Expo 2015 | Ristoranti regionali di Eataly: chi c’è e chi no da maggio a ottobre 2015

Di Identità Golose ad Expo 2015, col suo ristorante d’élite acchiappa stelle vi ho raccontato ieri. Dopo aver fatto cappotto (almeno in quanto a superstar della cucina), oggi facciamo il punto sugli 8 mila metri quadri di mangiatoia assegnati a Eataly del figliuol prodigo Oscar Farinetti per sfamare le masse in trasferta milanese.

I suoi 20 ristoranti regionali, che hanno dato scandalo per l’assegnazione creativa, ospiteranno 1500 coperti e anche un Nutella concept bar.

Calo le braghe (in senso figurato, s’intende) davanti a cotanta piacioneria. Mai avremmo potuto concepire una trappola tanto banale quanto geniale per attrarre ogni categoria umana (me compresa, naturalmente). Alla faccia dell’olio di palma Farinetti, che, se non sbaglio, è candidato nell’opinione comune a diventare Il Male in persona. E anche alla faccia del “nutrire il pianeta” che ormai pare avere lo stesso significato delle poesie ripetute a memoria dai bambini delle elementari.

Ma, se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che anche stavolta Farinetti non sta lasciando nulla al caso.

xpo 2015 chef identità golose

Per togliersi dalle spalle la nomea di “mercato dei ricchi” dove si comprano buoni prodotti sì, ma dove ci si lascia mezzo stipendio in due ore di spesa compulsiva, Eataly si trasforma in Italy is Eataly, ossia il “self-service del ceto medio”, dove si alternano chef conosciuti o meno, ma soprattutto dove (vista la formula senza servizio) pranzi e cene saranno accessibili ai nostri portafogli sollecitati dall’esposizione milanese che “arriva una volta nella vita”.

Insomma, se Identità Golose si aggiudica l’upper class (se non da 730, almeno da velleità gastronomiche), Eataly regala l’impressione di abbassare il tiro e trasformarsi nell’evoluzione della sagra. Quella che piace un po’ a tutti trasversalmente: alle signore con le chiome argentate molto radical-chic, ma anche alle famiglie giovani con passeggino da trial.

Oltre ai ristoranti regionali, ci saranno anche due spazi tematici dedicati alla pizza (con Rossopomodoro) e alla mitica piadina, ormai in odore di santificazione farinettiana (Fratelli Maioli).

E, per gradire ci saranno anche il corner Ferrari, che farà l’aperitivo tutte le sere alle 19,02 (ricordando subliminalmente l’anno di fondazione 1902, geni maledetti) e il già “tutto esaurito” Nutella concept bar.

Ma non lasciatevi ingannare: va bene la Nutella, va bene essere pop, ma ci vuole anche una strizzata d’occhio agli estimatori da Guida Rossa. Farinetti, a spot, butterà in menu qualche chef stellato di razza, spesso parte della sua scuderia durante l’anno. Il top di gamma è, senza dubbio, Niko Romito, ma anche un pranzo con Viviana Varese non è così male.

Vi è venuta voglia? State pensando di portarvi il cuscino per rendere più comode le panche? Non esageriamo, ho detto Eataly, non festa campestre.

Adesso fatevi un’idea e state attenti alla geopolitica, che in base a quella potete immaginare cosa si mangerà.

Da Burde, Andrea Gori

MAGGIO

  1. Duvert (Piemonte e Valle d’Aosta)
  2. O Magazin (Liguria)
  3. Alice (Lombardia)
  4. Trattoria al Pompiere (Veneto)
  5. Altran (Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige)
  6. Osteria in Scandiano (Emilia Romagna)
  7. Da Burde (Toscana)
  8. Ristorante Symposium 4 Stagioni (Marche e Umbria)
  9. Borgo Spoltino (Abruzzo e Molise)
  10. Osteria San Cesario (Lazio)
  11. Al Convento (Campania)
  12. Peppe Zullo (Puglia)
  13. Zenzero (Calabria e Basilicata)
  14. Letizia Nuxis (Sicilia e Sardegna)

Luca Cai, Il Magazzino

GIUGNO

  1. Albergo Nazionale (Piemonte e Valle d’Aosta)
  2. U Giancu (Liguria)
  3. Trattoria Il Gabbiano (Lombardia)
  4. Eccellentissimo (Veneto)
  5. Trattoria Risorta (Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige)
  6. Osteria La Campanara (Emilia Romagna)
  7. Il Magazzino (Toscana)
  8. Caserma Guelfa (Marche e Umbria)
  9. Locanda Manthonè (Abruzzo e Molise)
  10. Enoteca San Patrick (Lazio)
  11. Perbacco (Campania)
  12. Le Antiche Sere (Puglia)
  13. Ristorante Abruzzino (Calabria e Basilicata)
  14. L’Ottava Nota (Sicilia e Sardegna)

