I migliori servizi cibo a domicilio di Milano a confronto

Avete chiamato voi Deliveroo lo scorso Natale? Se è così ditelo. Senza problemi. Perché non siete stati i soli.

Il servizio di consegna a domicilio ha chiuso il mese di dicembre con un clamoroso +125% degli ordini per pranzo e cene, a Roma il balzo è stato addirittura del 191%.

Il suo direttore marketing, Giovanni Zezza, ha detto al Corriere della Sera: “Quello che ci ha stupito di più è il raddoppio delle consegne nei giorni sotto il 25 dicembre, quando tradizione vorrebbe si cucinasse a casa”.

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Insomma, i casi sono due: o ci siamo stancati di passare ore davanti ai fornelli visto che per avere un piatto pronto in pochi minuti ci basta ordinarlo dal cellulare. Oppure i servizi di food delivery e i network di ristoranti sono diventati più affidabili e un pasto pronto, ora anche dietetico o cucinato con specialità regionali, può raggiungerci ovunque: in ufficio, al parco, in palestra o in vacanza.

(La terza ipotesi, ovvero che fare la spesa e preparare la cena è considerata ormai una perdita di tempo, noialtri, qui su Dissapore, non vogliamo neanche considerarla).

Se fino a qualche anno fa era impensabile ordinare su internet qualcosa che non fosse una pizza, ora, con un click, si decide se farsi preparare al momento sushi, insalate, pasta, hamburger, noodles, burritos, oppure una cena giapponese, vietnamita, senza glutine, macrobiotica o tex-mex scegliendo tra decine di ristoranti, tutti sulla stessa piattaforma, in base a prezzi, feedback degli utenti e tempo di consegna previsto.

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E tra una piattaforma e l’altra, poi, c’è una bella differenza. A renderci la scelta più semplice ci ha pensato il sito Quale Scegliere, che ha testato i servizi di food delivery più diffusi a Milano, compilando la classifica dei migliori 4.

Servizio di consegna VS network di ristoranti

Prima di scoprirli è necessaria una distinzione. Non confondiamo i siti che fanno servizio di consegna, nel senso che prelevano il nostro ordine e ce lo portano a casa con mezzi e fattorini propri, dai network di ristoranti, piattaforme che offrono soltanto visibilità a un ristorante, visto che la qualità del cibo così come i modi e i tempi di trasporto dipendono completamente dal ristorante stesso.

Pensate a Just Eat, che a conti fatti è un volantino 2.0, versione digitale della vecchia brochure distribuita nei quartieri, con l’offerta dei locali nel circondario (ve li ricordate?). Sicuramente il network di ristoranti più famoso.

Per Quale Scegliere è anche il migliore: nonostante il sito non sia granché accattivante, è facile da usare e mostra parecchie opzioni nella fascia economica, con una copertura geografica capillare.

I criteri di valutazione

Perché l’occhio, in questo caso, vuole più della sua parte, e incide sulla valutazione. Si considera il design, l’intuitività dell’interfaccia, la presenza di foto dei piatti e di applicazioni per smarphone e tablet.

Poi, ovviamente, l’offerta di ristoranti a disposizione. Ma come sono presentati questi locali, ci sono abbastanza informazioni per scegliere quelli più adatti al nostro languorino delle 20.29? E i filtri di ricerca, sono efficaci o rimandano ossessivamente a “nessun risultato”?

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Anche il pagamento dev’essere rapido e flessibile: molti accettano carte di credito, Paypal e pure contanti alla consegna.

Da ultimo, Quale Scegliere ha assegnato un bonus alle funzioni extra; alcuni food delivery accettano l’ordine telefonico, permettendo di ritirare il pasto personalmente o addirittura di pre ordinarlo per un altro giorno.

I migliori servizi di consegna a domicilio

Ed ecco, in ordine crescente, i food delivery (non network di ristoranti) risultati migliori nel test di Quale Scegliere:

Uber Eats

Versione food del servizio di trasporto automobilistico privato, per ora è un’esclusiva di Milano, dove va alla grande. E’ l’unico servizio che, non si sa perché, non notifica via mail la conferma dell’ordine, in compenso offre un buon sistema di monitoraggio sullo stato della consegna.

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Consigliato per chi ordina via smarphone, offre una buona varietà di opzioni. Si paga solo con carta di credito.

Bacchettefochette

Solo a Milano e a Rimini, è impeccabile nel confezionamento del cibo, con grande attenzione per le richieste dei clienti e una selezione di ristoranti simile a una guida gastronomica.

Si preoccupa anche di segnalare allergeni e alimenti che possono provocare intolleranze alimentari. Peccato che richieda un ordine minimo e spese di consegna differenti da una zona all’altra, particolare non molto gradito.

Deliveroo

Serve attualmente 11 città italiane e si è rivela efficace anche nelle aree periferiche. Il sito è bello, funziona che è un piacere, anche se i filtri di ricerca non sono molto chiari.

La consegna del cibo, durante il test, non è stata puntuale, ma il personale di Deliveroo è intervenuto prontamente e con gentilezza. Offerta molto ampia, in diverse fasce di prezzo.

Foodora

Il servizio che ha vinto il test è semplice, rapido e garantisce un sistema di monitoraggio molto accurato dei fattorini, che in passato hanno a lungo protestato per le loro condizioni di lavoro. Oggi la situazione è migliorata, si nota anche dalla possibilità pagare la mancia per i fattorini durante l’ordine, con Paypal o carta di credito.

[La versione di Foodora dopo la protesta dei fattorini]

È attivo a Torino, Firenze, Roma, Verona e Bologna, oltre, ovviamente, a Milano, dove collabora con 151 ristoranti.

Yokoama, Foodora

Ma l’aspetto più comodo riguarda l’attivazione del servizio, perché tutti sappiamo quanto siano scoccianti i minuti di registrazione che precedono il primo ordine su (quasi) tutte le piattaforme.

Foodora non pretende registrazioni al sito: ci dà la possibilità di accedere tramite Facebook.

[Crediti | Qualescegliere.it]

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

2 Febbraio 2018

commenti (5)

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  1. Orval87 ha detto:

    Sarebbe stato carino e cortese anche accennare al perchè i prezzi di consegna sono sempre più bassi, cosa c’è dietro, a monte. Il trattamento dei lavoratori insomma.
    Cosa che mi fa evitare di ordinare qualunque pasto a casa.

    1. Msimone ha detto:

      C’è il 30% di commissione sullo scontrinato che pagano i ristoranti.
      Il che vuol dire che praticamente aumentano il fatturato ma non guadagnano nulla dalle consegne a domicilio.

    2. Daniele ha detto:

      In realtà non è proprio così Simone, è vero che si paga il 30/32% ai servizi ma è anche vero che i prezzi vengono abbondantemente ricaricati rispetto a quelli normalmente praticati al locale.

    3. Befembeker ha detto:

      @Daniele

      In realtà non è così per tutti, perlomeno su Genova.
      Per esempio ordinado su Just Eat, i locali dai quali mi servo hanno gli stessi prezzi sia ordinando direttamente sia ordinando tramite App.
      Ordinando con JE non ci sono promozioni (lattine/birre omaggio), omaggi e possibilità di pagare con i Buoni Pasto o al massimo ci sono pochi euro di consegna che con l’ordine diretto non forse si pagherebbero.
      Tutto sommato credo che una politica di questo tipo si più che accettabile.

    4. grammarnazi ha detto:

      Credi che il fattorino della pizzeria, che esiste da SEMPRE, abbia un trattamento migliore di quelli che ora chiamano “rider”?

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