bartender cocktail

Cibo. Cibo ovunque. Soprattutto in Tv. Tubo catodico o canale digerente? Sfilettare, mantecare, impiattare: c’è di che farsi una bella indigestion!

E se il cibo ingrassa i palinsesti, e i nostril fianchi morbidi, ora che arriva il weekend non c’è niente di meglio che sgrassarsi mente e stomaco con un bel drink.

Eccolo qui, il collegamento: come ogni anno, anche nel 2017 Drinks International –la rivista “bibbia dei bar”– ha pubblicato la World’s 50 Best-Selling Classics, ovvero la classifica dei cocktail più ordinati nel mondo, compilata con il contributo di più di cento bartender.

Si tratta praticamente dei  cocktail classici più venduti dell’anno nei migliori bar dei quattro continenti.

Noi vi proponiamo, con tanto di ingredienti e ricette, i primi dieci, cioè il minimo sindacale dei cocktail che tutti dovrebbero conoscere e saper preparare. Per padroneggiare la categoria e darsi un tono da viveur.

10) MOJITO

Mojito

“My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita”. Questa la frase che lo scrittore Hernst Hemingway lasciò scritta, negli anni ’40, in un locale de l’Avana, “La  Bodeguita del Medio”, dove pare che il barman Angel Martinez abbia inventato nel 1942 il cocktail amato dallo scrittore americano.

Attenzione, però: la versione popolare in Europa, con la menta schiacciata usando il pestello e il ghiaccio tritato, non è quella originale: le foglie di menta vanno lievemente premute (infatti, se troppo pressata la menta rilascia un gusto amaro), e il ghiaccio non va tritato ma inserito a cubetti, per non annacquare il drink.

Il nome deriverebbe dal mojo, un condimento utilizzato per le marinature a base di aglio e succo di limone, ma anche dal termine mojadito, che in spagnolo significa “bagnato”.

Ingredienti:

50 ml. di rum bianco
6/8 foglie di menta
Acqua gassata
Succo di 1 lime (circa 3 cl)
2 cucchiaini di zucchero di canna bianco
Ghiaccio.

Esecuzione

In un tumbler mettere lo zucchero, la menta e il succo di lime; mescolare con delicatezza per far sprigionare l’aroma della menta, ma senza pestarla.
Inserire anche qualche cubetto di ghiaccio non tritato ma spaccato con un pestello.
Unire poi il rum, l’acqua frizzante, mescolare con  la cannuccia e decorare con qualche fogliolina di menta.

9) SAZERAC

Sazerac

Il vero cocktail di New Orleans.

Da oltre 150 anni, Sazerac porta frotte di americani ad arrampicarsi sugli sgabelli dei bar, da quando cioè, verso il 1850, venne inventato proprio nel capoluogo della Louisiana. Il nome deriva dal cognac con cui veniva preparato all’epoca, il Sazerac-de- Forge et Fils.

Verso la fine dell’ Ottocento però,  per varie cause, crolla la reperibilità del cognac, che viene sostituito con il whisky di segale, e anche l’originaria spruzzata di assenzio, vietato negli USA dal 1912, viene sostituita da un altro liquore, Herbsaint Liqueur della Louisiana.

Oggi, Sazerac si prepara in prevalenza con il whisky, anche se molti puristi continuano a richiedere la versione originaria con il cognac; dal 2008  inoltre è stato inoltre riconosciuto simbolo ufficiale della Louisiana.

Ingredienti

1 zolletta di zucchero
5 cl di Sazerac Rye Whiskey o di Cognac
1 cl   di liquore Herbsaint (al posto dell’assenzio)
Qualche goccia di Bitter Peychaud
Scorza di limone.
Ghiaccio tritato

Esecuzione

Prendere due bicchieri da Old Fashioned (o tumbler).
Riempirne uno di ghiaccio tritato, aggiungere l’Herbsaint e mescolare.
Mettere una zolletta di zucchero nell’altro bicchiere, bagnarla con bitter Peychaud e mescolare fino a scioglierla. Aggiungere il whiskey con ghiaccio e mescolare.
Svuotare del ghiaccio il bicchiere aromatizzato all’ Herbsaint e, filtrando il ghiaccio, versarci dentro il contenuto del secondo bicchiere.
Guarnire con una scorza di limone.