Arcangelo Dandini, L'Arcangelo, Roma

LUGLIO

  1. I Birichin (Piemonte e Valle d’Aosta)
  2. Trattoria del Mosto (Liguria)
  3. Vent e Acqua (Lombardia)
  4. Da Doro (Veneto)
  5. Locanda delle Tre Chiavi (Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige)
  6. Da Amerigo (Emilia Romagna)
  7. Il Mercato Centrale (Toscana)
  8. Ristorante Piermarini (Marche e Umbria)
  9. Locanda Mammi (Abruzzo e Molise)
  10. L’Arcangelo (Lazio)
  11. Fenesta Verde (Campania)
  12. Ristorante La Bul (Puglia)
  13. Le Fate dei Fiori (Calabria e Basilicata)
  14. Caravan Serraglio (Sicilia e Sardegna)

Lucio Pompili, Osteria Marchigiana

AGOSTO

  1. Fra Fiusch (Piemonte e Valle d’Aosta)
  2. Officine del Gusto (Liguria)
  3. Trattoria Visconti (Lombardia)
  4. Locanda Aurilia (Veneto)
  5. Forst (Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige)
  6. Quarto Piano (Emilia Romagna)
  7. Ristorante Aragosta (Toscana)
  8. Osteria Marchigiana (Marche e Umbria)
  9. Bollicine (Abruzzo e Molise)
  10. Agriturismo La Polledrara (Lazio)
  11. Angiolina (Campania)
  12. Tenuta Moreno (Puglia)
  13. Dal Professore (Calabria e Basilicata)
  14. Fattoria delle Torri (Sicilia e Sardegna)

Roberto Petza, s'apposentu

SETTEMBRE

  1. Ristorante il Moro (Piemonte e Valle d’Aosta)
  2. La Molinella (Liguria)
  3. Ristorante Collina (Lombardia)
  4. Pironeto Mosca (Veneto)
  5. Tavernetta All’Androna (Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige)
  6. Osteria Lasangiovesa (Emilia Romagna)
  7. Garibaldi Innamorato (Toscana)
  8. Trippini (Marche e Umbria)
  9. Osteria dentro le Mura (Abruzzo e Molise)
  10. Cacciani (Lazio)
  11. Pan e coccosa (Campania)
  12. Botteghe Antiche (Puglia)
  13. Osteria Porto del Vaglio (Calabria e Basilicata)
  14. S’Apposentu di Casa Puddu (Sicilia e Sardegna)

Niko Romito, Oscar Farinetti

OTTOBRE

  1. Da Marisa al Castello (Piemonte e Valle d’Aosta)
  2. Zena Zuena (Liguria)
  3. Agriturismo La Costa (Lombardia)
  4. Al Bersagliere (Veneto)
  5. Da Alvise (Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige)
  6. Le Ghiaine (Emilia Romagna)
  7. Mangiando Mangiando (Toscana)
  8. Damiani e Rossi (Marche e Umbria)
  9. Spazio Niko Romito (Abruzzo e Molise)
  10. Oste della Bon’Ora (Lazio)
  11. La Torre One Fire (Campania)
  12. Agriturismo Lemi (Puglia)
  13. Albergo della Civetta (Calabria e Basilicata)
  14. Ispinigoli (Sicilia e Sardegna)

Va bene, ci sono tutti, persino il Molise.

Dopo tutta questa par condicio geografica mi lascia perplessa la scelta di alternare Sardegna e Sicilia. Da sola la Sicilia meriterebbe, almeno in eccellenze di prodotti (non contiamo in cucina e ricette) un ristorante dedicato, per tutti i 3 pasti principali dei 6 mesi di Expo.

De gustibus (mi rendo conto che da donna del Nord subisco un certo fascino cieco per piatti come la pasta con i tenerumi o per quelle melanzane che sembrano fatte di carne).

Se la capitale è piena di finte trattorie che sono trappole per turisti, mi viene quasi da pensare che ai visitatori stranieri di Expo con il tarlo di mangiare all’italiana, qui non andrà nemmeno così male.

E a noi esigenti autoctoni?

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere, immagini: Corriere della Sera, Scatti di Gusto, MlMagazine]

Carlotta Girola Carlotta Girola

3 aprile 2015

commenti (16)

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  1. Se le scelte degli altri ristoranti regionali ricalcano quelle della Liguria, mi porterò un panino da casa…

    1. Sto anch’io cercando di capire se expo sarà una sorta di minitalia dei ristoranti…
      sono di Milano e ci andrò, in un giorno di pioggia, in cui non avrò di meglio da fare ma con lo stesso entusiasmo di quando vengo trascinato nel noto store di arredamento svedese

    2. Beh, il panino sarebbe il piano B…si sa mai

  2. perché l’olio di palma e’ scritto in rosso mi sono perso qualcosa ?

