Ore 20:40 | Questo, in breve, il bizantino meccanismo di votazione: “837 è il numero dei votanti dell’edizione 2012, un piccolo esercito di ristoratori, gastronomi e giornalisti, sensibili al lato più innovativo della ristorazione che guardano con curiosità e attenzione al mondo che cambia, anche tra i fornelli. In pratica come funziona? Il mondo viene suddiviso in 27 aree geografiche. Ognuno dei 31 votanti all’interno di ciascuna area è chiamato a segnalare i 7 ristoranti più interessanti visitati negli ultimi 18 mesi di cui almeno 3 al di fuori della zona geografica di appartenenza. Non esiste una regola da seguire per l’assegnazione del voto che è indipendente da elementi quali la categoria di appartenenza o ancora il genere di cucina proposto”.
Ore 20:4o | Insomma, “non esiste una regola da seguire”… C’è in realtà una regola non scritta: far incazzare a morte i francesi, che vedono come il fumo negli occhi una classifica che per due anni consecutivi ha decretato miglior ristorante di Parigi uno dei più celebri esempi di bistronomique di Francia: lo Chateaubriand dello chef Inaki Aizpitarte, dove la cena costa 50 minuscoli Euro.
Ore 20:50 | La domanda che tutti si pongono è: il Noma di Rene Redzepi confermerà la prima posizione, dando così prova dello stato di forma della cucina scandinava?
Ore 20:50 | Che poi c’è cucina scandinava e cucina scandinava. Ad esempio io oggi ho mangiato all’Ikea e (spoiler!) non credo entrerà in classifica.

Ore 20:57 |Sulle dolcissime note di Bon Iver è cominciato lo streaming. La sala si riempie lentamente, e insomma non sta accadendo nulla. Andate pure a prendere una birra, se succede qualcosa vi avviso.
Ore 20:59 | Tutto il ciddì di Bon Iver proprio.
Ore 21:18 | Si comincia. Nel frattempo l’ufficio stampa mi ha detto che il nome corretto è The World’s 50 Best Restaurants 2012, sponsored by S.Pellegrino and Acqua Panna. E che comunque a Londra non mi ci portano.
Ore 21:21 | “Abbiamo 10 anni anche se non li dimostriamo”, “Cos’è The World’s 50 Best? Non è solo una scusa per un party, anche se quella è una parte importante!”, “Come funziona la classifica? Vi giuriamo che non tiriamo i nomi fuori dal cappello!” LA SAGRA DELLO HUMOUR INGLESE.
Ore 21:24 | Pare ci sarà un after-party di Veuve Clicquot. La mia cena di purè Ikea è appena diventata del 50% più avvilente.
Ore 21:27 | I 4 numeri 1 della classifica (Blumenthal, Redzepi, Adrià e Keller) commentano cosa ha significato per loro questo riconoscimento. Al proposito, Rene Redzepi cita un suo tweet di ieri: “1204 persone sulla lista d’attesa di stasera. Stessa data nel 2008: 14 ospiti in tutto il giorno #fuckingfairytale ["un fottuto sogno"]“.
Ore 21:34 | “Voi da casa potete guardare la premiazione tutti nudi, invece i presenti in sala devono rimanere vestiti”. Eh.
Ore 21:37 | Il primo dei Premi Speciali, “The One to Watch”, va al ristorante La Grenouilliere. Al 49° un altro ristorante danese, Geranium, tra i boati degli altri chef nordici della sala. Al 46° il primo italiano, Il Canto di Paolo Lopriore, in discesa di 7 posizioni. “Una barba e un paio di occhiali, indispensabili per entrare nella classifica dei 50 Best. Una cucina da shock, che può essere confrontational ma di certo è sempre interessante”.
Ore 21:42 | Al 43° posto rientra The French Laundry, di Thomas Keller. Al numero 40, new-entry è Quique da Costa, aka il Paul McCartney della cucina spagnola (se l’ha detto Bob Noto, io mi fido). Il Veuve Clicquot Best Female Chef of The Year va a Elena Arzak, che sale sul palco a ritirare la Magnum di champagne (?) e il premietto. Certo che fanno rapidi, eh?
Ore 21:48 | Al numero 37 il Momofuku Ssam Bar di Dave Chang. Al 34, Faviken in Svezia: lo chef e la sua compagna si scambiano un bacino sulle labbra. Sono loro i Brangelina della serata! Al 32, Le Calandre, che il presentatore pronuncia alla francese, Le Calondr. Trés chic.
