di Chiara Cajelli 25 Luglio 2019
dimagrire-senza-dieta

Oggi non parleremo di nessuna dieta “nome e cognome” o mono alimento, bensì di un concetto che apparentemente sembra assurdo: dimagrire senza dieta, è possibile? In un certo senso sì, ma non come forse avete inteso.

Per “dimagrire senza dieta” significa solamente perdere adipe e/o peso senza necessariamente seguire regimi passeggeri e restrittivi, senza seguire nessuna dottrina né, d’altro canto, senza però abbuffarsi della qualunque. Dimagrire senza dieta significa arrivare ad un equilibrio – che solo noi possiamo definire tale su noi stessi, senza vedere cosa funziona per gli altri – e trovare con pazienza una combinazione che ci fa stare bene.

Parole d’ordine

Trovare questo equilibrio non è semplice, e soprattutto è un processo lento, che può durare settimane così come mesi o più – ecco perché le diete varie “5 kg in 5 giorni” non hanno senso. La prima parola d’ordine è quindi lentezza. Il percorso, poi, è differente per ognuno di noi, e anche la difficoltà cambia per ognuno di noi. Ad esempio: io che ho convissuto 33 anni con seri problemi alimentari sto cercando di abituarmi al fatto che il mio corpo non mi darebbe risultati in una settimana di dieta. Al contrario, un mio caro amico non riesce a mettere su qualche chilo nemmeno imbottendolo, perché ci vuole tempo anche per quello nel suo caso. La seconda e la terza parola d’ordine sono, quindi, rassegnazione (letta positivamente, nel senso “rassegnati: la dieta delle gallette di riso non funziona”), e consapevolezza.

Regole più o meno generiche

Fatta questa lunga premessa, per dimagrire senza dieta si possono adottare delle soluzioni che a grandi linee dovrebbero andare bene a molti. Certo, salvo eccezioni come patologie, intolleranze, allergie etc etc. Alcune regole, ovvero, che aiutano – che lo si creda o no – a migliorare il nostro benessere generale. Eccole:

  • Andare da uno specialista. Affidarsi a un nutrizionista non significa necessariamente dover seguire chissà quale dieta (ora va molto di moda prescrivere la chetogenica, ad esempio) ma significa affidare il proprio corpo a chi sa leggerlo nella giusta chiave: sa valutare il rapporto tra idratazione intra cellulare ed extra cellulare, sa valutare il rapporto tra massa grassa e massa magra, sa darti consigli su come approfondire eventuali intolleranze;
  • Fare le giuste analisi per intolleranze alimentari o celiachia. Qui so di toccare un punto molto dolente e delicato. Fare test di nostra iniziativa, senza una visione di insieme, e in farmacia (per quanto ora si siano aggiornati), non sempre garantisce un risultato corretto. E nemmeno farsi fare la prescrizione dal medico di base per fare poi singoli esami slegati in ospedale. Ci vuole sempre un punto di partenza che valuti l’anamnesi completa;
  • Mai saltare colazione o altri pasti principali;
  • Mai eliminare di propria iniziativa un macro alimento: in quanti dicono “io ho eliminato tutti i carboidrati“, “io ho eliminato tutti i latticini”? In tantissimi, e nulla da dire se si hanno raccomandazioni mediche a riguardo… ma farlo senza cognizione di causa è molto rischioso;
  • Attività fisica aerobica e cardio, no solo pesi e attrezzi di palestra. Basterebbe anche solo mantenere 8000 passi al giorno.

Il cibo

Ripeto ancora una volta che questo è un articolo non generico, di più, che non tiene conto di patologie, intolleranze, casi specifici. In genere, in teoria, come norma, l’alimentazione efficace per perdere peso senza stare a dieta (da fare come regola di vita, non per una settimana) potrebbe essere:

Colazione

La colazione può essere dolce o salata, e può essere più o meno abbondante ma dovrebbe comprendere pochi grassi, a favore piuttosto di zucchero come zucchero semolato o carboidrati. Ideali le proteine come le uova o il salmone. Il caffè certo, ma non a stomaco vuoto.

Spuntino e merenda

Che sia frutta, verdura, un pezzo di formaggio a pasta dura come il grana, frutta secca, va sempre bene. L’importante è farlo più o meno alla stessa ora ed evitare crackers o merendine.

Pranzo e cena

La banalità. Ma non serve chissà che. La struttura dovrebbe essere sempre questa, con tre alimenti in ordine decrescente quindi dal più importante come quantità al meno importante: verdure + proteine + carboidrati. Quali verdure, quali proteine (certo, il merluzzo fritto anche no) e quali carboidrati (ideali quelli integrali ma non fateci una malattia), poco importa.

Le quantità

Le quantità degli alimenti vanno a logica e a buon senso, variano anche dal tipo di vita che si conduce, da quanta attività si fa. Quindi va da sé che non è l’ideale mangiare 200 g di pasta, così come non è l’ideale mangiarne 50 g senza avere una motivazione medica alle spalle. Il Ministero della salute suggerisce 80 g di carboidrati, ma va da persona a persona.

Se siete arrivati fin qui a leggere, ne approfitto per ribadire la prima regola del paragrafo “Regole più o meno generiche”: consultare uno specialista.