gastrocoolness

Da Massimo Bottura a Spyros Theodoridis Modena è l’ombelico del mondo

Uscendo per un momento dal tritacarne dei preparativi natalizi, e riavvolgendo gli eventi gastromediatici dell’ultimo mese, le tre notizie più succulente riguardano la conquista della terza stella Michelin da parte di Massimo Bottura, l’apertura da parte del medesimo della Franceschetta 58, il bistrot che ha già cambiato il volto della ristorazione low cost in Italia, e la vittoria di Masterchef da parte di Spyros Theodoridis, greco trapiantato a Modena.

Tutto a Modena! E’ un caso o ci sarà un motivo?

Come avrete intuito dal fatto che se non lo ritenessi un caso non ci scriverei un post sopra, la mia ipotesi è che un motivo ci sia. Stinta la memoria di Pavarotti, non sarà certamente la Ferrari, ora che i titoli mondiali di Formula Uno sanno solo di sdolcinate bevande energetiche; non saranno le donne, e tantomeno i delinquenti: e allora cosa sarà? Spremendo un po’ le meningi con del Lambrusco, anzi, del Sorbara nel bicchiere a ispirarmi, ho individuato tre fattori che potrebbero avere contribuito a rendere Modena l’attuale ombelico del mondo gastronomico italiano.

Il benessere. Modena, non c’è dubbio, viene percepita come una provincia ricca, e lo è. L’industria, dai colossi Cremonini e Fini ai piccoli artigiani virtuosi, non è solo quella alimentare, ma ha molteplici facce. Forse la più rilevante negli ultimi anni è stata lo sviluppo del polo delle ceramiche di Sassuolo, città che, come i più sanno, possiede una squadra di calcio che pare non accontentarsi di una tranquilla permanenza nella serie cadetta. Ma a guardare le statistiche, Modena è solo 24esima su 107 capoluoghi di provincia come reddito pro capite, anche se il dato racconta solo parte della storia omettendo i dati di comuni come Carpi, Sassuolo o Maranello.

Secondo l’annuale indagine sulla qualità della vita pubblicata dal Sole 24 Ore, poi, Modena è al 22esimo posto, pur guadagnando dieci posizioni rispetto al 2010; bene la popolazione giovanile, grazie anche all’immigrazione regolare, okay tenore di vita, affari e lavoro, mentre l’ordine pubblico può e deve migliorare. Nell’indagine manca la voce “gastrocoolness”, ma a occhio dobbiamo cercare altrove.

La logistica. Modena è un po’ il cuore dell’Italia: Bologna e la ricca Parma sono a un tiro di schioppo, in un’ora di macchina si è a Verona, in un’ora e mezza si raggiungono Firenze e Milano. Da Roma sono più di tre ore di automobile, ma molti Frecciarossa fermano a Bologna. Insomma, l’incrocio fra l’Autostrada del Sole e del Brennero creano un ganglio che consente di raggiungere Modena in tempi ragionevolmente brevi da una moltitudine di città italiane. Senza dimenticare che i prezzi degli immobili a Modena sono molto più bassi che in una metropoli, e questo, per chi vuole aprire un ristorante, è certamente un fattore di rilievo.

L’humus gastronomico. Qui intorno ci si diverte, specie se non si è vegetariani. La mortadella, lo zampone e i ciccioli sono un’istituzione, gnocco fritto e zampanelle monumenti della cucina locale, e allargando il raggio di pochi chilometri è un florilegio di prosciutti e culatelli. I prodotti suini e l’altra istituzione del parmigiano creano una base di materie prime di grande grassezza, che agisce su due binari. Da una parte sono il fondamento di ricette semplici e gustose, che invogliano a cucinare e godere dei propri sforzi ai fornelli, dall’altra sono perfetto substrato per giocare con contrasti e contrappunti dando sfogo alla creatività. Ed è così che tradizione e creatività corrono su binari che volentieri si incrociano.

Tre fattori, tre idee, tre spunti, per cui la provincia tranquilla ma non provinciale è il nuovo centro del mondo. Esternalizzare la produzione di sogni nel piatto? Sì, grazie. Soprattutto in un mondo di chef proprietari che devono fare il passo secondo la gamba.

[Crediti | Link: Dissapore, YouTube, IlSole24Ore. Immagine: Flickr/A life worth eating]

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20 commenti a Da Massimo Bottura a Spyros Theodoridis Modena è l’ombelico del mondo

  1. Beh, sul fatto che Modena non sia “provinciale” potremmo aprire un bel dibbbbattito, magari invitando il caro Giovanardi o la cara Bertolini, “punte di diamante” della politica modenese.

    Lascio al lettore per esercizio capire se per caso vi sia una sottile ironia nella mia frase precedente.

    • io sono un amante ironico del trash(anche se i b-movie anni70 che siano polizieschi o con pierino o la fenech o banfi SONO IL VANGELO)…….
      giovanardi e’ un personaggio di spicco tanto e’ assurdo(ma viene da un altro pianeta,quindi non ci dovremmo stupire….)anzi e’ il numero uno dei mentori visto che il GRANDISSIMO EMILIO FEDE ha abbandonato……(VEDETE UN PO’ VOI…..)