8) MOSCOW MULE

moscow mule

In un lontano giorno del 1941, un commerciante di vodka Smirnoff e il proprietario di una fabbrica di ginger ale si incontrano in un bar, il Cock ‘n’ Bull pub di Sunset Boulevard di Los Angeles.

I due, per pubblicizzare i loro prodotti, ebbero l’idea di unirli, versandoli in una tazza di rame detta Moscow Mug, su cui era inciso un mulo, facendo nascere uno dei cocktail più bevuti nel mondo.

Ingredienti:

4,5 cl  vodka
12  cl Ginger ale
0,5 cl  succo limone
1 ciuffetto di menta
3 0 4 cubetti di ghiaccio
fetta di limone per guarnire

Esecuzione:

In un bicchiere inserire il ghiaccio, la vodka e il limone appena spremuto.
Aggiungere il ginger, mescolare e guarnire con menta e limone.

7) MARGARITA

Margarita

C’è chi dice che fu inventato nel 1942, in un bar di Juàrez, in Messico, in seguito alla richiesta di una donna che aveva in realtà chiesto un Magnolia a un cameriere che non ne conosceva la ricetta, e che quindi si inventò lì per lì il Margarita.

Chi dice che fu inventato per un’attrice, sempre negli anni ’40, che non amava bere la tequila nel solito modo, cioè con sale e limone, e c’è chi narra che  invece fu inventato come regalo di nozze per una signorina di nome Margarita dal solerte cognato.

Qualunque sia l’origine, il Margarita –cocktail a base di tequila e Cointreau, o liquore all’arancia– rimane uno dei più apprezzati ovunque. Da sempre viene servito in un bicchiere il cui bordo è stato brinato nel sale, e preventivamente inumidito con il succo di una fetta di lime.

Ingredienti:

3,5 cl  di Tequila
2 cl di Triple Sec (liquore aromatizzato all’arancia tipo Cointreau) Triple sec
1,5 cl di succo fresco  di limone  o lime
Sale

Esecuzione

Prendere un bicchiere e strofinarlo sul bordo con una fettina di lime o di limone.
Appoggiare il bordo del bicchiere su un piattino colmo di sale fino.
In uno shaker riempito di ghiaccio versare la Tequila, il Triple Sec e il succo di lime.
Shakerare energicamente e versate il Margarita nel bicchiere precedentemente preparato.

6) MARTINI DRY

martini dry

Nato negli Usa tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, è tra i drink più semplici, ma anche uno dei più apprezzati.

Prima del 1914  conteneva parti uguali di gin e vermouth dry. Nel tempo, il dosaggio è variato, e oggi quello più diffuso prevede 4 parti di gin e una di vermouth dry, ma si può arrivare anche a proporzioni di 15 a 1, con un semplice sentore di vermouth dry.

Ingredienti

60 ml  di Gin
10 ml  di Vermouth Dry

Esecuzione

Versare direttamente il Gin e il Vermouth e mescoalre.
Servire con un’oliva verde all’interno e, volendo, con una scorza di arancia.

5) WHISKEY SOUR

whiskey sour

Succo di limone, dolcificante e il liquore prescelto. Questa è la base di tutti i drink della categoria “sour”, tra cui uno dei più amati è senza dubbio quello preparato con whisky, il whisky sour appunto.

Come affermato nel 1962 dalll’Università di Mendoza, in Argentina, le prime notizie del Whisky sour risalgono a un giornale pubblicato nel Wisconsin nel 1870, secondo cui il drink fu inventato verso la fine dell’ottocento da tal Elliot Stubb, un cameriere inglese di servizio sulle navi che, approdato in Perù, a Iquique, decise di aprire un bar.

Qui, un giorno, ebbe l’idea di aggiungere del succo di Pica, un limone peruviano, al whisky, facendo nascere il famoso cocktail.

Ingredienti: 

4,5 cl Bourbon whiskey
3 cl succo limone
1,5 cl sciroppo di zucchero

Esecuzione

Mettere nello shaker del ghiaccio, aggiungete il bourbon, il succo di limone e lo sciroppo di zucchero.
Agitare bene.
Prendere un tumbler basso, versare il liquido e, volendo, aggiungere in superficie una goccia di albume d’uovo.
Guarnire con una ciliegina e una fetta d’arancia.

