Gambero Rosso Milano 2014: voti, forchette, premi e quella gelateria che nessuno sembra conoscere

Pochi i brividi per chi scorre la guida ai ristoranti di Milano 2014 appena presentata dal Gambero Rosso.

Tre forchette agli stessi ristoranti dell’anno scorso con il ristorante di Ilario Vinciguerra, il Villa Crespi di Antonino “Bruto” Cannavacciuolo, da Vittorio della famiglia Cerea e Dal Pescatore della famiglia Santini. Nessun balzo felino che fa tanto polemica.

Solo Luigi Taglienti ottiene la migliore accelerazione con un rotondo 88 e Due Forchette che portano il Trussardi alla Scala a un passo dalla vetta. Affianca, in pratica, Carlo Cracco che resta al palo confermando che la notorietà (televisiva) almeno per il Gambero Rosso non porta sul podio – chissà con la terza serie.

Sempre nell’area due forchette atterrano Fulvio Siccardi del ristorante Da Noi In dell’Hotel Magna Pars Suites, e Stefano Masanti con il suo Masanti’s Restaurant del Seven Park Hotel a Colico nel Lecchese.

Milano vanta una sola osteria Tre Gamberi, l’Osteria del Treno, confermata dall’anno scorso e sede per la presentazione della guida. Tre Bicchieri ancora e solo al Donizetti di Bergamo e Tre Mappamondi per l’etnico Iyo, l’unico top nazionale. Un déjà-vu.

Nella battaglia a distanza tra Roma e Milano, la quantità degli indirizzi premia la capitale (1418 vs 1330) e soprattutto premia Roma città (dentro il raccordo anulare) mentre Milano può mettere in campo le tre forchette solo ben oltre le tangenziali. Ma anche questo è un déjà-vu.

pisacco-trussardi-guida-milano-2014

Non che la guida non offra spunti interessanti. Sempre in termini di battaglie a distanza, Andrea Berton agguanta con Pisacco le due forchette a quota 81 con 50 in cucina e batte Cristina Bowerman che con il suo Romeo si ferma a 78 (1 sola forchetta e voci di corridoio dicono anche che l’intenzione era di relegarlo nella sezione Pausa gourmet) prendendo 47 in cucina.

A Pisacco va anche il premio Qualità/Prezzo. Il locale di Andrea Berton è invece ignorato alla voce premio per le formule innovative che sembrerebbe il riconoscimento più adatto come suggerisce la scheda de locale:

Perfetto per una cena veloce, un aperitivo raffinato, un pranzo leggero, un cocktail dopo cena, ha fatto subito breccia nel cuore del pubblico cittadino, e il motivo è presto detto: moderno ed essenziale negli arredi, propone un modo innovativo di mangiare, flessibile, sfizioso e alla portata di tutte le voglie e di tutte le tasche“. Appunto, ha vinto la leva prezzo.

migliore-tradizione-e-cucina-Gambero-Milano-2014

Fatevene una ragione e annotate che i più innovativi sono Hic Enoteche 2.0, Ostello Bello e That’s Vapore. E mentre voi cercate di dimostrare che il premio al più figo del reame sarebbe spettato all’unico ristorante che lo meritava (cioè quello che conoscete solo voi) appuntatevi anche i campioni nel rispetto della tradizione.

Se a Roma c’erano in ballo amatriciana e carbonara, a Milano i migliori combattono per:

Risotto (Antica Osteria Magenes, El Barbapedana, Simposio, Al V Piano Attico del Grand Visconti Palace),
Bollito (Il Bacaro del Sambuco, Al’ Less, Masuelli San Marco, Rovello 18),
Cassoeula (L’Altra Isola, Antica Trattoria di San Galdino. Osteria del Treno, Trattoria del Nuovo Macello),
Cotoletta (Antica Trattoria Galeria, La Cantina del Giannone, Derby Grill dell’Hotel De la Ville, San Martino) e
Panettone (Lizzy, Marchesi, Pavé, Rossi & Rossi).

E dopo il panettone ci va qualcosa di più stagionale: la migliore gelateria di Milano è Sir Oliver a Novate Milanese (???) che non figura nell’unica vera guida alle migliori gelaterie artigianali italiane (come ce la tiriamo con questi 37.000 accessi finora).

Sarà da rifare tutta (la classifica, che avete capito)?

Avatar Vincenzo Pagano

18 Luglio 2013

commenti (27)

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  1. Considerato che al “V piano” Torretta non c’è più, il giudizio sarà tutto da rivedere!

  2. Villa Crespi e in Piemonte….scusa cosa centra con GAMBERO ROSSO MILANO??????
    E una formula di pubblicità occulta???? o cosa??????

