di Anna Silveri 1 Agosto 2018

Anche New York cede al fascino arancione dello Spritz. Aperol Spritz, per la precisione.

L’aperitivo preparato sia con Campari che con Aperol, oltre a soda e vino bianco, consuetudine diffusa in molte capitali europee, faticava a imporsi a New York e negli Stati Uniti, abituati a drink più alcolici.

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Ma la maggiore attenzione dei Millennial verso ciò che consumano, come riferisce la CNN, ha creato il clima ideale per la diffusione di un aperitivo moderatamente alcolico come lo Spritz. Del quale, fino a due anni fa, nessun barista, nemmeno il più hipster o creativo, sapeva cosa fare, mentre ora è così popolare che al Caffè Dante, un locale del Greenwich Village, lo servono alla spina come la birra, spiega il New York Times.

Traguardo raggiunto anche grazie all’aggressiva politica di marketing predisposta da Campari, dal 2003 proprietaria di Aperol, che ha aperto diversi bar nelle principali città americane, dove sono stati organizzati corsi gratuiti per introdurre l’aperitivo italiano ai barman più alla moda.

Una strategia vincente che, per quanto di lungo periodo –occorrono in media 7 anni per conquistare un nuovo Paese– è stata un successo, portando il marchio Aperol a espandersi a macchia d’olio.

In origine, ai primi del ‘900, lo Spritz era una semplice bevanda per le truppe austriache di stanza nel nord-est italiano, composta da un po’ di vino, in genere prosecco, con una spruzzata (il nome Spritz arriva da “spritzen”, spruzzare) d’acqua in aggiunta.

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Negli anni Venti, i veneziani iniziano ad aggiungere del bitter locale, mentre si devono aspettare gli anni ’70 per la versione con Aperol, liquore messo a punto a Bassano del Grappa da Luigi e Silvio Barberi. I fratelli, nel 1919, dopo anni di prove, ottengono l’amaro arancione dalla ricetta segreta, ma che si sa contenere arance, erbe, radici, vaniglia e rabarbaro, per una gradazione alcolica di soli 11 gradi, la metà circa del Campari, che ne ha 20.

Quando nel 2003 Campari compra Aperol, viene dato nuovo impulso alle vendite, e dal 2008 inizia la campagna di marketing dello Spritz per la conquista dei principali mercati internazionali.

Anche i social contribuiscono alle vendite di Aperol negli Stati Uniti, cresciute in doppia cifra nel primo trimestre 2018. “Lo Spritz è uno dei cocktail più instagrammati”, ha detto la vice presidente del settore marketing di Campari per gli Stati Uniti, Melanie Batchelor, non è un caso che in due anni i follower di Aperol su Instagram siano aumentati del 300%.

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Oggi lo Spritz è da considerarsi probabilmente l’aperitivo più bevuto del mondo, con tanto di ricetta depositata presso l’International Bartenders Association: 6 centilitri di prosecco, 4 centilitri di Aperol a cui aggiungere seltz o soda, tutto completato da cubetti di ghiaccio e da una fetta di arancia.

Meglio se servito, come tradizione vuole, in un bicchiere da Old fashion o, come di moda ora, in un calice a stelo lungo.

Perchè la leggerezza molto spesso premia, e il colore fa la differenza. Almeno ai tempi di Instagram e Facebook.

[Crediti: New York Times, CNN]