non sono graditi”.

E ne paga le conseguenze nelle recensioni degli avventori, che su Tripadvisor commentano i cartelli negativamente, come Marilisa 2014 “se non volevano bambini dovevano aprire una gielleria non una pasticceria”. Oppure Tommynacho scrive “Razzismo verso i bimbi, arroganza e maleducazione”.

Da leggere anche le accuse di “razzismo” verso i più piccoli di Luca, bresciano senza figli, che, a parte il conto, definire infastidito dopo aver cenato con una coppia di amici da Sirani è un eufemismo.

La verità però è un’altra. Anche negli Stati Uniti, di recente, lo chef Grant Achatz di Alinea a Chicago è stato linciato su Twitter per aver chiesto:  “Ma la gente porterebbe un neonato a teatro? A un concerto? Odio dire di no, però…”.  Il succo del discorso è: ci sono posti per bambini e posti che non sono adatti ai bambini.

Sirani, l'ingressoSirani, la sala

In Italia, pur non valendo alcun divieto ufficiale, una clientela adulta è preferita da molti alberghi esclusivi, come l’hotel Mont Blanc in Valle d’Aosta, il Palazzo Hedone a Scicli, provincia di Ragusa, l’Antico Casale di San Gimignano o la Scalinatella di Capri. A costi più contenuti ci sono il Casale Belvedere in Toscana, l’hotel Stella Maris Levanto in Liguria, Il Capanno nelle Marche. Posti bellissimi, tutti con la postilla “no kids”.

Del resto, da sempre ci sono locali  notturni con la selezione all’ingresso: bisogna essere vestiti in un determinato modo, dimostrare di potere spendere tanti soldi,  un look adeguato, conoscere qualcuno. Addirittura, in alcuni locali gay vietano l’ingresso alle donne. In alcuni locali per lesbiche, non vogliono uomini. Si tratta di discriminazione, a ben vedere.

Oppure di semplici attenzioni nei confronti della clientela a cui il luogo è indirizzato.

[Crediti | Fanpage, Tripadvisor, Brescia Oggi | Immagini: Brescia Oggi, Sirani]

Olga Mascolo

27 gennaio 2014

commenti (78)

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  1. Forse banalmente si tratta di rispetto nei confronti degli altri che troppo poco spesso viene a mancare.
    Mi è capitato di essere al cinema a vedere un film per tutti dove tra il pubblico c’era una decina di famiglie che si conoscevano tra di loro.
    Non sto a sottolineare quanto mi sia goduto il film… dico solo che durante l’intervallo bambini si rincorrevano tra le file con alcuni genitori che urlavano come se fossero a casa propria mentre altri che giocavano ad acchiappino. Che gli dici? Ti ritrovi a fare il rompi… con improbabile successo e venti persone contro. Così ingoi il rospo.
    Se la gente fosse responsabile, certi divieti dovrebbero essere impliciti e autoimposti.
    Se tali divieti diventano per necessità espliciti, non ci lamentiamo e facciamoci un esame di coscienza.

  2. so che non c’entra niente, ma lo scrivo cmq
    li annovero tra i 35€ spessi peggio per mangiare

  3. Sto orbitando da tempo intorno al dilemma. E parto dal concetto che ogni forma di discriminazione sia da cancellare. Poi, quando capita (come è capitato alla mia fidanzata) di ritrovarsi improvvisamente, nel bel mezzo di una cena, il vestito inondato di salsa a causa di un lancio ben calibrato dal cucchiaio che impugnava il pupetto al tavolo di fronte (si era indispettito per una serie di domande fatte ai genitori con relative non risposte da parte degli stessi, che ciarlavano amabilmente con gli amici), ne ho avuto abbastanza. Nel caso specifico: “scusi, è piccolo”. Il conto della lavanderia non era compreso. Risate (di commiserazione?) da parte degli avventori dei tavoli accanto, in un ristorante della riviera romagnola con parecchie credenziali di qualità…
    E’ stato un episodio banale, ma vorrei evitarlo in futuro. Spero sia chiara la mia linea di tendenza sui baby al ristorante, fermo restando che i genitori hanno responsabilità e colpe (educazione, norme basilari di comportamento, eccetera…) da considerare sempre in primo piano. Esagero?

  4. E poi chi escludiamo?
    I vecchi?
    I malati con la tosse?

    1. Guarda che non era questo il tono del mio commento. Non mi permetterei mai. Puntavo decisamente sul comportamento dei genitori, che spesso lasciano perdere. Di fatto, bisogna valutare bene situazioni e contesti…

    2. No, Alterx 🙂 non avevo nemmeno letto il tuo intervento.Era rivolto a Sirani.
      Su questo pizzaiolo ne ho sentite tante sulle sue pizze.Ma non avrei
      mai immaginato che volesse trasformare una PIZZERIA in una caserma.

    3. Concordo: il vero problema sono i genitori….si dovrebbe scrivere: “Vietato l’ingresso alle famiglie i cui genitori non sanno educare i loro bambini”. MA forse sarebbe un pò complicato

  5. una domenica sera in pizzeria a piacenza una bambina pattinava, dico PATTINAVA, in mezzo ai tavoli, in mezzo ai camerieri che correvano come matti evitandola
    oltretutto continuava a fare casino passando accanto al nostro tavolo e le abbiamo detto educatamente di smetterla o di andare da un’altra parte

    ma VI SEMBRA EDUCAZIONE QUESTA???????
    io non ne posso più di genitori maleducati, che si portano appresso figli maleducati e rompono le scatole a me che dopo una settimana di lavoro ho voglia di rilassarmi e godermi una bella cena!

