di Nunzia Clemente 14 Maggio 2016

Il ramen è il nuovo virus gastronomico. Cos’è? Una zuppa di origine cinese e di elaborazione giapponese con tagliatelline di pasta fresca in brodo di carne (o di alga per i vegetariani).

Gli ingredienti che si sommano alla base sono potenzialmente infiniti: carne di maiale, cipolle, verdure assortite, germogli di soia, mai e così via. La scodella va svuotata in fretta, prima che si raffreddi.

Potrebbe sembrare soltanto una ciotola di brodo e tagliatelle stracotte, invece è un composto raffinato con decine di interpretazioni diverse a seconda della porzione di mondo in cui si mangia.

Rimane tuttavia di un piatto economico, forse la prima ragione del suo incontenibile successo.

Almeno fino a oggi.

ramen più costoso del mondo

tartufo

ramen più costoso del mondo

E’ di questi giorni la notizia data dal Wall Street Journal che il ramen più costoso del mondo esiste (come esiste il kebab da 925 sterline).

Lo scodellano al Koa, ristorante giapponese di Manhattan, e costa la bellezza di 180 dollari, al cambio quasi 160 euro. Ovviamente è griffato, porta infatti la firma di Yuji Wakiya, vincitore del popolare programma giapponese Iron Chef. 

Wakiya ha strappato il record che apparteneva al ramen bar Shoichi Fujimaki di Tokyo: 120 dollari, al cambio quasi 100 euro, per ogni ciotola.

A parte la griffe, perché il ramen del Koa costa tanto?

Gli ingredienti contano: si va da una combinazione fatta di brodo Shanton, stesso nome della città nel distretto di Guandong da dove proviene la ricetta (carne, pollo, gamberetti essiccati, alghe Konbu essiccate), servito con asparagi verdi e straccetti di manzo di Kobe.

Infine, grattugiata di tartufo nero e per non far mancare niente ai ricchi clienti del ristorante, anche di oro commestibile 24carati.

Mise en place particolare (e ci mancherebbe visto il prezzo). Se la ciotola è di ceramica lavorata a mano, le preziose bacchette sono intarsiate. Chissà se è concesso portarsele a casa.

[Crediti | Link e foto: Eater]