  2. Modenese da sempre
    Comprensorio ceramiche in crisi profondissima
    Benessere non direi, vedi la periferia modenese ed il Frignano
    Biomedicale e maglieria nella bassa non parliamone
    Il benessere nel centro di Modena lo portano quelli che vengono da fuori e non i modenesi
    Ci rimane solo San Geminiano

    • Ma il resto d’Italia, il sud in particolare, sapete in che stato si trova o no?

      Il benessere che viene da fuori si ripercuote sulla città inevitabilmente, è ricchezza per i modenesi quella, mica chiacchiere.

      • @peppe
        Certo, hai ragione.
        Io non dico che a Modena si stia male, tutt’altro.
        Ma raccontare che “va tutto bene madama la marchesa” perchè ogni tanto ci attovagliamo da Bottura, questo no !!!

  3. Modenese da sempre come FabrizioR, sottoscrivo quanto ha detto da lui. Ovviamente a Modena si sta bene, molto meglio che in altre zone, ma la riga “forse la più rilevante negli ultimi anni è stata lo sviluppo del polo delle ceramiche di Sassuolo” sarebbe assolutamente da rivedere. Gli “ultimi anni” sono il periodo compreso tra gli anni 80 e fino alla metà/fine anni 90, poi si è lentamente entrati in una crisi sempre più nera, che oggi è drammatica. Fonte: mio padre lavora nel settore e nella zona sassolese da oltre 35 anni.
    Secondo me è una bella cittadina di provincia. Ultraprovinciale ma carina, che sicuramente merita una visita veloce per la culinaria e per il duomo. Ma non allarghiamoci troppo.

    • Un paio di anni fa: dopo giro in centro a piedi, pranzo con tutta calma al noto ristorante, abbiamo aggiunto pure un giro in bici sulls ciclabile per Vignola -- tanto per riempire la giornata.

      Se ci sono consigli su cosa fare quando si passa di lì, è il momento di scriverli!

  4. come scriverebbe uno che sa, florilegio di luoghi comuni e inesattezze; tra l’altro, tutti i frecciarossa -- tranne l’inutilerrima corsa milano-roma no stop -- fermano a bologna; le zampanelle sono tali nell’appennino bolognese: nel modenese sono borlenghi. il ragazzo è intelligente ma non si applica.

  5. anche il vincitore del talent del gambero rosso è di modena,il conduttore di serial griller, si vede che porta bene per la cucina.

    a me il programma non è dispiaciuto, spyros è simpatico e il format molto di svago è piaciuto anche a mia moglie che non guarda programmi di cucina.

    …poi vabbè l’accostamento con Bottura è decisamente troppo :-)

  6. uno dei più grandi scrittori italiani contemporanei è modenese: Walter Siti
    e il suo ultimo romanzo (“Autopsia di un’ossessione”) si conclude proprio all’Osteria Francescana

  7. A me fanno morire questi discorsi sullo “stare bene” perché tutto si basa su delle medie e le medie, si sa, sono un po’ bastarde, c’è il proprietario della ceramica con la villa in Sardegna e la villa a Cortina il quale fa media con dieci operai che a stento arrivano a fine mese, però ecco, si sta mediamente bene, nel senso che l’industrialotto sta da Dio, gli altri un po’ meno per far stare bene lui.

    Senza parlare poi del piccolo dettaglio dello stupro del territorio, 40 anni fa c’erano ancora molta campagna, andare a Sassuolo era un viaggio (quasi) nel verde, tra Modena e Maranello esisteva perfino la campagna, adesso un po’ meno, diciamo che ci sono molti bei capannoni, molti sfitti, magari se li pitturassimo di verde potremmo quasi tornare bambini.

    Però si sta mediamente bene, almeno finché uno non crepa per qualche quisquilia ai polmoni o, come succedeva una volta, per un eccesso di piombo nel sangue.

    Ci sarebbe da parlare anche del capitolo su questa strana edilizia “popolare”, ufficialmente siamo sempre lì da vent’anni a cavallo tra i duecentomila abitanti epperò case nuove ovunque, chissà chi ci andrà ad abitare, i marziani, probabilmente, ma bisogna che mi capiate, quando andai ad abitare dove abito, dalla finestra vedevo le montagne, adesso vedo due specie di discariche.

    È il progresso.

    • Modena ha ben poco di modenese ormai. Io mi occupo di buste paga e da anni e anni (venti e più) assumo nelle aziende del posto solo gente che viene da fuori… I modenesi dOc sono una razza in via di estinzione, come anche l’artigianato di qualità.. L’edilizia? Un connubbio di poco chiari affari… sorvoliamo. Le case costano poco? Fatevi un giro sul web… Era una piccola città ricca e pulita ma da 30 anni (da era Craxy in poi) è diventata brutta, niente più bei viali alberati, niente più di quello che era… Il reddito medio è molto basso… Tanti sono venuti, hanno ladrato e se ne sono andati lasciando debiti e disoccupazione… Io qui ci sono nata più di 50 anni fà e ci ho sempre vissuto.. io posso dire cosa è e come si vive a Modena.. anche la cucina che era speciale è stata inquinata da troppa gente che viene da fuori e che ora si vanta di essere Modenese e di sapere come sia la sua tradizione culinaria… Che era e resterà per sempre nei miei ricordi di bambina.

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