Ore 21:54 | Best Restaurant in Australasia, al N° 29, è Quay a Sidney. Best Restaurant in Asia, al 26° Iggy’s a Singapore. Al 24 rientra il Mirazur di Mentone. Conta come italiano? Io direi almeno al 50%.
Ore 22:00 | Thomas Keller, patron del The French Laundry,ritira il Lifetime Achievement Award, conferitogli per aver saputo conciliare elementi dell’alta cucina francese, ingredienti a km0 e sense of humour. “Voglio ricordare a tutti voi che ieri è storia, e quello che è davvero importante è domani. Dobbiamo essere d’esempio per la prossima generazione, perché siano più bravi di come siamo noi adesso”. Scusate, non avevo messo il disclaimer sui Kleenex.

Ore 22:06 | Siamo nella Top20: al numero 20 c’è lo One to Watch dell’anno scorso, Frantzen/lindeberg. Al 19° Le Bernardin di New York, “quello che forse è il migliore ristorante di pesce al mondo”. Al 18 L’Astrance, al 17 Pierre Gagnaire, al 16 L’Arpege, al 15 Le Chateaubriand, il cui staff indossa maschere in carta di Jamie Olivier (?!). Quanta Parigi tutta insieme!
Ore 22:10 | Al 13° posto il Fat Duck, fuori dalla Top10. Al 12, L’Atelier De Joel Robuchon, che scalza Le Chateubriand dalla posizione di primo ristorante parigino.
Ore 22:14 | Top10! Di già! Che fretta di andare all’after party di Veuve Clicquot hanno, questi privilegiati. Al N°9 la new entry più alta è il Dinner by Heston Blumenthal, guidato dallo chef Ashley Palmer-Watts (che nome deliziosamente british!), già Executive Head Chef del Gruppo Fat Duck. Al N°8 rimane Arzak. Al settimo posto Alinea di Chicago, definito “il modello del ristorante del futuro, solo che ci possiamo già mangiare ora”. Il Per Se di New York è al 6.
Ore 22:20 | Al numero 5, L’Osteria Francescana: “Pochi chef sono appassionati quanto Massimo Bottura! Gli ho parlato poco fa, è una persona così inspiring. Avrei voluto baciarlo e leccarlo tutta notte“. A quanto pare non siamo i soli a ormonare per Bottura.

Ore 22:22 | Il D.O.M di Alex Atala rosicchia altre 3 posizioni, e la folla impazzisce. Standing ovation per lo chef brasiliano che predilige prodotti locali e dell’Amazzonia. Lo Chef’s Choice Award, tributato lo scorso anno a Bottura, va quest’anno al N°3 Mugaritz di San Sebastian.
Ore 22:24 | Al numero 2, El Celler de Can Roca, dove le olive caramellate arrivano al tavolo su alberi bonsai. Qui la recensione di Dissapore dello scorso anno.
Ore 22:26 | Anche per quest’anno il Noma di Rene Redzepi rimane al primo posto!
Ore 22:28 | “Rene, ormai ci sei abituato, quindi magari vuoi dire qualcosa”, lo incalza il presentatore. Ma Redzepi lascia che a parlare per il Noma sia Ali, il lavapiatti gambiano del Noma a cui due anni fa fu negato dal Regno Unito il visto per partecipare alla cerimonia del World’s 50 Best. Salì ugualmente sul palco, sulla maglietta di Redzepi (grazie a Fabio Cagnetti per aver ricordato l’episodio).
Ore 22:59 | Un anno ingrato per l’Italia, che perde 3 dei 6 ristoranti nei primi 50 – escono Cracco, il Combal Zero di Davide Scabin e Dal Pescatore. In Europa, bene invece per Inghilterra e Germania (sì, volevo fare una battuta sulla Champions League. Me la rimangio). La Spagna resiste – ma non ci sono nomi nuovi. Il Nord Europa furoreggia. Bene anche gli Stati Uniti, mentre l’aumentato peso dell’Asia è testimoniato anche dalla scelta di inaugurare una classifica dedicata, la Asia’s 50 Best Restaurants.
Ore 23:11 | La tradizione anti-francese si dimostra: nessun ristorante nei primi 10. La honte!
Ore 23:13 | Sul sito ufficiale tutta la classifica dall’1 al 100 – perché sì, ce ne sono altri 50! Tra cui, new entry all’89° posto, il Piazza Duomo del talentuoso Enrico Crippa.
