di Susanna Danieli 10 Aprile 2020
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Nella Pasqua che ci piace la colomba vola libera nel cielo, l’agnellino ha una speranza di vita pari a quella del nostro gatto e nessun coniglietto viene sfruttato per portarci le uova di cioccolata. Eh sì, cari lettori, stiamo parlando del menu vegano di Pasqua 2020, un banchetto cruelty free che potete comporre a vostro piacimento. Abbiamo pensato infatti a cinque portate dall’aperitivo al dolce, e per ognuna vi proponiamo una doppia alternativa. Gli elementi in comune sono gli ingredienti di stagione, come fave, asparagi, fagiolini, tarassaco, e il coefficiente di golosità, sempre a livelli altissimi.

Perché essere vegani non significa essere noiosi, anzi: vi dimostreremo come preparare prelibati manicaretti per un pranzo coi fiocchi, sostanzioso ma anche sano e colorato. Ecco il nostro menu vegano per la Pasqua 2020.

Antipasti

Bicchierini di quinoa, tofu e fagiolini

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Ogni tavola delle feste ha i suoi preliminari. Il brindisi certo non può mancare, almeno quello ufficiale: se siete voi ai fornelli è concesso, anzi doveroso iniziare ad aprire bottiglie già alle 11 del mattino. Per tutti gli altri però le danze si aprono all’ora di pranzo, inaugurato da qualche sfizioso bocconcino aka fingerfood. Il primo che vi proponiamo è per il vegano chic, quello che sogna ancora i bei tempi andati in cui esistevano i bar e le apericene. In un bicchierino (di vetro, non di plastica che inquina) ricreate la serata milanese tipo con quinoa al vapore, fagiolini freschi e tofu alla piastra. Due foglie di basilico, un filo d’olio evo (il vegano chic capirà) e se proprio volete fare gli sboroni un pizzico di zafferano. Come direbbe qualcuno, bicchierino vegano, prosecchino e sei in pole position, taaac!

Muffin salati agli asparagi

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C’è poi il vegano nostalgico: dei sapori della tradizione, ma anche di quelli a cui ha rinunciato. Capita anche agli irriducibili infatti di smaniare per un impasto che sappia effettivamente di uova, burro e formaggio, e come biasimarli. Ma la volontà è ferrea e in questi momenti ci si ingegna, proprio come nel caso dei muffin agli asparagi. Preparateli con latte e yogurt di soia, ma soprattutto con l’insostituibile lievito a scaglie aka nutritional yeast per dargli quel tocco, come dire, di saporito tipico del formaggio. Riempite bene di asparagi, infornate e toglietevi la smania una volta per tutte.

Macco di fave

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Se qualcuno mai dovesse scrivere un libro sull’erotismo vegano, il titolo non potrebbe che essere “Cinquanta sfumature di verde”. Da vegani come non eccitarsi di fronte al macco di fave, specialità siciliana dalla tonalità quasi fosforescente? L’entusiasmo sale ancora di più quando immergiamo il cucchiaio e ci accorgiamo della densità cremosa, sempre più vogliosi di inghiottirla, incorporarla. Va bene, stop, basta con le metafore vietate ai minori di 18 anni. Sappiate che il macco di fave spacca, e la nostra più sentita vicinanza va agli allergici.

Ecco qui la ricetta.

Crema di cannellini e cime di rapa

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Ed ecco l’alternativa. Pensate un po’, anche qui abbiamo trovato il modo di infilare il verde, più scuro ma sempre brillante sotto forma di cime di rapa. In questo caso le foglie amare e piccantine accompagnano una dolce e delicata crema di cannellini, semplicissima e praticamente espressa con soltanto sale, pepe, aglio, timo e olio d’oliva. La parte più difficile è l’impiattamento, e abbiamo detto tutto.

Se poi vi viene voglia di aggiungerci la pasta, abbiamo la ricetta che fa per voi.

Primi piatti

Spaghetti con pesto di asparagi e basilico

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Non è Pasqua senza gli asparagi, questo ormai è chiaro. In questo caso però vogliamo proporvi un modo alternativo per gustarli, sotto forma di primo piatto: gli asparagi battuti diventano un pesto saporito e profumato con basilico, pinoli e olio (di olive taggiasche per i gastrofighetti). Preparatelo in anticipo e condite al momento spaghetti, linguine o trenette. Slurp!

Torta rustica al tarassaco e spinaci selvatici

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Erbette spontanee: nome e cognome di un prodotto che al vegano medio fa venire i brividi di piacere. Neanche il terreno è stato sfruttato per coltivarle, pensate un po’, hanno fatto tutto da sole. Usatele in cucina come ripieno per focacce, torte salate o frolle rustiche, come in questo caso. L’impasto per la torta al tarassaco e spinaci selvatici è un semplicissimo mix di farina, olio evo, acqua, sale e cremor tartaro. Dopo averlo raffreddato, stendetelo e farcitelo con le erbette saltate e, se volete più sostanza, patate oppure tofu cremoso. Chiudete tutto, incidete in superficie (passaggio importantissimo per evitare disastri acquosi) e infornate per un’oretta.

Contorni

Carote glassate al forno

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Passiamo ai contorni, e parliamo di un piatto con cui non si sbaglia mai: le verdure al forno e per di più glassate. Visto che di coniglietti in giro, lo abbiamo detto all’inizio, non c’è neanche l’ombra, avete il via libera per cucinare tutte le carote che volete. L’effetto sarà ancora più bello e festoso se usate le varietà gialle e viola oltre a quelle arancioni. Conditele con un cucchiaio di miele, timo, succo di limone e olio d’oliva.

Patate Hasselback

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Non solo le feste, ma le domeniche in generale non sono tali senza patate al forno. Per un effetto scenografico noi consigliamo le Hasselback, caratterizzate dal taglio a fisarmonica che le condisce bene bene ma nel contempo le tiene insieme. Profumatele con salvia e timo e, se lo gradite, una spruzzata di limone. Fatevi ispirare dalla nostra ricetta senza errori, sostituendo burro e formaggio con tanto olio d’oliva.

Dolci

Tiramisù veg al pistacchio

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Per l’uovo siete troppo cresciuti, la colomba è in giro impegnata nella consegna porta a porta di rametti di ulivo, la pastiera (vegana poi!) è troppo elaborata. Come rimediare alla penuria di dolci? Con il tiramisù al pistacchio, il dolce al cucchiaio più famoso che c’è rivisitato in chiave vegana e con una bella dose di frutta secca.

Ecco qui la ricetta.

Muffin fragole e banana

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Se il tiramisù non vi stuzzica o più probabilmente non vi basta, rilanciamo con un altro dolcetto. Abbiamo unito fragole e banana, una coppia che funziona sempre, per creare dei muffin che più semplici non si può. Solo 7 ingredienti (oltre alla frutta, farina 00 e integrale, olio di semi, zucchero e sale fino) pochi minuti per impastare e altri venti per cuocere.