Carlo Cracco: chi tocca l’Amatriciana, mettendoci l’aglio in camicia, muore

Passino le lacune attoriali esibite nel triste Hell’s Kitchen edizione italiana; passi la duplice devozione a San Carlo e alla patatina (fritta); passi anche l’atteggiarsi a Dio dell’olimpo gastronomico, almeno secondo Ilaria Bellantoni (do you remember?); passi qualunque cosa, ma a tutto c’è un limite e Carlo Cracco l’ha superato giusto lo scorso sabato.

Cosa ha fatto? Ha osato deturpare, anzi, molestare, ma che dico molestare, violentare la ricetta dell’amatriciana aggiungendo un corpo estraneo, l’aglio in camicia, agli altri ingredienti che qualunque romano, anzi, qualunque Amatriciano, conosce a menadito, ovvero guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino.

Oltre al danno, anche la beffa: non si è limitato a esibire tale violenza nell’ombra della sua cameretta, o in un bunker antiatomico, comunicandolo con un filo di voce e uno scroscio di vergogna; no, lui voleva fare le cose in grande e ha deciso di uscirsene con questa trovata durante l’ospitata a C’è Posta Per Te, che ha fatto tra l’altro un boom di ascolti. Infame.

Carlo Cracco a Ce posta per te

Sì, è vero, lui ha chiarito che si tratta del “suo segreto”; come ogni grande chef degno di tale nome e attributo, Mister San Carlo ha voluto metterci del suo, provando a lanciare un’originale Amatriciana alla Cracco ma… “non ci sono ‘ma’! l’aglio in camicia nell’Amatriciana non si può sentire” hanno pensato migliaia di spettatori.

“Le parole sono importanti” avrebbe urlato Nanni Moretti: con l’aglio, in camicia o in ciabatte, non è Amatriciana. Chiamatela “Craccatriciana”, ma non Amatriciana.

Come allergici alla pianta bulbosa – o semplicemente allergici alle stro****e – i cittadini di Amatrice si sono sentiti toccati sul vivo ed hanno iniziato a manifestare gli stessi sintomi di un  vampiro davanti ad una bagna cauda piemontese, provando dolore e soprattutto malessere psico-fisico.

“Questa non la può passare liscia, l’aglio no” hanno pensato il Primo cittadino e gli assessori di Amatrice, emettendo immediatamente un comunicato ufficiale dove rivendicano gli ingredienti originali, rigorosamente protetti da Denominazione di Origine Comunale:

gli unici ingredienti che compongono la vera amatriciana sono guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino“.

Carlo Cracco a C'è posta per te

A rafforzare ancor di più l’autenticità della ricetta, rammentano l’istituzione del marchio De.Co., che proprio qualche settimana fa ha visto fiorire i primi prodotti a denominazione comunale, tra i quali il guanciale Amatriciano ed il pecorino Amatriciano – dicono nella nota, proseguendo con una stoccata non da poco –

Siamo sicuri che da parte del celebre chef sia stato un ‘lapsus’, vista la sua storia professionale e anche la sua capacità di stare al gioco, pubblicizzando una nota marca di patatine“.

Oh, quell’aglio in camicia ad Amatrice non l’hanno proprio mandato giù, soprattutto se in questo caso l’ortodossia amatriciana è stata messa in discussione non dal primo che passa ma da Carlo Cracco, mica un Simone Rugiati qualunque. Si corre subito ai ripari per rafforzare la tradizione in nome della tradizione stessa, e alla fine… ci mancherebbe altro!

Carlo Cracco Ce posta per te

Come evidenziato in alto, proprio in questa pagina che state leggendo, niente è sacro tranne il cibo; e l’Amatriciana è molto sacra… cioè, insomma, aglio in camicia nell’amatriciana? e poi? quale sarà il prossimo passo? Fare il panettone con l’olio EVO invece del burro?

Ah… l’hanno già fatto? sì ma non sarà certo un buon prodotto… l’avranno fatto i cinesi… no? una pasticceria italiana? ed è buono?! Ah…ok… sì dai… passatemi un attimo quello spicchio d’aglio, no… così… tanto per provare…

[Crediti | Dissapore, Comune di Amatrice, Il Messaggero. Immagini: TVBlog]

Avatar Riccardo Campaci

9 Febbraio 2015

commenti (50)

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  1. Avatar Elvira ha detto:

    Ma i cittadini di Amatrice non hanno altro per cui scandalizzarsi? C’era addirittura bisogno di un comunicato?
    Mah! E boh!

  2. Avatar Maddalena ha detto:

    Ringrazio il fatto di non avere da anni, per scelta, la televisione…

  3. Avatar Vulkanino ha detto:

    Nemmeno io ho la televisione e non so chi sia Cracco. L’aglio è un ingrediente che sa essere discreto, lo togli e nessuno se ne accorge. Il vero coraggio sarebbe usare lo scalogno e scatenare la rivoluzione amatriciana.

    1. Avatar Giovanni ha detto:

      Io lo scalogno nell’amatriciana lo metto da anni, ma solo perché fa “figo”…

    2. Tutti che non hanno la televisione. Ma che idiozia! E come fate a vedervi un bel film? Su un portatile 13 pollici? Che tristezza…

    3. Avatar Sandri_Bani ha detto:

      no, al cinema.
      perchè trasmettono bei film in televisione? da quando?