Secondo me le prime tre posizioni resteranno immutate. Poi prevedo che Bottura perda una posizione
Mi spingerei a ipotizzare che Scabin, Cracco e il Pescatore escano dalla classifica.
Invece, secondo me, le Calandre resteranno nella stessa posizione dell’anno scorso, mentre Lopriore lo vedo in discesa, di almeno 7 posizioni
Mah, staremo a vedere
Antonio, non spoilerare così massicciamente, sennò è anticlimatico.
Oh, se uno non si butta con i pronostici che gusto c’è?
questa mi pare che l’ha detta pure Cristiano Doni…
Vabbè, che c’entra, lui sapeva prima i risultati!!
Lo zio Fusty na sa sempre una più del diavolo!!
“Ore 22:20 | Al numero 5, L’Osteria Francescana: “Pochi chef sono appassionati quanto Massimo Bottura! Gli ho parlato poco fa, è una persona così inspiring. Avrei voluto baciarlo e leccarlo tutta notte (di nuovo, non l’ho detto io).”
Appoggio la tua presa di posizione per il mancato viaggio a Londra e seguirò la tua diretta dal divano.
Anche io credo che Cracco uscirà , mentre penso che Scabin e Lopriore tengano botta!
Mi piacerebbe qualche bella sorpresa come un new-entry italiano!!
“…che vedono come il fumo negli occhi una classifica che per due anni consecutivi ha decretato miglior ristorante di Parigi uno dei più celebri esempi di bistronomique di Francia: lo Chateaubriand dello chef Inaki Aizpitarte, dove la cena costa 50 minuscoli Euro.”
Giusto per far incaxxare i francesi perchè Inaki, pace all’anima sua (nel senso buono, eh), meriterebbe di stare al 150° posto e i “50 minuscoli euro” sono sempre tanti rispetto a quello nel piatto
Secondo me quest’anno Inaki perde il primato francese. Vedo un ritorno al passato, che so, un Robuchon. Tu che ne pensi?
Sono quasi sicuro che sarà così
Ma magari mi sbaglio, eh
sono stata un mese fa e devo dire che mi ha deluso parecchio, esperienza negativa!
e.
davvero?
io vedendo tutte quelle macchine in seconda fila parcheggiate davanti pensavo si mangiasse bene.
e comunque sta a gazzimme coi pizzardoni.
la coda c’è lo stesso…adesso non voglio scrivere nel dettaglio perché mi sembrerebbe di andare o.t. si beve bene e il servizio regge nonostante la bolgia, ma sul piano del cibo non mi ha soddisfatto per niente!!
e.
Alle 8 temevo che la diretta di Dissapore non ci fosse… invece per fortuna c’è!
Io mi limito a collezionare le figurine, e spero di vedere in classifica almeno uno chef italiano in più, che non nomino per scaramanzia:-)
‘mmazza che entusiasmo in sala, eh?!?!?
Il primo pronostico di Antonio Scuteri si avvera
Ammazza, c’ho preso su Robuchon-Inaki!!
certo che il fatto che non ci sia alcun francese nei primi dieci dà da pensare… ed è a mio parere ingeneroso.
Più che ingeneroso è vergognoso
certo che -27 per l’acclamatissimo Hof Van Cleve…
Pignatore c’ha appena rovinato il Countdown
Pignataro
…ma se Cracco è figo, Sergio Herman COS’E'???
Ali è il famoso lavapiatti gambiano del Noma a cui due anni fa fu negato dal Regno Unito il visto per partecipare alla cerimonia del World’s 50 Best. Salì ugualmente sul palco, sulla maglietta di Redzepi http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/chef-danimarca-1.jpg
Vero. Grazie mille, aggiungo citandoti.
Antonio Scuteri conosceva i risultati.
lo zio sa sempre tutto!!!!
Bella batosta. Ma quantomeno la classifica di quest’anno sottolinea l’immagine che la nostra ristorazione proietta nel mondo. Il valore assoluto poi è un’altra cosa
Ma sapere i risultati e atteggiarsi ad indovinarli non é patetico e da scuola media?
