di Prisca Sacchetti 24 Maggio 2016
giulia innocenzi, foie gras

Foie gras: ne abbiamo scritto in modo talmente smodato che ci siamo venuti a noia da soli. Una volta, era gennaio del 2011, la definizione fu questa:

“Il foie gras è un burro incomparabilmente vellutato, incrocio cronometrico di stati apparenti (semi-solido e semi-liquido) dove dolce e grasso interagiscono come in nessun altro cibo al mondo. Ma un burro decadente, accompagnato dalla fama sinistra del gavage”.

Gavage: ne abbiamo scritto in modo talmente smodato che… come sopra. Una volta, era novembre del 2010, la definizione di gavage fu questa:

“Il foie gras altro non è che il fegato di un’oca o di un’anatra nutrita con un’alimentazione ipercalorica, che conduce all’accumulo di grasso nel fegato. Ora, come si ottiene che un’oca si nutra in quel modo? In generale, ingozzandola di mangime tramite un tubo conficcato in gola per un periodo tra i 9 e i 21 giorni. Il procedimento, detto gavage,  è doloroso per l’animale ed esiste un forte dibattito sulla liceità di questa pratica”.

Ne abbiamo ricordato gli effetti senza giri di parole (“asfissie, convulsioni, attacchi cardiaci, cirrosi e morte degli animali, becchi tagliati, sangue che esce dalle narici, piume incrostate dal loro stesso vomito”).

Siamo stati personalmente nell’allevamento di un produttore di foie gras, abbiamo anche segnalato la variante etica spagnola. Così come la scelta di Coop: stop alla vendita di foie gras in Italai (novembre 2012).

flashmob, esseri animali, eataly

E dunque, cosa aggiungere oggi dopo aver appreso l’adesione di Eataly alla campagna #ViaDagliScaffali lanciata da “Essere Animali“, l’associazione che ha diffuso il video shock che mostra anatre e oche sottoposte all’alimentazione forzata?

Forse: megio tardi che mai.

E cosa aggiungere alle parole di Giulia Innocenzi, giovane guerriera anti-foie gras che ha commentato la notizia come se fosse chissà quale punto di svolta, con queste parole?

“Un’altra vittoria per gli animali, resa possibile solo grazie alle investigazioni che mostrano la brutalità degli allevamenti intensivi!”.

Ci aiutate voi?

[Crediti | Link: Dissapore, Quotidiano.net]