di Prisca Sacchetti 16 Dicembre 2014
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Abbiamo i social network, il computer e il telefonino. Per i casi complicati ci sono le confessioni e le intercettazioni. Diciamo che oggi, spiare le vite altrui è più facile che mai. La nostra poi, di vita voglio dire, è pubblica in modo sfacciato. Per sapere cosa succede su Dissapore si arriva qui una (2, 3, 4, 5…) volta al giorno e si scopre tutto.

A volte capita, specie a quelli tra voi che arrivano sovente, di provare un’impressione fastidiosa. Ci si sente immobilizzati su una sedia e costretti a leggere per sempre la stessa cosa. A risentire nella testa, magari per l’eternità, il medesimo ritornello.

E, peggio ancora, c’è il sospetto del compiacimento: Caro Dissapore, non è possibile che ogni volta che vengo sul tuo sito mi parli delle patatine di Cracco. Sempre patatine di Cracco. Solo patatine di Cracco. Se ti piacciono le patatine di Cracco mangiale. Se ti interessano le patatine di Cracco comprale. E insomma.

Bene, è tempo di pubbliche scuse. Ci scusiamo (carichi di molte attenuanti, mica facile essere sempre originali) per tutte le volte che senza volerlo oppure consapevoli di farlo vi abbiamo tanto tritato le gonadi annoiato cianciando di:

Hamburger. I migliori hamburger tipo per tipo, i migliori hamburger di Torino, i migliori hamburger degli Stati Uniti, gli hamburger fatti in casa. Come se il mondo s’interessasse solo del consenso generalizzato per il panino con il bovino tritato dentro.

E di pizze. Le migliori pizze, le migliori pizze di Napoli, le migliori pizze gourmet, le migliori pizze al trancio di Milano. Come se il mondo s’interessasse solo di cornicioni rigonfi e fette che prese in mano restano orizzontali, senza afflosciarsi.

E di hipster. I cibi degli hipster, i vini degli hipster, le ricette degli hipster, i locali degli hipster, il lessico hipster. Come se il mondo s’interessasse solo di barbuti con i pantaloni a sigaretta, le New Balance e gli occhialoni alla Gino Paoli.

E di Eataly. La spesa da Eataly, il lavoro da Eataly, gli scazzi di Eataly, i cloni di Eataly. Come se il mondo s’interessasse solo di avide sbafate di pizza, pasta e fritti in ambienti ciclopici.

E di Massimo Bottura. Il nuovo ristorante di Massimo Bottura, la casa di Massimo Bottura, il libro di Massimo Bottura, la guida di New York di Massimo Bottura. Come se il mondo s’interessasse solo di chef che il talento ha posto al centro dello stupore occidentale.

E ancora Gabriele Bonci Michelangelo della pizza, i macaron multicolor di Ladurée e Pierre Hermé, la CARBONARAAA!

Okay, adesso o mai più. Vogliamo la verità, non edulcorate anzi, se possibile, sprofondate nella verità:

con cosa Dissapore vi ha profondamente tritato le gonadi per tutto il 2014?

[Crediti | Link: ovviamente Dissapore]

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