di Cinzia Alfè 31 Agosto 2018

Jamie Oliver, noto per le sue (hem…) ardite rivisitazioni di piatti tradizionali, ahi noi spesso italiani, ha detto ieri al Financial Times che la sua catena di ristoranti è stata “a due ore dalla bancarotta”, prima che lo chef inglese intervenisse con una poderosa iniezione di capitale fresco pari a 13 milioni di sterline (circa 14 milioni e mezzo di euro) per salvare il proprio business.

I debiti ammontavano a circa 80 milioni di euro.

Oliver afferma di non avere ancora capito esattamente perché la sua catena di cibo italiano, la “Jamie’s Italian” –una parte cospicua delle sue proprietà– si sia pericolosamente avvicinata al collasso lo scorso settembre.

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Da allora, Oliver ha chiuso 12 dei suoi 37 ristoranti e licenziato circa 600 persone, nel tentativo di salvare il salvabile.

“Avevamo semplicemente finito i soldi –ha detto lo chef imprenditore durante l’intervista– e non ce lo aspettavamo”.

Notato dalla Bbc mentre lavorara al River Cafè di Londra, Oliver ha iniziato la scalata verso il successo con il programma tv “The naked chef”, da allora ha costruito un vero impero editoriale e nella ristorazione, accumulando un patrimonio di circa 170 milioni di euro, secondo il Sunday Times.

“Ho avuto due ore di tempo per mettere il denaro e salvare tutto, o l’azienda sarebbe fallita il giorno dopo. E’ stato un momento triste e drammatico”. Al quotidiano economico inglese, lo chef ha detto anche che la situazione è stata causata da una sorta di “tempesta perfetta”, tra affitti, tasse, declino dei quartieri che ospitano i ristoranti, costi del cibo, Brexit, aumento del salario minimo.

Lo chef ha ammesso inoltre di aver fatto fallire circa il 40% delle sue iniziative imprenditoriali, e che dal 2014 ha perso 90 milioni di sterline (oltre 100 milioni di euro).

Oliver, che dice di guidare ancora la stessa Vespa vista nella prima serie di Naked chef, nel 1999, arriva al lavoro alle 5 e mezza di mattina e spesso torna a casa dopo le 9 di sera. La sua casa, a Highgate, nord di Londra, vale circa 10 milioni di euro.

Ma se i suoi ristoranti stanno passando dei brutti momenti, non così è per il resto dell’impero di Oliver, dai libri di cucina ai forni a legna: il reddito ante imposte della Jamie Oliver Licensing è passato dai 7 milioni di sterline a 7,3 nel 2016 (oltre 8 milioni di euro), mentre l’utile della Jamie Oliver Holdings è salito da 1 milione a 5,4 milioni di sterline (6 milioni di euro).

Sempre nel 2016, Oliver si è assegnato dividendi per 10 milioni di sterline (oltre 11 milioni di euro), di cui 6 milioni per royalty e licenze e 4 derivanti dai media.

Ma non ha mai ricavato soldi dal settore della ristorazione. C’è da pensare….

[Crediti: The Guardian]