di Carlotta Girola 17 Dicembre 2014
Cibi più cercati nel 2014 su Google

Fine anno, tempo di classificare il meglio del 2014. Quest’anno “ho fame” è stato cercato ben 7 volte di più rispetto a “ho sete”. “Pizza” è stato digitato molte più volte rispetto a “coppa del mondo”. A dircelo è Google Trends che, più si avvicina il capodanno, più ci svela chi e cosa siamo stati nel 2014, classificando le parole emergenti o più cliccate sul web (per gli amanti delle statistiche ecco le classifiche del 2013, 2012, 2011).

Immaginate gente nei posti più diversi del pianeta intenta a googlare richieste gastronomiche delle più assurde, facendo schizzare i numeri della ricerca della guacamole al top della classifica.

Se penso che é stato conteggiato anche quando ho cercato “risotto pentola a pressione” oppure “come sbucciare un topinambur” mi vergogno molto. Ma questo é, o é stato, il nostro 2014 da foodies su Internet.

zucchero a velo, chiacchiere

In Italia

L’Italia gastronomica da motore di ricerca ha una sua identità, un suo stile tutto pizza, bagels e mandolino che definisce l’uomo medio davanti al computer intento a capire come fare qualcosa in cucina. Ben prima di “come fare il malocchio?” l’italiano si chiede “come fare il barbecue”. I tempi sono cambiati: barbecue, ciambelle e tortellini mortificano l’italiano e lo obbligano a chiedere aiuto alla Rete.

Il trend del barbecue non é più passatempo estivo, complice la mania di americanizzare tutto il nostro cibo, cresce in modo esponenziale la voglia di bbq. Gli uomini ci misurano tutto il loro machismo, le donne evidentemente si preparano alle prossime selezioni per I Re della Griglia.

La ricetta emergente per l’anno che finisce é quella delle chiacchiere, seguita da quella della piadina. Ma in classifica si trovano anche la guacamole, i brownies, i bagels e (udite, udite) la rainbow cake. Trattasi di una delle peggiori mode gastronomiche dell’anno, un dessert lisergico, dalle dubbie doti gustative e che più kitsh non si può.

Anche in questo caso gli Stati Uniti dettano legge, estendendo la colonizzazione culturale delle serie tv alla cucina delle nostre case di periferia. Il Boss delle Torte ci ha rovinato, ma questo lo dico io, non Google.

Non é un caso, però, che tengano botta nelle ricerche internetiane i piatti della tradizione emiliano romagnola. Tortellini e piadina continuano a fare strage di cuori tra i naviganti, complice l’onda lunga del successo Botturiano.

Lo chef più ricercato è Rubio. Bello, macho, con quell’espressione da tenera canaglia che ormai conosciamo ha scalato le calssifiche e riesce a essere più digitato di “Kenwood chef”.

Tra gli chef in crescita, ossia che stanno risalendo la china della curiosità virtuale, c’è Crippa. Rigorosamente dietro il “Kenwood chef”. Morale della favola: tutti vogliono il Kenwood chef (la Parodi ha fatto il suo), e Cracco scende al decimo posto.

Bacche di Goji

Nel mondo

Nell’anno della consacrazione ufficiale del selfie (Google Trends ci dice che si chiedono più spesso consigli di realizzazione per gli uomini che per le donne, giá maestre nell’arte) c’é anche una tipologia gastronomica che non ha rivali: quella delle bacche della salute.

Milioni di ricerche sulle bacche di goji ci spingono all’amara riflessione che, pur di credere di mangiare sano, ci si obbliga a purghe staliniane all’ora dello snack. Anche i semi di chia vanno forte, specchio di questi tempi che demonizzano l’aspartame e poi ne infarciscono la Coca Zero.

Perché le calorie sono un altro tema digitatissimo su Google, a dimostrazione di mezzo mondo perennemente in lotta col peso (lo stesso che digita nello stesso giorno ricetta pancakes e paleodieta). Questi due termini non sono un caso.

La ricetta più googleata al mondo é quella dei pancakes, il che ci spinge a pensare che il mondo non abbia ancora chiara la superiorità innegabile e indiscutibile del tiramisù. La paleodieta, invece, sembra essere il trend 2014 per chi deve dimagrire: lontani i tempi dei beveroni al sapor cioccolato con Marisa Laurito come testimonial, oggi siamo tornati alla dieta delle caverne, più organic e meno chic.

La cucina che incuriosisce di più il popolo internazionale di Google é quella indiana, che batte la cinese e stravince sulla francese.

L’italiana é ancora più giù, ma i più attenti alla nostra tavola sono gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia. Loro, evidentemente, sanno che devono ancora farsi le basi.

IL MEGLIO DEL 2014 la serie

30 cose incredibili che abbiamo mangiato quest’anno (prima parte).
Con cosa Dissapore vi ha profondamente tritato le gonadi quest’anno?

[Crediti | Link: Google Trends, Dissapore]

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