  4. Avatar claudio ha detto:

    Ok
    manca la carbonara e la panna gratis sul gelato, ce la faremo per questa settimana?

  5. Avatar mafi ha detto:

    Io invece ho la tv e so che Cracco mi piace assai, che metta l’aglio non m’interessa ^_^

  6. Avatar Msimone ha detto:

    Mah quella autarchica si fa senza peperoncino e senza vino bianco come in realtà dovrebbe essere

  7. Avatar Giocondo ha detto:

    se posto agli amatriciani la pasta che ho mangiato in austria, che loro chiamavano amatriciana, gli prende un infarto.
    Prosciutto cotto, panna, pancetta, una sorta di pomodoro, aglio, burro e cipolla.

    poi c’è anche la pasta (oltraggiosa) cucinata da un’americana che conosco.
    spaghetti (megascotti)con chetchup, mostarda, senape, panna acida, pezzi di una specie di prosciutto, pesce di dubbia provenienza, aglio, cipolla, una specie di cicoria, fagiolini, piselli verdi, pezzi di carne non identificata, forse manzo, pistacchi, una crema di zucca e una specie di marmellata di lamponi che sapeva solo di zucchero, grani giganteschi di sale da cucina grosso.
    Una ciofeca!!
    ah dimenticavo: una specie di formaggio olandese ultrafuso e che puzzava di ascelle.

    1. Avatar mr ha detto:

      Se loro fanno quell’intruglio e lo chiamano pasta, noi possiamo chiamare il ketchup come ci pare e piace…

    2. Avatar Maddalena ha detto:

      Allora perché lo scrivi correttamente?

    3. Avatar Dissidente ha detto:

      Permettimi, ma il campanilismo qui c’entra poco. Hai trovato qualcuno che non sapeva cucinare, ma non perché fosse in Austria o in America. Negli USA il fatto che ci azzardiamo a chiamare barbecue la nostra grigliata estiva è motivo di ilarità generale.

    4. Avatar Graziano ha detto:

      Magari sbaglio, ma guardando trasmissioni tipo Hell’s Kitchen ho avuto l’impressione che da loro “mi piace stare in cucina” equivalga automaticamente a “sono uno chef, posso farlo di mestiere”…

    5. Avatar Giocondo ha detto:

      se vuoi ti faccio un elenco dei luoghi negli Usa dove ho mangiato male. e non si tratta di luoghi comuni (praticamente in 9 ristoranti italiani su 10 ho mangiato da schifo). erano tutti ristoranti che di italiano avevano solo il nome e gestiti da stranieri o da figli di figli di figli di immigrati. Riguardo al cibo ho constatato di persona che sia il cibo simil italiano che quello locale fa schifo. Gli americani utilizzano almeno 10 ingredienti alla “cazzum di cane”; i dolci sono carichi di cannella e di zucchero. l’unica cosa che si può salvare sono gli hamburger che di solito sono cucinati bene. il resto è un disastro.
      ah una cosa: se andate in america in ristorante, in inverno, copritevi bene perché qui usano accendere il condizionatore sparato al massimo pure a gennaio!

    6. Avatar Maddalena ha detto:

      E perché mai voler mangiare cucina italiana all’estero?

    7. Avatar Etranger ha detto:

      Nemmeno Von Masoch si sottoponeva a simili penitenze.

    8. Avatar Paolo Parma ha detto:

      Se vuole, le faccio un elenco di locali negli Stati Uniti dove ho mangiato divinamente, sia carne, che pesce. Tra l’altro sono incappato pure in una pizza cotta nel forno a legna semplicemente divina….
      Penso che andare all’estero e pretendere di mangiare italiano, sia come credere che mangiando cinese in Italia, si assaporino i sapori della vera cucina imperiale….

    9. Avatar Freddo_uguale_cultura ha detto:

      …e fanno bene. A cagare i caldofili-tamarri del Kaiser.

    10. Mah! Io sono stata un bel po’ di volte negli USA, e in un sacco di posti diversi, dall’Alabama al Minnesota, dal Massachusetts alla California, e ovunque ho trovato posti dove si mangiava benissimo. Forse perché mi tengo lontana dai ristoranti “italiani”? L’ultima cena a Los Angeles: rib eye cooked rare con cavoletti di Bruxelles e baby carotine saltati croccanti, mashed potatoes e salsa al vino rosso… meravigliosa. Poi, a differenza che da noi, ci sono una miriade di ristoranti che propongono culture gastronomiche diverse, anche di grande livello, ma riesci pure a mangiare cose eccellenti a prezzi contenuti. La prossima volta evita gli spaghetti Alfredo e prova un ceviche!

  8. Avatar HingadiSvezia ha detto:

    Aglio in camicia? Elegantissimo, come Richard Gere in American Gigolo’. Aglio con tutta la buccia effettivamente è troppo volgare.

  9. Avatar federicae ha detto:

    comunque se vi ricordate in una delle ultime puntate di masterchef italia prima edizione, in uno scontro tra Spyros e Ilenia,tra gli ingredienti a loro forniti per fare l’amatriciana mi sembra ci fosse la cipolla

  10. Avatar Nome ha detto:

    Ma l’ aglio in camicia, che lo metti a fare? Capirei tritato e fatto rosolare, ma l’ aglio in camicia si potrebbe al limite considerare per un delicato sugo di frutti di mare in bianco, ma se ci metti guanciale e pomodoro è del tutto pleonastico.