    1. Viola, io mi sarei alzato e avrei reclamato, educatamente, prima con il proprietario e poi con i genitori.I cafoni esistono dappertutto: devo confessarti che al Sud amano altri sport, i bambini:)
      Viola, il senso del mio intervento è che bisogna trovare altre soluzioni alla maleducazione.Ciao

    2. Concordo pienamente. Se non sai tenere a bada i tuoi figli, non pretendere che li tengano a bada gli altri. Una fatto simile è successo anche a me, si teneva un meeting e si discuteva e chiacchierava in un noto agriturismo dell’Oltrepo’. E’ arrivata una famigliola, con neonato ed un altro sui tre anni che si è messo a fare il diavolo a quattro correndo tra i tavoli e altre amenità nell’indifferenza totale dei genitori, sino al punto in cui la proprietaria, prima li ha invitati a tenere a freno il pargolo, quelli si sono offesi e allora la signora li ha invitati ad andarsene senza neanche pretendere il saldo della cena. Non è colpa del bimbo, ma è colpa dei genitori, indifferenti e maleducati, sono gli stessi che denuncerebbero la maestra se il bimbo prende una nota. C’è qualcosa che non va nella struttura sociale del nostro paese. GIUBA

  6. il cartello suonerà anche un po’ indelicato, ma non è altrettanto indelicato da parte di un genitore ‘imporre’ la presenza di un bambino scalmanato e aspettarsi che vada bene a tutti?

  7. Quello che c’è scritto sul cartello è una cosa, i commenti su Tripadvisor e gli articoli linkati dicono altro: i bambini dopo le 21 non sono graditi.
    “È una regola che abbiamo adottato 7 anni fa e i nostri clienti sono felici così, quelli a cui non piace possono andare da qualche altra parte”.
    Personalmente sono d’accordo.

  8. In realtà da Sirani ci sono due turni e nel caso di bambini si viene semplicemente indirizzati verso il primo turno. A me sembra anche un’idea corretta perché accontenta tutti. Certo poi trovi sempre quello che si impunta e vuole andare con i bambini al secondo turno e se non lo accontenti ti sxuttana su trip. E’ il mondo 2.0.

    1. Cioè, paghi per mangiare e devi farlo all’orario deciso dal pizzaiolo ?
      E magari sceglie anche quello che devi mangiare ?
      Se il problema sono i maleducati (di qualunque età) sarebbe stato più logico e coerente appendere un cartello che vietava LORO l’ingresso (ovvero, sbattere fuori i clienti che non si comportano – loro e i figli – adeguatamente)
      La questione è che per ogni bambino chiassoso, abbiamo 2 telefonisti, 3 urlatori, 4 fumatori che fanno su e giù …
      Si resterebbe in breve senza clienti …

  9. il problema sono i genitori!Da Bresciano e frequentatore di Sirani, purtroppo, capisco benissimo la loro scelta. Poi tutto il mondo è paese: non più tardi di due settimane fa, in un notissimo ristorane di Torino, ho avuto il piacere di pranzare mentre la sig.ra del tavolo a fianco ALLATTAVA A SENO NUDO il suo pupetto di qualche settimana!!!Senza farsi il minimo problema per gli altri ospiti

    1. Cavolo!! Io mi sarei scandalizzato se avesse ALLATTATO A SENO VESTITO!!! Hai proprio ragione. Dove va il mondo. Che schifo.Adesso tocca pure vedere donne discinte. Signora mia, con tutti questi capelloni che fumano coccoina e questi comunistacci dove andremmo a finire? Accidenti ? SENO NUDO? Che schifo che zozzeria….sei andato in chiesa a confessarti, Enrico?

    2. No, Carlo59, temo non si andato a confessarsi.
      Si e’ toccato…

    3. Ti amo.
      Capisco che i bambini possano dare fastidio, tutti abbiamo avuto a che fare con pupi indemoniati e genitori maleducati. Ancora tuttavia non sono convinta che abbiano un senso questi divieti, soprattutto perchè certe norme mi sembra sparino nel mucchio beccando anche chi generalmente si comporta bene – e mi da molto fastidio. Però mi piace discuterne e ascoltare tutte le opinioni.
      Quello che invece non sono disposta a mettere in discussione è l’allattamento: ma secondo te, avrò o no il diritto di dare da mangiare a mio figlio? E potrò farlo dove c@22o voglio? O devo chiederlo a te? Oppure forse devo uscire, chiudermi in macchina, incastrare il bambino tra cambio e sportello, tirare fuori il seno, in inverno rischiare la mastite, così tu puoi continuare beatamente, al calduccio, a sbirciare nei tavoli degli altri senza imbarazzi?

    4. Carlo59….spero per te non sia l’anno di nascita. Senza scendere nel tecnicismo, che per fortuna non mi appartiene, c’è modo e modo di allattare un neonato (rimanendo quasi del tutto vestiti o arrivando praticamente a denudarsi….c’è una bella differenza!!! E la differenza la fanno il buon senso e la decenza della madre!
      Se mai passerò nei pressi di una chiesa accenderò un cero per te, pregando che Dio ti faccia riavere in qualche modo ciò che la natura ti ha così crudelmente negato. complimenti per il sottile sarcasmo…un campione!

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