di Paolo Campana 10 Maggio 2016
tricolore testaccio

Sono qui a parlarvi di due prime volte (quasi) assolute.

Non era ancora capitato che un autore scoprisse, poco prima della pubblicazione da parte di Dissapore del suo post sul tema Tricolore Panini al Mercato Testaccio di Roma, che le foto scattate e (a questo punto) imprudentemente condivise su Facebook venissero utilizzate senza nulla chiedere da un altro sito, quello del Gambero Rosso, per un post sullo stesso tema. Scusate il predicozzo ragazzi ma è abbastanza frustrante.

L’altra prima volta, anzi quasi prima volta, è la presenza di quattro dispencer per panini gourmet.

Per i pochi che ancora non l’avessero notato, romani o turisti che siano, il Mercato Testaccio sta diventato una delle corti del gusto più appetite da chi vive e respira cibo, da chi pratica il culto insomma.

Non scopriamo certo ora i mercati conviviali e gourmet, anzi sono una saturazione che non ci basta mai.

Definiamoli mercati 2.0 o semplicemente una buona idea nata dal recupero urbanistico e infarcita di street food, gli è che sfiziarsi con un panino, un supplì o una Cups (coppette in stile gelato riempite con tortellini, zuppe o insalate dalla chef stellata Cristina Bowerman) è ormai una piacevole abitudine.

tricolore testaccio dispencertricolore testaccio dispencer

Ultima arrivata nel mercato, al box 2, è Veronica Paolillo, che dopo sei anni di Tricolore Panini in via Urbana (zona Monti) ha deciso di chiudere il locale di cui Dissapore parlava quando era ancora Tricolore Monti (talk of the town capitolino nel lontano 2011) e trasferirsi armi e bagagli a Testaccio.

In realtà il banco aprirà soltanto a fine mese – si parla del 31 maggio – ma in occasione dell’Open Day di sabato scorso si è presentata con un’idea che ha rubato la scena.

Il dispencer di mini-panini gourmet, appunto.

Per capirsi: panini da un paio di morsi o poco più avvolti in una sottile carta per alimenti che mantiene profumi e sapori, inseriti prima dentro piccoli involucri di plastica poi dentro un dispencer in stile distributore di caramelle anni Sessanta.

Con due euro e un giro di manovella il mini-panino è vostro.

tricolore testaccio pulled porkTricolore Paninitricolore testaccio lattariniTricolore Panini

Come detto l’idea dei panini nel dispencer non è nuova e porta con se un filo di scaramanzia. E’ la stessa, riveduta e corretta, che Veronica Paolillo ha usato sei anni fa in occasione del debutto in via Urbana.

Seicento mini panini preparati e panificati nelle prime ore del mattino per approdare ancora freschi nei distributori in due versioni miniaturizzate per l’occasione dalla Paolillo. Tocco hipster per i carnivori con il modaiolo Pulled Pork e Lattarini per chi preferiva il pesce.

pulled porkpulled porktricolore paniniTricolore paniniTricolore panini

Peccato che le scorte siano durate giusto il tempo di solleticare l’appetito, per degustare di nuovo i mini-panini e tutto il resto del menu che Tricolore Panini, format sempre originale e innovativo, dispenserà al mercato di Testaccio bisogna attendere fine mese.

Quando scopriremo se il progetto di Veronica Paolillo, fare del banco a Testaccio il primo di una piccola catena Tricolore nei mercati italiani, ha gambe solide su cui poggiare.