di Ilaria Miglio 6 Ottobre 2015
Il Genovese, Genova

Di Genova abbiamo già elencato le migliori trattorie. Da cinque anni punto di riferimento per chi alle lusinghe dei menù modaioli preferisce la sincerità della cucina tipica, Il Genovese occupa le stanze di un luogo che ha sempre raccontato i sapori della tradizione. Lo spazio, articolato su due piani e con 50 coperti, è quello di una ex sciamadda aperta a inizio ‘900, in cui si serviva la farinata cotta nel forno a legna, oltre a torte salate e fritti. Dagli anni ’50 cambia tutto, al forno (ancora esistente) si sostituisce la cucina, il bancone viene eliminato e la sala è pronta a ospitare nuovi ospiti.

Roberto e Sergio Panizza hanno sfruttato la loro esperienza sulle materie prime per dare vita a Il Genovese. Da un anno è entrato a far parte della squadra l’altro socio, Dario Fichera. I fratelli Panizza nascono da una famiglia di commercianti che si occupavano proprio di cibo. Se è vero che anche Pellegrino Artusi aveva ereditato il pallino per le materie prime dalla sua famiglia (ndr. di droghieri), posso dire che abbiamo la nostra variante cittadina.

La specialità della casa? Gli ingredienti. E tra questi c’è il basilico per il pesto.

Il Genovese, cucina

Se sceglierai questo ristorante, sappi che stai andando a cena da Roberto, ovvero il Presidente dell’Associazione Palatifini che promuove il Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio: una sfida che serve a condividere la ricetta, far sperimentare l’originalità, rispettando i canoni della tradizione. Un’educazione del gusto, che diventa evento, socialità.

Ti solletico il palato con alcune proposte presenti nel menù: panissette e trippa fritta, testaroli e gnocchi al pesto, pansoti al sugo di noci, baccalà, stocafisso accomodato, coniglio alla ligure, polpette di cabannina, la già copiata cheesecake con la prescinsêua (ndr. una cagliata fresca prodotta tipicamente a Genova).

Il Genovese, staff

La tradizione diventa base per la creatività dello Chef Davide Marzo e dei suoi collaboratori, Nicolò Cito e Enrico Tumiati: il ciupìn e la zuppa di castagne sono insuperabili (tra i piatti del giorno).

A dispetto delle divertenti parodie di Fabrizio Casalino non resterete delusi da accoglienza e servizio in sala a cura dei soci e di Camilla, Giovanni, Edoardo, Federico: a loro spetta far assaggiare la fornita cantina che ha un’attenzione particolare verso i vini liguri.

La chance

gnocchi al pesto

Gnocchi al pesto fatto al mortaio con il basilico genovese dop, pinoli italiani, sale di Trapani, aglio di Vessalico (IM), olio extravergine d’oliva della Riviera ligure, Parmigiano Reggiano 24 mesi e fiore sardo, un pecorino stagionato sei mesi. Imperdibile.

Il Genovese
Via Galata, 35 – Genova
Prezzo medio 35

“L’ olio vince il mare e il pesto la musoneria”

commenti (24)

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  1. Avatar Nome ha detto:

    Tanta cura per il pesto e poi lo si spreca per gli gnocchi…Ci voleva tanto a farli diventare troffie??? Mahhhh…
    Ma che brutta foto, quella del pentolone (o casseruolone)

  2. Avatar Paolo ha detto:

    Mi segnerò l’indirizzo per la prima occasione (comodissimo per la vicinanza al parcheggio moto a Brignole).
    Anche se non tutte le foto food sono ugualmente appetitose, il problema è che quella pentola una volta era antiaderente; ora ha il rivestimento interno scrostato, rovinato probabilmente dall’uso di stoviglie metalliche come si vede in quello scatto.

  3. Avatar Nuar ha detto:

    Che meraviglia 🙂 ci voglio andare e magari dal vivo tiro loro le orecchie per il “pentolone” 🙂

  4. Avatar pigi ha detto:

    Ci sono andato qualche volta, non è che si mangi male (tranne una macedonia terribile l’ultima volta, ma conto anche delle ottime troffiette al baccalà quella prima), ma mi pare, e questa recensione in parte conferma, che siano più bravi a far parlare di sé che a cucinare.

  5. Avatar Nome ha detto:

    Potrei chiederti la cortesia, pigi, di scrivere troFiette?, grazie

    1. Avatar pigi ha detto:

      Certamente, chiedi pure, poi faccio a modo mio 😉

  6. Avatar mariolino ha detto:

    Belandi le pentole nuove costano. E poi il Teflon nelle pietanze dei clienti è gratis…

    1. Avatar Nome ha detto:

      Sicuro che sia gratis? 🙂 Ma, casseruolona a parte, cosa c’è dentro? Sembrerebbe agnello (o, ma è più difficile, maialino).
      Macchecavolo, ma proprio non c’era niente di meglio? Un pò di rispetto per i potenziali clienti…proprio no?

  7. Avatar Laura ha detto:

    Girando per cucine non é la prima pentola che vedo così..meglio una roba veritiera che una infiocchettata ad hoc!ci ho mangiato, e bene, ma è passato del tempo e vorrei tornarci perché ho mancato di assaggiare proprio il pesto..

    1. Avatar Nome ha detto:

      Laura, anche io ho visto di peggio…ma è proprio il caso di fotografare e pubblicare la fotografia?

  8. Avatar andrea ha detto:

    Ottimo ristorante e ottimo rapporto qualità prezzo, aprendo un po gli occhietti si nota che gli gnocchi sono fatti a mano invece delle solite trofie Novella.. Sempre a mugugnare.. Uff!

    1. Avatar Nome ha detto:

      Aprendoli del tutto, gli occhi, si nota anche che c’è uno gnocco in primo piano che è grosso il triplo di quello che gli sta sopra, con quale risultato per l’ uniformità di cottura ti lascio immaginare. Guardando meglio si può anche supporre che nell’ impasto di quegli gnocchi sia stato usato l’ uovo. E comunque, ripeto che in un ristorante che si chiama “Il Genovese” andrebbero servite le troffie al pesto, e non gli gnocchi.

    2. Oh, Nome, trofie o trofiette, per cortesia, con una f soltanto che costa.
      Per gli gnocchi adesso diremo ai fratelli Panizza di dotarsi di regolo e calibro per la taratura perfetta della dimensione degli gnocchi. Ma non ha dove meglio spendere il suo tempo?

    3. Avatar Nome ha detto:

      Anche lei non sa cosa sono le troffie, vero? Si accomodi con Fiz dietro alla lavagna. Del mio tempo dispongo come meglio credo IO, sia chiaro.

  9. Avatar Fiz ha detto:

    Che bella Squadra…andrei solo per vederli dal Vivo:)!

Commenti chiusi.