Era tutto talmente palese che ero sicuro che chiunque, anche l’ultimo degli imbecilli, avrebbe capito che stavo scherzando. E infatti tutti lo avevano capito, lo si vede dai commenti ai miei commenti, da Sara a Fabio, da Leo a Gianmarco a Daniela. Spero proprio di non essermi sbagliato
Io come ultima delle imbecilli non capisco solo perchè fare un liveblogging su un evento sul quale sapete tutto e chi non sa è sfigata e dovrebbe sapere. Trovo il tutto molto snob. Diventa come una differita di un evento in cui chi si aspetta un servizio viene anche sbeffeggiato. Oddio alla fine non che me ne freghi molto ma se non vedete quanto sia autoreferenziale il tutto é abbastanza grave
In effetti…
Forse i vari Sara, Fabio, Leo… sono persone che conosci e che sanno che lavoro fai. E quindi per essere considerati imbecilli è sufficiente non essere amici tuoi.
Mi dai lo spunto per dire una cosa che avevo pensato subito dopo l‘intervento di Alessia.Sono sempre di più le donne su Dissapore,capaci di imterventi simili che a me piacciono molto.Però voglio aggiungere una cosa,per me importante.Avere Antonio Scuteri fra di noi che discute come uno di noi mai facendoti pesare la sua rorilevanza professionale,è un vero piacere.Credo che ci sia stato stanfo un piccolo equivoco
perdonami ma non riesco a trattenermi. ti fa strano che “le donne” intervengano in modo deciso esprimendo il loro disaccordo?
Caro Antonio, fai una giusta riflessione. Quindi mi scuso senz’altro del mio eccesso verbale che, però, ricordiamolo, veniva dopo che mi ero preso del “patetico” da “terza media”.
Qui però l’unica che al limite avrebbe diritto a sentirsi offesa è Sara, alla quale ho un po’ rovinato la suspense del liveblog. Gli altri di cosa possono lamentarsi? Di aver avuto le notizie mezzora prima? Non mi sembra una grave vessazione, anzi.
Ma non mi venire a dire che davvero si poteva pensare che avessi fatto finta di tirare a indovinare per poi vantarmene ex post. Questo è veramente ridicolo e offensivo. Il gioco era scoperto, aperto e palese, e mai avrei immaginato che qualcuno potesse non capirlo, anche senza essere amico mio o sapere “cosa faccio di lavoro”. Cosa quest’ultima peraltro già detta decine di volte su questo blog (mai da me). Quindi sì, come dice Quinzi c’è stato un piccolo equivoco, evidentemente dovevo mettere faccine e ironia in dosi più massicce. Peace & Love
bello averti a discutere come uno di noi!
nonostante la tua rilevanza professionale.
vado a dormire eccitato.
prenderò due capomille.
no, così ha perso il proprio senso.
al limite “che fortuna”, ma non “bello”.
ma non va bene uguale.
si può cancellare per favore?
grazie.
Ma di cosa devi scusarti, Antonio ? penserai mica che se Dissapore, Gazzetta o AdG avessero in anteprima i risultati della Michelin o dell’Espresso non le metterebbero ? ah, non scrivo il Corriere della Sera perchè l’ha già fatto..
Scuse accettate
quello che volevo sottolineare è che a volte rischiate di cadere nella dinamica di un forum ristretto, o della bacheca di FB.
Non penso di essere “imbecille” peró spesso mi trovo a non comprendere alcuni passaggi e alcune dinamiche comportamentali.
Percepisco che ci siano dei rapporti personali sottointesi, il che è più che naturale, ma a volte sembra che vogliate calcare la mano nello scavare il perimetro del vs circolo Pickwick.
Ci sono tanti che leggono e commentano poco come me e forse non bisognerebbe dimenticarsi di loro.
Ma quindi quelli che hai citato sono veamente amici tuoi?
Interessante… scopro che due settimane fa ho mangiato nel 9° ristorante migliore del mondo.
Per carità… buona, anzi buonissima cena, ma da qui a far entrare quello che nelle intenzioni del fondatore non è niente di più che un bistrot addirittura nella top10 dei ristoranti mondiali, mi sembra un tantinello esagerato…
Sì, beh, definire il Dinner un bistrot non è propriamente corretto.
La settimana scorsa sono stato a mangiare al Dinner di Heston Blumenthal. Non saprei dire se meriti o meno la nona posizione non avendo provato gran parte degli altri top ten, però l’esperienza è stata decisamente interessante e certamente è un posto da provare ancora e ancora e ancora.
Peccato per gli italiani, eccetto Bottura ovviamente.
Molto contento per Crippa.