    1. E’ un link ad un altro articolo sulla nutella e sulle polemiche riguardo all’olio di palma tra gli ingredienti . Ma non ho ben capito cosa c’entra il tutto.. A dire il vero dopo aver letto Nutella concept bar non ho capito più un gran che..

  3. Secondo gli organizzatori sono stati venduti 10 milioni di biglietti solo questi, divisi per i 180 giorni di apertura di Expo farebbero una media di 55.555 persone al giorno…secondo voi è intelligente spendere una trentina di euro per il biglietto per poter accedere ad un ristorante dove si potrebbe mangiare in qualunque altro giorno dell’anno, nella calma della sua quotidiana e collaudata gestione?

  4. Ci lavorero’ li dal 1 Maggio al termine. Saro’ persona informata sui fatti e sui piatti. Qui e la scrivero’.Va tenuto presente che al momento non penso sia possibile che qualche ristorante apra i battenti per il 1 Maggio,i lavori sono fortemente in ritardo. Consiglio arrivare a EXPO verso Giugno dopo un mese di rodaggio. Il primo Maggio e’ da Kamicaze culinario a meno che non pranzate con Renzi al Gala’.

  5. Il figo di turno qua non manca mai eh? Non vediamo l ora di avere le cronache delle disgrazie tipo interrogatorio ; che fortuna un informato su tutto ci farà risparmiare i soldi del biglietto

    1. Ho 60anni discretamente portati,il termine “figo”in tutte le sue declinazioni su di me fa acqua. Ho pure l’onta per alcuni di essere un dipendente statale cioe’ con il fardello del solito clichet (si scrive cosi’?) regalato a volte giustamente a questi ultimi.
      Partecipo a Expo come un impiegato postale trasferito d’ufficio non per mia manifesta volonta’ma per scelta aziendale anche se ovviamente esistono delle condizioni attitudinali in linea con le richieste (mi occupo di arredamento).Forse quella predominante e’ abitare a 500 metri da Expo. Generalmente sottolineo nei miei interventi le incongruenze del sistema e il troppo allure regalato qui e la. “non vediamo l’ora di avere le cronache delle disgrazie tipo interrogatorio” non mi e’ molto comprensibile come il riferimento alla fortuna del risparmio sul prezzo del biglietto.Per la cronaca non sono un estimatore di Expo anche se collaborero’ lealmente al meglio con questa manifestazione anche davanti ad eccessi. Anni fa in una situazione di spettacolo si porto’ di sera un branzino ad un attrice, pensai che era una delle solite stranezze della Vip di turno.Il branzino in realta’ era per il gatto di questa.Ecco qui stanno le mie cronache.

  6. Da Wikipedia: “Nutrire il pianeta, energia per la vita è il tema scelto per la Esposizione Universale di Milano 2015. Questa scelta vuole trattare delle tecnologie, dell’innovazione, della cultura, delle tradizioni e della creatività legati al settore dell’alimentazione e del cibo. (…)
    Questo tema è stato scelto per la preoccupazione per la qualità del cibo ma anche per riflettere sull’educazione alimentare e sulla fame nel mondo. Queste preoccupazioni già avanzate da studi del MIT per il Club di Roma erano state trascurate in epoche in cui sembrava che l’aumento delle risorse disponibili fossero maggiori dell’incremento dei consumi. È bastato il rapido riassorbimento dei surplus agricoli[1] per far nascere di nuovo il problema di come Nutrire il Pianeta e scongiurarne la fame.”
    A parte gli evidenti strafalcioni di cui sono già inzeppate queste poche righe, non si può non notare che a proposito di Expo 2015 si parla di tutto tranne del tema che dovrebbe esserne l’asse portante.
    Il che è esattamente quello che volevano gli organizzatori: un grande circo da cui ciascuno, azienda, imprenditore, politico, chef, appaltatore, cronista, commentatore, visitatore, cercherà di carpire il massimo tornaconto personale.

    1. Esattamente quanto si è letto in tempi non sospetti qui e su altre testate meno foraggiate con i rivoli dei 50 (cinquanta) mln che l’azienda Expo ha destinato alla “comunicazione” (leggi: pagali e ti saranno grati).
      Si scriveva, si leggeva, in tempi non sospetti, che “nutrire il pianeta, energia per la vita” rischiava di trasformarsi nella gigantografia della sagra della salamella.
      I trionfali annunci (come questo) sulle iniziative, compresa la rigorosa spartizione per cordate, direi che lo stanno confermando: siamo sulla buona strada per una grande sagra della salamella.
      Abbiamo ragionato sul land grabbing in corso a livello continentale? No, ma diavolo, ciabbiamo magnato la matrisciana con la cipolla
      Abbiamo discusso sulle ragioni di scambio internazionali delle materie prime agricole? Non avevamo tempo: c’era da seguire la conferenza sulla cucina alle nanoparticielle e visitare lo stand dei cucpackes…

  7. ahahahahahahah!!! che bella iniziativa L’EXPO, ma è il prossimo anno no?

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