di Riccardo Campaci 9 Febbraio 2015
Carlo Cracco, c'è posta per te, amatriciana

Passino le lacune attoriali esibite nel triste Hell’s Kitchen edizione italiana; passi la duplice devozione a San Carlo e alla patatina (fritta); passi anche l’atteggiarsi a Dio dell’olimpo gastronomico, almeno secondo Ilaria Bellantoni (do you remember?); passi qualunque cosa, ma a tutto c’è un limite e Carlo Cracco l’ha superato giusto lo scorso sabato.

Cosa ha fatto? Ha osato deturpare, anzi, molestare, ma che dico molestare, violentare la ricetta dell’amatriciana aggiungendo un corpo estraneo, l’aglio in camicia, agli altri ingredienti che qualunque romano, anzi, qualunque Amatriciano, conosce a menadito, ovvero guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino.

Oltre al danno, anche la beffa: non si è limitato a esibire tale violenza nell’ombra della sua cameretta, o in un bunker antiatomico, comunicandolo con un filo di voce e uno scroscio di vergogna; no, lui voleva fare le cose in grande e ha deciso di uscirsene con questa trovata durante l’ospitata a C’è Posta Per Te, che ha fatto tra l’altro un boom di ascolti. Infame.

Carlo Cracco a Ce posta per te

Sì, è vero, lui ha chiarito che si tratta del “suo segreto”; come ogni grande chef degno di tale nome e attributo, Mister San Carlo ha voluto metterci del suo, provando a lanciare un’originale Amatriciana alla Cracco ma… “non ci sono ‘ma’! l’aglio in camicia nell’Amatriciana non si può sentire” hanno pensato migliaia di spettatori.

“Le parole sono importanti” avrebbe urlato Nanni Moretti: con l’aglio, in camicia o in ciabatte, non è Amatriciana. Chiamatela “Craccatriciana”, ma non Amatriciana.

Come allergici alla pianta bulbosa – o semplicemente allergici alle stro****e – i cittadini di Amatrice si sono sentiti toccati sul vivo ed hanno iniziato a manifestare gli stessi sintomi di un  vampiro davanti ad una bagna cauda piemontese, provando dolore e soprattutto malessere psico-fisico.

“Questa non la può passare liscia, l’aglio no” hanno pensato il Primo cittadino e gli assessori di Amatrice, emettendo immediatamente un comunicato ufficiale dove rivendicano gli ingredienti originali, rigorosamente protetti da Denominazione di Origine Comunale:

gli unici ingredienti che compongono la vera amatriciana sono guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino“.

Carlo Cracco a C'è posta per te

A rafforzare ancor di più l’autenticità della ricetta, rammentano l’istituzione del marchio De.Co., che proprio qualche settimana fa ha visto fiorire i primi prodotti a denominazione comunale, tra i quali il guanciale Amatriciano ed il pecorino Amatriciano – dicono nella nota, proseguendo con una stoccata non da poco –

Siamo sicuri che da parte del celebre chef sia stato un ‘lapsus’, vista la sua storia professionale e anche la sua capacità di stare al gioco, pubblicizzando una nota marca di patatine“.

Oh, quell’aglio in camicia ad Amatrice non l’hanno proprio mandato giù, soprattutto se in questo caso l’ortodossia amatriciana è stata messa in discussione non dal primo che passa ma da Carlo Cracco, mica un Simone Rugiati qualunque. Si corre subito ai ripari per rafforzare la tradizione in nome della tradizione stessa, e alla fine… ci mancherebbe altro!

Carlo Cracco Ce posta per te

Come evidenziato in alto, proprio in questa pagina che state leggendo, niente è sacro tranne il cibo; e l’Amatriciana è molto sacra… cioè, insomma, aglio in camicia nell’amatriciana? e poi? quale sarà il prossimo passo? Fare il panettone con l’olio EVO invece del burro?

Ah… l’hanno già fatto? sì ma non sarà certo un buon prodotto… l’avranno fatto i cinesi… no? una pasticceria italiana? ed è buono?! Ah…ok… sì dai… passatemi un attimo quello spicchio d’aglio, no… così… tanto per provare…

[Crediti | Dissapore, Comune di Amatrice, Il Messaggero. Immagini: TVBlog]