di Carlotta Girola 3 Gennaio 2016
pasta fatta a mano

Bello, bellissimo ripartire di slancio con i buoni propositi per l’anno nuovo (non andare mai più a un cenone di Capodanno, dimagrire con la dieta detox, viaggiare, molte tisane magiche, uscire la sera, essere positivi, mai mangiare antipasti, smetterla di comprare cianfrusaglie, darsi al volontariato, molta frutta) e disattenderli già al tre gennaio.

Perché non esprimiamo desideri più realizzabili questa volta?

Perché non ci impegniamo a diventare mangiatori migliori nel 2016?

Lasciate stare i popcorn al caramello, le patate fritte cacio e pepe o la birra al gusto pizza, basta scorrere tutte le ricette di Benedetta Parodi per poi tentare l’impresa del Mars fritto. Se proprio dobbiamo metterci all’ingrasso, che sia etico e consapevole, ove possibile.

Sperando che un metabolismo piuttosto sveglio non mi abbandoni proprio ora, ecco quello che vorrei realizzare nei prossimi 365 giorni per essere una mangiatrice migliore:

NON COMPRARE NULLA CHE CONTENGA OLIO DI PALMA

#10 La questione dell’olio di palma è ancora aperta, per quanto mi riguarda.

Forse non farà più male di altre schifezze che l’industria alimentare ci propina quotidianamente, ma la questione ambientale e animalista delle scimmie senza più casa non riesco a mandarla giù.

Il mio buon proposito è partito nel 2015 e in questo 2016 raggiungerò livelli di oltranzismo assoluto: non comprerò più nulla che contenga l’olio di palma.

TORNARE ALL’OSTERIA FRANCESCANA DI MASSIMO BOTTURA

massimo bottura, autumn in new york

#9 Tornare all’Osteria Francescana di Massimo Bottura è uno dei punti fondamentali dell’anno. Da quando ci sono stata l’ultima volta sono cambiate tante cose, figuratevi che ci sono andata quando ancora il concetto “Bottura” non era diventato così pop.

Nel 2015 ho anche mangiato suoi piatti, ma lo chef giocava in trasferta, mentre io vorrei tornare a combattere sul campo di casa modenese.

ORIENTARSI SUL GRASS-FED

#8 Di diventare vegetariana non se ne parla, conosco i miei limiti e sarebbe inutile farsi promesse vane. Piuttosto, per etica, salute e anche per mere questioni di palato, vorrei se non altro orientarmi sul grass fed.

Smetterla una volta per tutte di trovare la pappa pronta al supermercato e tornare a fare due chiacchiere col macellaio (uno in zona l’ho adocchiato). Anche al ristorante, e intendo anche quello sotto casa, informarmi di più sulla provenienza e il tipo di allevamento.

Questo, lo so, è uno di quei propositi titanici che si scontrerà con mulini a vento, ma ci devo assolutamente provare.

PASTICCIARE DI PIU’ IN CUCINA

#7 Mi piacerebbe poter dire che nel 2016 il mondo avrà l’opportunità tanto attesa di assaggiare il mio primo panettone a doppia lievitazione fatto tutto con le mie manine.

Ma non voglio spararla grossa: mi basterebbe, da totalmente incapace di realizzare qualsivoglia prodotto di pasticceria, almeno trovare la quadratura del cerchio della crostata.

Insomma, questo come a dire fare andare anche le mani oltre alla mascella.

TORNARE A NAPOLI PER UN TOUR DELLE PIZZE

Pizza marinara

#6 Imprescindibile buon proposito partenopeo: tornare a Napoli (e dintorni) per fare un tour serio delle pizze che meritano davvero. Qui avrei bisogno del vostro aiuto, amici pizzofili. Quanto mi servirà?

In quanti giorni, umanamente, è possibile realizzare un progetto così ambizioso? Non è che poi al terzo giorno muoio su una panchina e in tv dicono che una giornalista si è immolata per la causa della pizza e mi mettono la musichetta strappalacrime a Studio Aperto?

A parte tutto, secondo me ce la potrei anche fare. Ma secondo voi devo prenotare?

MAI PIU’ INSALATE IN BUSTA

#5 Per il mio 2016 di gastro-etica niente più insalate in busta, qui lo dico e non torno indietro.

Possiedo una centrifuga a manovella per insalata che credo di aver usato solo due volte in vita mia, ma è giunto il momento di cambiare, mi sento pronta davvero stavolta.

Oltre al risparmio, indubbio, ci sono tutta una serie di questioni igieniche e sanitarie di cui non vorrei più dovermi occupare.

CAPIRE MEGLIO LA CUCINA CINESE

#4 Andare oltre l’involtino primavera.

Durante il 2015 sono andata in ispezione preventiva nella Chinatown milanese diverse volte e mi è parso di capire che la cucina cinese non sia fatta soltanto di quei grandi classiconi della zona pechinese che ci hanno propinato fino ad oggi.

Mi piacerebbe, insomma, sperimentare qualcosa di più autentico, di diverso, capire un po’ meglio cosa voglia dire davvero “cucina cinese”. Perché so che c’è di più oltre.

PROVARE IL NOMA PRIMA CHE CHIUDA

Orto giardino del Noma

#3 Sono arrivata tardi, lo so. Ma la speranza è l’ultima a morire. Provare il Noma prima che chiuda, a fine 2016: più una sfida che un buon proposito.

Non ho ancora avuto il coraggio di vedere sul sito se esiste ancora il famigerato “buco” dove potermi infilare, magari al posto di qualche decesso per vecchiaia tra quelli che hanno aspettato anche un anno per andarci a mangiare su prenotazioni

NON TORNARE DA CHI NON RILASCIA LO SCONTRINO

#2 Non è che voglia fare la moralizzatrice a tutti i costi, lo so che facciamo tutti fatica e che le tasse ci ammazzano.

Ma nel 2016, cascasse il mondo, non tornerò mai più nei posti dove non mi rilasciano lo scontrino. Fosse anche al mercato.

PROGRAMMARE UNA VACANZA GASTRONOMICA ALL’ESTERO

#1 Dopo il Messico, stavolta avrei pensato all’India, stavolta.

Ammazzarmi di spezie non mi dispiacerebbe, e anche se la gastronomia indiana è massicciamente presente anche qui, è comprovato che poi, una volta giunti in loco, le certezze di palato si scardinano velocemente a favore di sapori mai provati e davvero nuovi.

Allora India? L’accendo o mi consigliate altro?

Bene, io la mia parte l’ho fatta. Ora tocca a voi. Quali sono i vostri buoni propositi per il 2016?

[Crediti | Link: Dissapore | Immagini: Dissapore, Emanuele Meschini]