    Giuseppe

  3. Nel post sulle App è venuto fuori che la città di Torino ha già delle ottime applicazioni GRATUITE per trovare informazioni.Non lo so, ma forse Milano ha già qualcosa di simile.Insomma, il mondo va in quella direzione.
    La Balena Gambero Rosso forse deve inventare nuovi prodotti.

  4. Buonasera sono Antonella la titolare della gelateria Sir Oliver premiata oggi. Probabilmente è vero che il pubblico di Milano non ci conosce ma la nostra gelateria ha percorso un pezzettino di strada nella storia della gelateria moderna. Io e mio marito siamo artigiani con oltre trenta anni di esperienza, prima di noi mio papà era maestro gelatiere e prima ancora mio nonno. Invitiamo a venire ad assaggiare il nostro gelato e lasciamo che siano i nostri clienti a giudicare, Ringraziamo tutti..

    1. Apprezzo queste parole ed il tono della titolare premiata.Sarebbe auspicabile un riscontro da parte degli amici milanesi per valutare meglio i suoi gelati.Se fosse confermata la valutazione del GR ne avrebbe un gran giovamento l’attività.In caso contrario ne avrebbe uno svantaggio.
      Ma se lei ha, pacatamente, lanciato la sfida, invitando i lettori/trici di D, significa
      che è sicura del fatto suo.
      Alcune considerazioni: una gelateria viene premiata e non fa in tempo a godersi
      il piacere di essere fra i primi, che deve fare i conti con il Web, con la nuova realtà dei Blog sempre più importanti nel mondo dell’informazione.
      Anche le guide hanno vita più difficile con l’avvento del Web.
      La crisi dei quotidiani,per fare un esempio, è irreversibile : esistono perchè c’è il sostegno pubblico.E c’è anche una crisi di autorevolezza, pensate a come è ridotto
      il Corriere rispetto al suo glorioso passato.
      Conclusione nei prossimi anni avrà sempre più peso la classifica dei Blog che quella di GR.Spero che le prime valutazioni_degustazioni della gelateria arrivino prima che questo post venga archiviato.

    2. Avatar Pip ha detto:

      Caro Vincenz, che i quotidiani siano in crisi è verità palese, ma che stiano in piedi grazie al “sostegno pubblico” è una bufala grossolana. Il 90% delle testate (in termini di diffusione) non riceve finanziamenti pubblici né diretti né indiretti. Generalmente apprezzo i tuoi post, ma ora mi attanaglia il dubbio che la tua competenza gastronomica sia pari alla tua conoscenza dell’industria editoriale…

    3. Avatar Man ha detto:

      Pip, puoi linkare a qualche dato per le affermazioni che fai?

    4. Avatar Pip ha detto:

      Certo Man.
      Qui trovi tutti contributi erogati a quotidiani e periodici nel 2011 (e già solo per le tipologie ammesse ai contributi ti renderai conto della loro marginalità nel panorama della stampa italiana).
      http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2011/contributi_stampa_2011/stampa_2011.html
      I dati diffusionali li trovi su www(punto)adsnotizie(punto)it, ove ti pungesse vaghezza di incrociare erogazioni e diffusione.
      In totale si tratta di circa 90 milioni di euro “pubblici” a fronte di ricavi totali, per i soli quotidiani, di oltre 2,5 miliardi (fonte FIEG).
      So che insegni all’Università, non sono certo io a dover sottolineare come, con queste cifre in gioco, sostenere che i quotidiani “esistono perché c’è il sostegno pubblico” sia una solenne castroneria.

    5. Avatar pip ha detto:

      Con tutto questo, non ho difficoltà a riconoscere che esistano testate, come l’Avanti di lavitolesca memoria, le quali, senza contributi pubblici, sarebbero sparite da anni. Ma sono casi, purtroppo non così rari, di patologia della politica, mentre quando si parla di “contributi pubblici ai giornali” è giocoforza che il pensiero dell’opinione pubblica poco informata (eufemismo) corra a quotidiani come il Corsera, Repubblica o La Stampa.

    6. Avatar Man ha detto:

      Pip grazie mille, interessante. Il 90% a naso mi sembrava esagerato e invece avevo sottovalutato la marginalita’ di mercato delle testate interessate.

  5. Confermo, da “vicino di case” di Sir Oliver (sono di Garbagnate e mi capita di essere a Novate la sera), che il loro gelato è una gran bella esperienza. Stanno facendo un lavoro eccellente sugli ingredienti (e relativi accostamenti) e sui gusti.
    Non posso dire se sia “il migliore di Milano”, ma posso testimoniare sull’eccellente lavoro (d’altra parte non so neanche se quello sia il tipo di riconoscimento che un titolare cerca necessariamente… :)). Saluti a tutti.