di Sara Porro 16 Febbraio 2012

I gourmet si dividono in 2 categorie: quelli che mangiano il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi e quelli che leggono resoconti di chi ha mangiato il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi ingozzandosi di cibo spazzatura sul divano. Io appartengo alla seconda. Ma così come “le persone di gusto sanno vestirsi bene anche comprando al mercato” — ©Giorgio Armani — gli scaffali dei supermercati sono ricolmi di delizie sottovalutate, autentiche nella loro sofisticazione alimentare. “Comprato e Mangiato” proverà a dimostrare che sono Troppo Buone per Essere Finte.

C’è qualcosa di oscuramente affascinante negli alimenti che uniscono più tratti junk insieme. Una specie di spregio per le norme comunemente accettate del cibo sano dal quale mi sento vagamente sfidata. Tipo quei dolci che sono allo stesso tempo zuccherini, colorati e pieni di grassi insaturi, e ti guardano come a dire: EMBÈ? Altra categoria come questa sono i surgelati prefritti.

Il genere di cose che ti induce a dire: “No grazie, oggi passo perché ho scoperto guardandomi dentro che MI VOGLIO BENE”. Una cosa bella dei surgelati prefritti è che poi li devi friggere di nuovo (si sa che l’unica cosa migliore del friggere una volta è friggere due volte), anche se chi li produce ogni tanto fa un po’ finta di no. Tipo i Sofficini: come tutti sanno, si possono cuocere sia in forno sia in padella. Solo che – questo è una specie di segreto di Pulcinella – la cottura in forno non è veramente un’opzione, perché in forno diventano così mosci e tristanzuoli che allora tanto vale, allora mi immolo e mangio sano in partenza.

Così sono i Fish&Crock Findus: triangoli di merluzzo avvolti in un guscio di patatine fritte. La panatura di patatine fritte è un’idea geniale e malvagia, si colloca in una china scivolosa tutta da esplorare: attendo una versione perfezionata con merluzzo, poi bacon, poi patatine fritte, poi copertura al caramello, poi di nuovo patatine fritte.

Come nel caso dei Sofficini, le istruzioni sulla scatola fanno le gnorri e, anzi, sul fronte della confezione proclamano con un certo giubilo “Più leggeri e croccanti al forno!”, mentre sul retro si fanno più riflessive, fattuali: “I Fish&Crock rinvenuti al forno contengono circa il 40% di grassi in meno rispetto al loro rinvenimento in frittura.”

“Cerrrto” dico io facendo l’occhiolino ai miei filetti di merluzzo e scaldando l’olio in padella.

Sette minuti di sfrigolante attesa, ed eccoli qui: il merluzzo è tenero, carnoso, compatto, leggermente untuoso, mentre la panatura di patate fritte è croccante, saporita, nettamente unta (lei). La senape, presente tra gli ingredienti, dà un piacevole twist di speziatura. Mangiati con le mani sono ancora meglio.

Accompagnarli a dell’insalata forse ti aiuterà a mettere a tacere la tua coscienza. Qualunque cosa tu faccia, però, NON li mettere in forno.

Gli ingredienti: Pollack d’Alaska 50%, patate 25%, olio di semi di girasole, farina di grano tenero, acqua, farina di riso, amido di riso, sale, senape. Al super a circa 6 Euro per la confezione da 6 pezzi (300 grammi).

Gli altri Comprato e Mangiato:
Patatine Darling Spuds

Philadelphia fresco e goloso

Canestrelli Grondona
Tyrrel’s Veg Crisp
Caramelle Mou Kuhbonbon
Häagen Dazs Macadamia Nut Brittle
CioccoeRiso Scotti