di Chiara Cajelli 22 Luglio 2019
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Al cous cous non si può che associare tanti aggettivi belli e buoni: è saporito, è veloce (ovvio, nella versione comune precotta), è fresco, versatile, si abbina con tutto come per il riso e la polenta, perfetto per l’estate, perfetto per onnivori o esigente particolari. Insomma, secondo noi dovrebbe stare sempre in dispensa. Ecco un elenco di 5 errori da non fare, trucchi come la tostatura che non dicono mai, o consigli su come cuocerlo alla perfezione.

1. Non tostare il cous cous

Non tutti sanno che il cous cous, esattamente come il riso, può aumentare il potere aromatico in maniera esponenziale. Come? Tostandolo a secco prima di qualunque altra cosa. Non suggeriscono quasi mai questo trucco, ma funziona eccome. In un pentolino o una padella ben calda, quindi, lasciate tostare per un paio di minuti il cous cous. Dopodiché lasciatelo raffreddare e procedete come da ricetta.

2. Scegliere una grana sbagliata

Il cous cous è ormai in commercio ovunque, ma non tutti sanno che in vendita si possono trovare grani diversi: grani fini, medi e grossi. Posto che la scelta varia anche in base ai propri gusti, si deve tenere in conto che sarebbe meglio variare in base alla ricetta. Ad esempio, per un accompagnamento di carne, pesce o verdure brasate, in sugo, l’ideale sarebbe la grana grossa. Per contorni più “asciutti” va bene anche la grana fine.

3. Non sgranare il cous cous con l’olio

Una volta tostato e raffreddato, il cous cous andrebbe arricchito con un goccio d’olio e sgranato con i rebbi di una forchetta. Non solo questa azione serve ad insaporite, ma anche a mantenere belli consistenti i grani anche una volta cotti. Soprattutto, è fondamentale sapendo che, una volta aggiunta la parte liquida, il cous cous non andrebbe toccato né mescolato: bisogna dargli il tempo di assorbire tutta l’acqua, e l’aver aggiunto un po’ d’olio in principio aiuta nella fase sgranatura successiva.

4. Non calcolare il rapporto peso/acqua

Nel 99% dei casi, qui in Italia usiamo il cous cous precotto. Come per la polenta. Sulla base di ciò, quindi, è ancor più importante seguire le istruzioni e calcolare le quantità di acqua. O di brodo, o di latte se volete fare un dolce.

4a. Cosa salare

Se usate semplicemente acqua, ricordatevi di salarla: in molti salano il cous cous ma non è una buona idea perché il condimento potrebbe non risultare omogeneo. Salando l’acqua, invece, non avrete questo problema. Il brodo generalmente non andrebbe salato ma dipende dai vostri gusti: assaggiatelo prima di versarlo sul cous cous!

5. Non saper condire il cous cous

Annegare il cous cous in una marea di condimento non è una buona idea. Va benissimo il sughetto, ma non deve diventare una minestra o un risotto. Si consiglia, per questo motivo, di servire il cous cous cotto a parte rispetto al contorno. Ancora meglio sarebbe tenere separati cous cous e contorno, con anche il sugo a parte in una salsiera ma mi rendo conto che viene a meno il concetto di “convivialità” che invece il piatto chiama a gran voce.

Sapete, il cous cous non è un piatto esclusivo mediorientale. La Sicilia lo sa bene, infatti dovremmo andare tutti al Cous Cous Fest almeno uno volta nella vita! Mai assaggiato il cous cous alla trapanese?