di Massimo Bernardi 7 Settembre 2011

E’ per questo che apoco apoco, inconsapevolmente, sono diventato un cliente particolare del pizzaiolo romano, mutuando il linguaggio dello show business o dello sport potrei definirmi un fan o tifoso. Nel mio apparato gustativo il marchio aziendale Bonci è posizionato come sinonimo di eccellenza del suo settore industriale: la pizza (btw, il pane anche).

A incentivare questa dinamica, oltre a stuoli di acquirenti più normali che si “fumano” la dose giornaliera di pizza alla ‘nduja — per dirne una — sono giornalisti e blogger di ogni estremità del sistema solare, una quantità crescente di testimonial (in)volontari definibili il seme della politica di marca di Gabriele Bonci.

Gli ultimi della serie, una volta tanto, sono i britannici del Guardian. Ultimi della serie a definire Bonci il “Michelangelo della pizza”. Ultimi della serie ad aggettivare come “poetiche” le sue riflessioni sull’impasto. Ultimi della serie a partecipare a un corso (è possibile iscriversi qui) ricavandone un video. I nostri, in caso interessino, li trovate qui (uno e due).

L’altro giorno, condividendo su Facebook la Costruzione di una mappa dei corsi di degustazione, idrosommelier compreso, mi sono chiesto una cosa. Parlando di corsi del gastrocosmo, dove sta il vero erotismo della questione? Volevo dire: a quale attribuirei il più elevato tasso di life-changing experienxe (insomma: quale vi ha in qualche modo cambiato la vita?)

E’ il momento rivelatore: io dico i corsi di Bonci, voi dite…?

[Crediti | Link: Guardian, Tricoloremonti, Dissapore. Immagine: Lorenza Fumelli. Video: Guardian]

commenti (10)

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  1. Avatar esperio ha detto:

    Indubbiamente Bonci e’ bravo in quello che fa’. Ma e’ anche un gran furbacchione coreografico. Mi sembra un po’ eccessivo il dargli la paternita, per la rinascita della pizza. Se andate dietro agl’inglesi e americani per fatti di cucina, stiamo freschi.

    1. Avatar medo ha detto:

      Furbacchione coreografico?!! Ma che vuol dire??? E poi la pizza e la pizzetteria sono rispettivamente un oggetto ed un oggetto scenografici per eccellenza. Che cavolo di discorso sarebbe? Mah… Cosa non si trova a leggere, scritto da criticoni professionisti. Non critici, criticoni.

    2. Avatar esperio ha detto:

      Oh, se avessi saputo che te la saresti presa tanto non avrei detto nulla. Il mio “Furbacchione” intende dire che quello che fa’ e’ ben risaputo, il Bravo Bonci applica tecniche gia’ usate da tempi immenori. In gamba. Per quando riguarda il “Coreografico”, e’ evidente il movimento rapido e sicuro delle falanci bonciane: Girano e rigirano il magico impasto, comprimono, dilatano, imprimono depressioni qua e la’nei punti giusti, per il profano: A casaccio. Come vedi il mio commento non era poi cosi’ maligno. L’unica critica potrebbe scaturire dal fatto che il nostro valente campione ha impiegato un intero otre per una singola pizzetta. Utile per le maniglie dell’amore, dirai tu. Con simpatia

    3. Avatar esperio ha detto:

      Otre d’olio naturalmente

    4. Avatar Mauro ha detto:

      Non capisco perchè continuiamo a giudicare Inglesi e Americani come degli idioti…sono in assoluto le persone più attente alla nostra Cucina e ai nostri Vini e sono quelli che al Ristorante spendono di più….mah…vecchi pregiudizi duri a morire….

    1. E come Bernardi ha acutamente evidenziato in questo caso sono “gli ultimi della serie” e potrebbero almeno documentarsi meglio su quanto è stato già detto. Si puo’ scrivere “A recent review in US Vogue” quando la definizione di Michelangelo della Pizza data da Vogue risale al 2008??? 😎

  2. Avatar Luca ha detto:

    Scusate ma ho letto bene 40 euro al chilo ??
    Siamo alle solite.

  3. Avatar GLAUCO ha detto:

    Salve gente.. non sono un vero estimatore della pizza…pero’ devo ammettere che il Sig Bonci quando prepara e spiega le sue pizze, mi fa’ venire una gra voglia di pizza, questo per me e’ un segnale ben preciso,la sua esperinza e professionalita’ fanno in modo che anche il piu’ scettico a riguardo, s’innamori, come lui ama ogni singolo ingrediente che mette nelle sue buonissime pizze.