Prova d’assaggio: la pasta

Con il quarto round di Prova d’assaggio (gli altri sono qui: uno, due, tre) arriva finalmente la pasta, per ragioni che non c’è bisogno di spiegare la preferita dagli italiani. Comprata perlopiù al Super — perfino io, perfino io — perché non si vive di sola pasta artigianale o fatta in casa, è rintracciabile in qualsivoglia scaffale dalle Alpi a Capo Passero, soprattutto nei marchi sottoposti a test. In passato, Dissapore aveva affrontato l’argomento confrontando le penne rigate, la mia attenzione si è focalizzata invece sui rigatoni.

Obiettivo di questa Prova d’assaggio, al pari delle altre, è arrivare al rigatone migliore dal punto di vista organolettico, il sapore più buono tanto per parlar chiaro.

I CONTENDENTI

Nota: Diversamente dai test precedenti, le mie papille gustative erano istruite, nel senso che si erano già saziate dei marchi messi a confronto. Anche se, piccolo inciso personale, la mia Pasta di Riferimento non è tra queste, e non rientra nella categoria paste da Super.

I CRITERI

  • Aspetto visivo
  • Consistenza
  • Collosità
  • Verifica cottura
  • Omogeneità cottura
  • Tenuta cottura
  • Sapore
  • Capacità di assorbimento

Il test si è svolto “alla cieca”, ho assaggiato la pasta sia senza condimento che condita con una salsa di pomodoro e basilico. Ricordo che non sono una tecnologa alimentare, e che il verdetto del test è oggettivo con deviazioni personal-affettive.

# 5 Rigatoni n. 89 Barilla.

Dicitura sul fronte: il classico slogan “Dove c’è Barilla c’è casa”.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro, acqua.
Per Barilla G. e R. Fratelli SpA – Via Mantova 166, Parma – Italy.
Prodotto nello stabilimento di Marcianise (Ce), Italia.
Indicati valori nutrizionali e una ricetta.
Cottura: 11 min.

— Giudizio: il rigatone più abbronzato della combriccola, appetitoso nonostante alcuni difetti.
— Packaging: spigoloso ma elegante.
— Aspetto visivo: il più liscio e scuro.
— Consistenza: non molto soda, un po’ elastica.
— Collosità: si fa sentire senza essere eccessiva.
— Verifica cottura: nei tempi previsti, senza essere né troppo al dente né scotto.
— Omogeneità cottura: equilibrata.
— Tenuta cottura: il più peccaminoso, dopo pochi minuti tende a cedere.
— Sapore: discreto, ma resta la sensazione che manchi qualcosa.
— Capacità di assorbimento: bassa rispetto alle altre paste.
— Prezzo: € 1,58/al kg, quindi € 0,79.

In breve: buono, senza troppe pretese.
Voto 5,5

# 4 Rigatoni Romani n. 124 Voiello.

Dicitura sul fronte: trafilati al bronzo.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro, acqua.
Per Voiello, sede in Parma, Via Mantova 166.
Prodotto nello stabilimento di Marcianise, Via S.S. 87 Km 20 + 500, Caserta, Italy.
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 13 min.

— Giudizio: linea en travesti della Barilla, un buon rigatone dal quale mi aspettavo qualcosa di più.
— Packaging: classico sacchetto di plastica con richiami partenopei.
— Aspetto visivo: brillante e piacevolmente ruvido.
— Consistenza: buona ed elastica al punto giusto.
— Collosità: leggera.
— Verifica cottura: serviva un minuto in più appena, la pasta sembra ancora cruda.
— Omogeneità cottura: nella media, a volte alcune parti del rigatone sembrano poco cotte.
— Tenuta cottura: non si scompone, sembra salda.
— Sapore: buoni, preferibile al precedente.
— Capacità di assorbimento: sembra legare bene con il pomodoro.
— Prezzo: € 2,16/al kg, quindi € 1,08.

In breve: Niente male, ma credevo meglio.
Voto 6

# 3 Rigatoni n. 19 Delverde.

Dicitura sul fronte: acqua pura di sorgente, trafilatura al bronzo, essiccazione lenta.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro, acqua.
Prodotto da Delverde Industrie Alimentari S.p.A. Zona Ind. – 66015 Fara San Martino, Abruzzo – Italia.
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 11 min.