Molto contento per Crippa? Ma stiamo scherzando? Uno dei migliori ristoranti d’Italia e d’Europa all’ottantanovesimo posto? E’ una presa in giro. Ci facciamo dare lezioni di gastronomia da una manifestazione che si svolge a Londra organizzata da una multinazionale svizzera? Questa classifica ha credibilità zero, bisogna semplicemente ignorarla.
Che poi alcuni dei ristoranti al vertice della classifica siano effettivamente al top é una coincidenza. Anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno…
Senza contare il 70 esimo posto del ristorante “Dal Prescatore” di “Mantuna -- Italy” (down di 32 posizioni). Non sanno neanche scrivere i nomi, volete che siano in grado di classificare i migliori ristoranti del mondo?
La Michelin ringrazia sentitamente per l’ennesimo passo falso di chi pretenderebbe di farle concorrenza.
Ecco tipica arrabbiatura da italiano. “Io so’ io e voi non siete..?” Con questa attitudine, non andiamo da nessuna parte. Si sa che la classifica non coincide davvero con la verita’, ma potremmo, nella bugia, riuscire d essere in tanti e primi? a me piacerebbe.
Ma non diciamo sciocchezze per cortesia. Se una classifica non ha né capo né coda e non é fatta secondo criteri scientifici, non ha alcun valore. Il fatto che ci siano pochi italiani non é un problema di nazionalismo (io sono tutto fuorché nazionalista), ma di non rispetto del valore oggettivo che i ristoranti italiani creativi e innovativi rappresentano oggi nella cucina europea e mondiale. Se una classifica mette insieme in modo confusionario Mozart e Apicella, Flaubert e Moccia, Alcide De Gasperi e la Gelmini, che credibilità può avere? Per poter giudicare i ristoranti di tutto il mondo bisogna anche stabilire dei criteri per l’elaborazione di questo giudizio. Qui di criteri non ve ne sono, e il risultato é un colossale pasticcio. A questo punto é perfettamente legittimo chiedersi chi sono questi signori e se hanno la patente per dare giudizi sui migliori ristoranti del mondo.
Ammazza che noia.
Sono contento per Crippa, nonostante tutto quello che dici, se ancora è consentito.
Per jade.Volevo esprimere il mio apprezzamento per interventi fuori dalle righe.Tu li fai spesso.Mi aveva molto colpito quello di Marina Montana ed Alessiachhe sono nomi nuove per me.In generale le donne su Dissapore mi sembrano più toste,come le nostre redattrici
)
ok. pardon. avevo inteso male.
grazie per l’apprezzamento, anche se io a volte esagero. sono una grezzona.
Davvero strano per un semplice appassionato quale il sottoscritto capire come un antico 3 stelle Michelin possa passare in un anno dal 32 al 70 esimo posto senza che nessuna guida e la sua internazionale clientela se ne siano accorti.
L’entrata degli asiatici e degli chef provenienti da paesi in forte sviluppo, dove certi lussi e certe ricerche diventano sempre più possibile, non spiega questa caduta.
Possibile che Cracco, Santin, si siano fatti sorpassare da così tanti nuovi cuochi in un solo anno?
Anche a livello gastronomico diverremo gli ultimi nel mondo conosciuto?
e poi chi sono questi 800 e rotti esperti?
AHahhaaha ocio che hai aperto il vaso di Pandora!
Chi erano gli italiani Tommaso e chi hanno scelto?
I paesi ricchi del Nord Europa hanno fatto enormi investimenti e sforzi governativi e imprenditoriali….
I paesi emergenti ricchi hanno bisogno di riconoscimenti.
I clienti benestanti del posto ( nord eurpoei, brasiliani, austrialini neozelandesi)vogliono sapere dove andare.
Il turismo enogastronomico è un bel business. Se poi i ristoranti presentano e vendono tanto di certi prodotti, ancora meglio.
Poi se mescoli Adrià, Bottura e un paio di amici per farli diventare famosi… va bene tutto. Margini di errore pochi, chiacchere inutili molte.
837 esperi x 30 paesi x 3 scelte di altre zone che sono 31.. in fila x tre con il resto di due … ma x favore.
Però se non ci siamo allora ci può essere utile per riflettere!!!!
Per esempio : siamo un paese povero, non unito, privo di strategie di marketing, i nostri ristoranti sono brutti e scomodi, il servizio di sala non è adeguato, la cucina è mediocre?????
Alex è severo ma condivido!!!!!!!!!!!
Classifica ridicola.
Rispetto tutto ma non il fatto che un mucchio di alghe e radici possano oscurare i maestri francesi e italiani…