Molto richiesta anhce la versione on the rocks con ciliegina e mezza fetta di arancia o quella con qualche goccia di albume d’uovo, da shakerare insieme agli altri ingredienti per ottenere una gradevole spuma e smorzare l’acidità del limone.

4) MANHATTAN


Manhattan

Uno dei cocktail che si vedono di più nelle serie televisive. Pare sia stato inventato verso il 1870 al “Manhattan club” di New York, durante un ricevimento organizzato da Jerrie Jerome, madre di Winston Churchill, a favore del candidato alla presidenza Samuel Tilden.

Il drink riscosse un enorme successo, e fu subito richiesto in molti locali. Lady Churchill contribuì poi a diffonderlo anche in Europa, dove si trovava per la gravidanza, e rendendolo popolare così come è ancor oggi.

Lo si può notare in “A qualcuno piace caldo”, film con l’indimenticata Marylin Monroe, nella serie televisiva Sex and the city e anche nei Simpson.

Ingredienti:

5 cl Rye Whiskey
2 cl Vermouth rosso
Gocce Angostura

Esecuzione

Versare tutti gli ingredienti mixing glass con del ghiaccio. Mescolare e filtrare.
Versare nel bicchiere da cocktail ghiacciato.
Guarnire con ciliegina al maraschino.

3) DAIQUIRI


daiquiri

Di sicuro, quello preferito dallo scrittore Hernst Hemingway, di nuovo lui, era servito all’Avana, nel locale El Floridita, come testimoniano le parole scritte all’interno di un altro bar dell’Avana, La Bodeguita, e che celebravano i due locali prediletti dallo scrittore per assaporare i suoi cocktail preferiti. “My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita”:

Un’altra storia, invece, narra di un marine americano che, scampato al naufragio della sua nave, approda nel villaggio di Daiquiri, oggi Playa Daiquiri. Qui, per placare la sete, fa allungare il proprio rum con del lime e dello zucchero, inventando così il daiquiri.

Ingredienti:

4,5 cl Rum bianco
2,5 cl Succo di lime fresco
1,5 cl Sciroppo zucchero

Esecuzione:

Versare tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio.
Shakerare e mettere il tutto in una coppetta da cocktail ben raffreddata.

2) NEGRONI

Negroni

Con le sue tre parti uguali di gin, vermut rosso e Campari, il Negroni è probabilmente il cocktail italiano più diffuso nel mondo, ideato a Firenze nel 1919-20 dal conte Camillo Negroni, appassionato viaggiatore e poliglotta che proprio in quegli anni era solito frequentare il Caffè Casoni di Firenze.

Qui pare che il conte, per variare leggermente il solito aperitivo, l’Americano, abbia chiesto al barman, Fosco Scarselli, di sostituire il seltz con un goccio di gin, proprio come aveva visto fare a Londra durante i suo innumerevoli viaggi.

E ancora oggi, il Negroni conserva l’antica ricetta

Apprezzatissimo ovunque anche il Negroni “sbagliato”, con il Prosecco al posto del Gin,  inventato dal Mirko Stocchetto – recentemente scomparso –  nel 1968 a Milano, in seguito all’errore di un cameriere.

Ingredienti

3 cl di Campari
3 cl di Vermouth rosso
3 cl di Gin

Esecuzione

Prendere il bicchiere Old Fashioned o un Tumbler e raffreddatelo riempiendolo di cubetti di ghiaccio.
Scolare l’acqua in eccesso aiutandovi con un colino (strainer) e versate 3 cl di Campari, 3 cl di Vermouth rosso e 3 cl di Gin.
Mescolare e guarnire con una fetta d’arancia.
A piacere, aggiungere una spruzzata di soda (non prevista nella ricetta originale ma che apporta una gradevole nota frizzante a molti gradita).

1) OLD FASHIONED

Old Fashioned

Primo posto per un cocktail semplice ma anche molto amato. Elegante, e con una piacevole nota agrumata, Old Fashioned può essere considerato un modo diverso di bere whisky.