— Giudizio: il rigatone curvato abruzzese sorprende, pochi vizi tanta raffinezza.
— Packaging: stile sobrio e opaco, equipaggiato con tanto di linguetta adesiva.
— Aspetto visivo: brillante e ruvido, curve mozzafiato ma di classe.
— Consistenza: soda e sinuosa, non cede facilmente alle pressioni e si riprende subito.
— Collosità: inferiore alle precedenti.
— Verifica cottura: appropriata, al dente.
— Omogeneità cottura: equilibrata.
— Tenuta cottura: dopo qualche minuto sembra arrendersi, e si perde.
— Sapore: gradevole.
— Capacità di assorbimento: buona.
— Prezzo: € 2,36/al kg, quindi € 1,18.

In breve: Proprio soddisfacente, peccato la tenuta della cottura
Voto 6,5

# 2 Rigatoni n. 24 De Cecco.

Dicitura sul fronte: trafilatura ruvida al bronzo, essiccazione lenta a bassa temperatura.

Confezione da 500 g
Al posto degli ingredienti c’è la dicitura: “pasta di semola di grano duro”.
Prodotto da F.lli De Cecco di Filippo Fara S. Martino S.p.A., nello stabilimento in zona industriale Fara San Martino (Ch), Italia.
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 14 min.

— Giudizio: lo storico pastificio abruzzese presenta un rigatone equilibrato e giudizioso che non delude le aspettative.
— Packaging: classico, di plastica, dalla grafica rustica.
— Aspetto visivo: è il più lungo del gruppo, ruvido al tatto e dal colore brillante.
— Consistenza: di spessore pur conservano buona elasticità.
— Collosità: minima.
— Verifica cottura: giusti i 14 minuti di cottura, risulta perfettamente al dente.
— Omogeneità cottura: bilanciata, non si notano alterazioni.
— Tenuta cottura: buona, non fa una piega.
— Sapore: simile al rigatone Delverde, anche se più appetitoso.
— Capacità di assorbimento: è la pasta che lega meglio con il condimento.
— Prezzo: € 2,38/al kg, quindi € 1,19.

In breve: Si conferma all’altezza della fama.
Voto 7

# 1 Rigatoni n. 35 Garofalo

Dicitura sul fronte: la pasta di Gragnano.

Confezione da 500 g.
Ingredienti: semola di grano duro.
Pastificio Lucio Garofalo S.P.A., Via dei Pastai 42 – 80054 Gragnano (Na).
Indicati i valori nutrizionali.
Cottura: 14 min.

— Giudizio: la “pasta della smorfia” ha una marcia in più, conquista soprattutto il sapore: amabile e delicato.
— Packaging: minimalista e trasparente, dà rilievo e visibilità al prodotto. Provvisto di linguetta adesiva.
— Aspetto visivo: è il rigatone più basso (corto), ma recupera con la cottura. Brillante e ruvido quanto basta.
— Consistenza: perfetta.
— Collosità: minima.
— Verifica cottura: giusta, i 14 minuti previsti sono rispettati e la pasta è al dente.
— Omogeneità cottura: molto equilibrata.
— Tenuta cottura: perfetta, sicuramente la migliore del test.
— Sapore: decisamente il più buono.
— Capacità di assorbimento: lega abbastanza bene.
— Prezzo: € 2,30/al kg, quindi € 1,15

In breve: meglio di un terno secco.
Voto 8.

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO.

La pasta che si compra al Super, almeno nel formato confrontato in questa Prova d’assaggio, vale a dire i rigatoni, è in genere buona, anche se le differenze tra marchi esistono eccome. In particolare, la pasta Garofalo è ottima anche se condita con un filo di olio extra vergine di oliva, insomma, per spiccare non ha bisogno di condimenti mostrificatori come certi fotografi di moda.

E voi di che pasta siete?

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Carmelita Cianci]

Carmelita Cianci

11 luglio 2011

commenti (64)

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  1. non ho mai assaggiato del verde.
    per il resto concordo assolutamente con la classifica, garofalo ha una marcia in più.

  2. Concordo con la classifica.
    Al 2° o 3° posto metterei anche la Rummo.
    E forse ad ex-aequo con la Garofalo piazzerei la Molisana.

    Over the top invece la pasta delle mie terre del pastificio Benedetto Cavalieri

    1. Dio benedica il pastificio Benedetto Cavalieri… è motivo di grande orgoglio e godimento avere un pastificio così, vicino casa vero?

      cmq anche io concordo pienamente con la classifica… mi ha sorpreso del verde, l’avevo sempre evitata e mai avrei pensato fosse meglio della voiello, sinceramente trovo il confezionamento veramente brutto e anonimo che a questo punto non rende giustizia all’effettiva qualità della pasta.

