Superfood che porterei nello spazio se fossi Samantha Cristoforetti

In Space Oddity, brano immortale di David Bowie, l’astronauta Major Tom si nutriva di pillole di proteine. Oggi Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio, ha a disposizione una sua personale dispensa di cibi, o superfood, scelti personalmente, e una cambusa in cui cucinarli. Dalla finzione canora alla realtà, l’alimentazione dei viaggiatori spaziali pare […]

Il cibo di Samantha Cristoforetti nello spazio

In Space Oddity, brano immortale di David Bowie, l’astronauta Major Tom si nutriva di pillole di proteine. Oggi Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio, ha a disposizione una sua personale dispensa di cibi, o superfood, scelti personalmente, e una cambusa in cui cucinarli.

Dalla finzione canora alla realtà, l’alimentazione dei viaggiatori spaziali pare in continua evoluzione.

E se Luca Parmitano, lo scorso hanno, aveva potuto contare sulle schiscette termostabilizzate, liofilizzate e confezionate dallo chef Davide Scabin, oggi @AstroSamantha, da vera donna di navicella, fra un esperimento e l’altro spignatterà per sé e per i compagni, un russo e un americano.

Partendo da ingredienti veri seppure, immaginiamo, non freschissimi ma anch’essi disidratati e termostabili (non vanno in frigo e hanno una shelf life di 2-3 anni). Tra cui riso integrale, quinoa, pollo, legumi, funghi, pesce azzurro, confetture di frutta e caffè, quest’ultimo gentilmente offerto da Lavazza che ha messo a punto ISSpresso (da ISS, l’acronimo della stazione spaziale internazionale), macchina a capsule per fare l’espresso in assenza di gravità.

Se vi sembra riduttivo che Samantha sia relegata al ruolo di cuoca, addetta al “cooking for orbit”, sappiate che la flight engineer italiana sperimenterà un articolato programma su nutrizione e salute nello spazio e sulla, più umile, Terra. Quindi la sua sarà una cucina seriamente al servizio della scienza.

Niente a che vedere, insomma, con la cialtroneria che la notizia ha scatenato nella sottoscritta. Ora qui a chiedervi: voi cosa portereste nello spazio? Cereali, carni bianche e cibi salutari come Samantha oppure…?

Personalmente, dovessi stare sei mesi letteralmente fuori dal mondo, io sarei per quel “oppure”. E selezionerei almeno 4 comfort food da infilare nel mio bagaglio.

Mortadella con pistacchi

1. Salame di Felino e mortadella coi pistacchi.
Sembra che in orbita sia vietato il vino. Per una missione spaziale potrei anche farne senza, ma non vorrei mai rinunciare alla mia coccola serale che prevede un buon calice con una fetta, a giorni alterni, di salame o mortadella, profumati e fragranti, perfetti per staccare dopo una giornata di lavoro e rimettermi in pace con il mondo.

Quelli di Argotec, l’azienda aerospaziale che ha realizzato le derrate, per fortuna al salame ci hanno pensato. Così, potrei partire tranquilla. E voi? Qual è, se lo avete, il vostro rito di fine giornata al quale non rinuncereste mai, neanche a centinaia di chilometri (di altezza) da casa?

carbonara

2. Spaghetti e tortiglioni.
Immagino che le scorte su una navicella spaziale debbano essere razionalizzate, un po’ come si fa quando si va in vacanza in barca a vela o in campeggio. Quindi, uno o al massimo due formati di pasta, per evitare gli avanzi. Tanto poi ci si può sbizzarrire con i condimenti. La mia scelta cadrebbe su un buon maccherone e sul classico spago.

Con i tortiglioni, uova in polvere e pancetta disidratata potrebbero dar vita a una versione Terzo Millennio della carbonara degli albori, quella che si dice sia nata dalle razioni dei militari alleati nella Roma liberata. Pomodoro in polvere invece delle uova e voilà l’amatriciana. E così via.

Con gli spaghetti, immagino un sughetto di vongole o gamberi, confidando che i piccoli molluschi e crostacei, così come aglio e prezzemolo, possano resistere abbastanza bene alla liofilizzazione e alla successiva reidratazione. O almeno, spero. Altrimenti, ditemi: quali pastasciutte e condimenti vi sentireste di portare oltre l’atmosfera terrestre?

bistecca

3. Una bella bistecca alla griglia.
Figlia degli anni Settanta, vivo nell’equivoco che la carne rossa sia il meglio che c’è. Sì, lo so, il colesterolo, le arterie eccetera. Ma se proprio devo stare lontana da casa, volete darmi una bella fiorentina invece che una fettina striminzita di petto di pollo? Magari, per una grigliata della domenica, il barbecue sistemato fuori dal portellone così non fa fumo?

Tanto, mica ci sono vicini che protestano per gli odori.

Devo ancora capire bene la logistica, ma se gli scienziati sono riusciti a costruire una casa fluttuante a 400 chilometri di altezza, sarà così difficile accendere un po’ di carbonella? Confido nei loro sforzi e vi chiedo: cosa mettereste sulla vostra graticola spaziale?

cioccolato, spatola

4. Cioccolato, sempre e ovunque.
Sulla Terra, ne stiamo mangiando troppo. Mentre siccità e malattie delle piante hanno ridotto drasticamente la produzione di cacao. Tanto che si profila una crisi del cioccolato. Ma lassù in orbita saremmo al massimo in tre o quattro. Volete negarci la nostra piccola scorta per uso personale di tavolette, barrette, cioccolatini e praline?

Che poi, il cioccolato mette di buonumore e, forse, aiuta la memoria: sono sicura che i responsabili dei progetti spaziali non vorrebbero un team di astronauti depressi e con la testa fra le nuvole (e scusate il gioco di parole).

E certo molti di voi si troveranno d’accordo con la mia scelta, perché il cioccolato piace a tutti. Quei pochi che non lo apprezzano, che dolci peccati di gola commetterebbero lassù?

Forza, liberate la fantasia, immaginatevi a svolazzare nel cielo stellato e raccontate il menu perfetto per godervi al meglio le migliori serate della vostra vita.

[Crediti | Link: Repubblica, Scatti di Gusto, Wired]

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