Nella sua raffinata semplicità, ha superato indenne più di 140 anni di mode e tendenze, tanto che ancora oggi uno dei drink più richiesti nei bar di tutto il mondo. L’Old Fashioned deve il suo nome ai bicchieri in cui va servito, anche sostituibili con i più attuali tumbler. Pare che il suo ideatore sia stato tal colonnello James E. Pepper, mentre la prima ricetta codificata è stata registrata all’ Old Waldorf Astoria Bar Book del 1931.

Ingredienti

4,5 cl Bourbon o Rye Whisky (whisky di segale)
1 Zolletta di Zucchero
1, 2 ml di Angostura Bitter
Qualche goccia di acqua naturale

Esecuzione

Mettere la zolletta di zucchero in un bicchiere Old Fashioned (o in un Tumbler) raffreddato e bagnarla con l’Angostura
Versare una spruzzata di acqua naturale (deve servire solo a sciogliere lo zucchero) e mescolare fino a sciogliere lo zucchero.
Aggiungere poi il Bourbon o il Whisky e qualche cubetto di ghiaccio
Servire con una fetta d’arancia e una ciliegina.

Per un risultato più aromatico, lasciate cadere qualche goccia di essenza ottenuta premendo la scorza d’arancia nel drink appena fatto, per profumarlo ulteriormente.

commenti (15)

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  1. Avatar emanuele ha detto:

    ma nel Moscow Mule non andrebbe la ginger beer (e non la ginger ale)?

  2. Avatar abi ha detto:

    Molto sorpreso dal Negroni così in alto.
    All’estero ho smesso di chiederlo perchè molti ignoravano cosa fosse e se lo sapevano lo facevano molto dolce.

  3. Avatar Giancarlob ha detto:

    Per “testare” un nuovo bar prendo sempre il Manhattan anche se non sempre compare nella lista disponibile nel locale….

  4. Avatar nucleo controllo cucine ha detto:

    attenzione alle ricette sacre! Il Martini Dry (per me sempre Cocktail Martini) ha un ricetta codificata che potete trovare sui siti IBA (International Bartender Association) e AIBES ( Associazione Italiana Barman e Sostenitori.

    6 cl Gin
    1 cl Dry vermouth

    Mixing glass, cocktail glass.
    Versare gli ingredienti nel mixing glass con ghiaccio. Miscelare bene e versare in coppetta da cocktail.
Spremere gli oli essenziali della buccia di limone sul drink o servire con olive.

    (in sintesi, avete dimenticato il ghiaccio e ci avete messo la scorza d’arancia: orrore!)

    1. Avatar edonisme86 ha detto:

      concordo. nell’articolo non si parla nemmeno di ghiaccio per mescolare. ma poi l’arancia… ma siamo impazziti?

    1. Avatar Raffaele Limonciello ha detto:

      Emanuela come va e come stai?Sinceramente non sono amante dei cocktail perché mi piace il whisky…voglio godere godere

  5. Avatar Michele ha detto:

    Complimenti per l’articolo ma ti sei dimenticata di menzionare l’ingrediente chiave dei “sour “

  6. Avatar Claudio ha detto:

    un articolo che può sicuramente incuriosire e avvicinare chi è poco avvezzo all’argomento, solo un paio di precisazioni (il copia incolla si porta dietro gli errori originali purtroppo…)

    -Il Moscow Mule si prepara con Ginger Beer, altrimenti è semplicemente un “vodka buck”, e se non l’avete mai sentito nominare fatevi due domande.
    -Il Sazerac andrebbe preparato con assenzio, il cui surrogato americano è l’herbsaint. qui in europa va benissimo il pastis, io per tradizione preferisco il Pernod, che è fondamentalmente assenzio (dolcificato) senza artemisia a 40°.
    -ok la descrizione, ma quello in foto non è un mojito.
    -il twist d’arancia nel cocktail Martini anche no.
    -in generale alcune proporzioni del ricettario IBA sono molto discutibili e vengono seguite solo dai ragazzini dell’alberghiera.

  7. Avatar Mr. Alchermes ha detto:

    Io d’estate vado ad aranciata amara e Campari soda.