di Antonio Tomacelli 21 Giugno 2010

Alt lettore! Guardando questo video senza supporto psicologico potresti subire danni irreversibili, perciò lascia che ti spieghi la storia del filmato. Tutto è iniziato quando l’agenzia di pubblicità Proforma di Bari (obviously) ebbe l’incarico di produrre uno spot per la locale azienda del gas: slogan della campagna “il calore dei baresi”. Lo spot aveva l’ambizione di condensare in 30 stupidissimi secondi una delle ricette più complesse degli ultimi 1500 anni: la tiella alla barese, meglio nota come risopataneecozze (esatta pronuncia).

Sulla difficoltà di esecuzione torneremo fra poco, per ora vi basti sapere che lo spot fu un successo clamoroso. D’altronde i ragazzi ci sanno fare e Nichi Vendola ne sa qualcosa: chi altri poteva far eleggere perculando gli avversari un governatore omo-catto-comunista per di più con la zeppa sulla lingua? Il video originale è molto divertente (lo trovate qui) ma questo è oltre.

Torniamo alla tiella di riso che a Bari le famiglie usano come test pre-matrimoniale. La verginità? Macché, quella ormai è un accessorio, ma “se non fai risopataneecozze come si deve, scordati che ti sposi a mio figlio”.

Il problema è che devono coincidere i tempi di cottura di 3 tre ingredienti diversi. Se alla cozza bastano 4 minuti al riso ne occorrono 20, alle patate almeno il doppio. Neanche vi parlo della variabile “zucchina” o dell’incognita “cipolla”, che meriterebbero un trattato a parte. Insomma, come si quadra questa funzione barese di sesto grado degna di un teorema di Fermat? Semplice, si chiedono lumi alla vera autorità in materia di tiella barese, Mamma Carolina, che in dieci succulenti minuti può iniziarvi ai segreti della ricetta che rende sopportabili i mondiali di calcio senza Cassano (ouh, metti a Cassano!)