    2. Se posso aggiungere, ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente in un incontro da noi fatto dai Master of Food di Slow Food ed e’ una persona splendida e competente.

    3. Amen! o maledizione. Dopo avere mangiato gli spaghettoni, le ruote pazze e le farfalle non si riesce a mangiare altro 🙂

    4. Sulla Molisana ricordo una prova su strada di Altroconsumo di qualche anno fa. Ricordo ancora (con orrore) il giudizio igienico. Immagino (spero) che nel frattempo le cose siano cambiate

    5. Ma a proposito di cavalieri, possibile non ci sia un sito internet in cui comprarne chili su chili pagandola nell’intorno di 2,50€ al pacco?!

  3. Non entro nel merito della classifica (:-)) ma posso dire che la scelta dei marchi di confronto e’ la stessa che seguiamo in Garofalo per i nostri test: Barilla come riferimento di fascia media, Voiello, Del Verde e De Cecco, che sono quelle che riteniamo le marche con la migliore qualita’ COSTANTE. Per tutte quelle che si ama definire “artigianali” lascio scatenare chi e’ piu’ esperto di me.

    1. Buongiorno, mi piacerebbe, qualora fosse possibile, conoscere la provenienza del grano da voi utilizzato.
      Grazie anticipatamente.

    2. La prendo larga non per evitare la risposta ma per spiegarla. La pasta e’ fatta di semola di grano duro e basta. l’acqua e’ un componente di produzione e non un ingrediente. Questo per far capire quanto la miscela di grani utilizzata possa essere importante per un pastificio, oltretutto e’ una scelta che, al 99% dei casi fa direttamente il titolare con la sua esperienza pastaia. La grandezza dei pastai, quelli di Gragnano in particolare, e’ stata proprio questa maestria nel selezionare le migliori semole esistenti in tutto il mondo.
      La provenienza del grano non e’ unica e costante, perche’ la qualita’ di un grano all’interno dello stesso territorio non e’ unica e costante. La ricerca di tipologie nuove in questo senso e’ costante ed aperta ad ogni territorio, per arrivare alla miscela che soddisfa i parametri COSTANTI (ripeto ancora questa parola) che abbiamo scelto per la nostra pasta.
      Spero di essere stato chiaro e non evasivo

    3. mi scusi, come fate a non considerare l’acqua come “ingrediente” quando la pasta è fatta di solo due… componenti?
      non analizzate la qualità dell’acqua che utilizzate?
      grazie

    4. L’acqua e’ un componente di produzione, che ovviamente viene analizzato e controllato ed influisce nel risultato finale, ma non e’ un ingrediente, tanto e vero che per la normativa vigente non va inserito in etichetta tra gli ingredienti.

    5. trovami un cibo che non contiene acqua……..a parte gli essicati e i liofilizzati….

  4. Concordo sul fatto che la Garofalo sia la migliore! Non le ho provate tutte insieme per fare una prova d’assaggio, però mi è capitato di preparare una pasta al sugo utilizzando la Barilla e dopo una settimana scongelare il sugo avanzato e utilizzare una Garofalo e mi è stato detto che era migliore della settimana precedente… 1 + 1 🙂

  5. Sono d’accordissimo con la classifica… La Garofalo è una pasta eccellente e si adatta a qualsiasi condimento esaltandolo.
    Grazie per l’articolo.

  6. Garofalo è la mia pasta di riferimneto, poi de cecco e delverde. Sulle linguine comunque solo de cecco

    1. Ritengo le linguiine Dal Verde le migliori in assoluto. Perccato che al Nord scarseggino i formati di questo prestigioso marchio (Es. bucatini, mezzi titi, ziti ecc.). Eccezionali anche la Garofalo, La Molisana e da ultimo la prelibata Granoro.

  7. Anch’io metto al primo posto…ed in tavola, Garofalo.
    La ragione è semplice ed esclude prove tecniche di qualsivoglia natura, quando cambio, magari perchè non la trovo, i miei figli mi dicono tout court “mami era molto meglio l’altra!”.
    Non so se questo sia un criterio interessante sotto il profilo qualitativo, ma esprime certamente le preferenze del nostro palato …il che è più che sufficiente per confermare una scelta!!

  8. Sulla pasta confesso di essere un vero talebano della c.d. artigianale e quindi mi capita rarissimamente di mangiare i marchi qui provati.

    Comunque tra questi metterei in cima senza dubbio anch’io Garofalo.

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