di Camilla Micheletti 16 Aprile 2014
Carlo Cracco, Hell's Kitchen Italia

Domani alle 21.10, nelle vesti di un Ade contemporaneo circondato dalle fiamme di Sky, Cracco è pronto a raccogliere l’eredità di Gordon Ramsay, telechef dalle scenografiche modalità d’insulto rivolte a stuoli di aspiranti cuochi in Hell’s Kitchen, il suo talent show televisivo trasmesso in tutto il mondo.

Nella versione italiana, sedici cuochi fra i 19 e i 36 anni divisi in due squadre si sfidano ai fornelli, il premio è un contratto per il ristorante Hell’s Kitchen del Forte Village in Sardegna. Prima parte: i concorrenti devono realizzare un piatto a tema. La squadra che ottiene il maggior numero di preferenze può rilassarsi, quella che perde deve invece sgobbare in cucina. Seconda parte: i concorrenti cucinano i piatti nel menù destinati a 70 commensali.

Massimo riserbo sugli ospiti, che saranno critici, personaggi famosi ed esperti di cucina. L’unico nome trapelato sinora è quello dello chef tailandese Chumpol.

La presentazione di Hell's Kitchen Italia

Sebbene la produzione abbia cercato di confondere le acque presentando Cracco prima come una specie di angelo che serve ai tavoli e dispensa consigli in cucina, poi come un brutale demonio lanciapiatti, stiamo tutti aspettando Hell’s Kitchen Italia per capire come se la caverà il più famoso chef italiano a fare il cattivo.

Come già detto, l’originale Gordon Ramsay è una sorta di Sgarbi della cucina. Cracco, che con lui condivide una simpatica perfidia e il favore del pubblico femminile, punterà sul famoso sguardo glaciale (nel senso di espressivo come quello di un iceberg, stando ai critici) e soprattutto, come conferma il promo del programma, su un uso massiccio della parolaccia, tutto sommato inedito per l’Italia.

Cracco nella presentazione di Hell's Kitchen Italia

Se è vero che i cosiddetti cooking talent hanno soppiantato i reality, tenere insieme le due cose a quanto pare funziona. La vita in comune tra i concorrenti di Hell’s Kitchen Italia in un loft sopra lo studio di registrazione piacerà, per dire, ai nostalgici del Grande Fratello. Le analogie con il Big Brother non finiscono qui, la squadra migliore potrà infatti nominare i concorrenti destinati a uscire dalla cucina.

Ma non ditelo a Cracco, che di fronte alla domanda sulle similitudini tra i due show, perdendo per un momento il proverbiale aplomb, ha ricordato che i concorresti sono persone che lavorano, e invitato l’avventato giornalista a uno stage nella cucina del suo ristorante per capire di cosa stesse parlando.

Per accentuare l’effetto reality la produzione ha dato i numeri della cucina. 1776 piatti, 844 tra pentole e padelle, 412 coltelli da cucina professionali. 6 frigoriferi, 4 congelatori, 8 cappe e 4 vetrine per vino e champagne.

Visto che il direttore della produzione Nils Hartmann ha definito Hell’s Kitchen un campo militare, speriamo solo che tutti quei coltelli vengano usati nel modo appropriato.

La presentazione di Hell's Kitchen Italia

In un mondo dominato da chef maschi, Hell’s Kitchen non farà differenze tra uomini e donne.

Cosa che non significa un trattamento di favore per le concorrenti donne costrette nelle prove in trasferta a esporsi agli stessi rischi dei rudi colleghi maschi per catturare gli ingredienti. Non si ricorrono le galline con i tacchi a spillo, insomma. Altrimenti i rischi di un frontale con le parolacce di Cracco, scusate, con il suo nuovo stile comunicativo, imbizzarrito e irriverente, aumentano esponenzialmente.

[Crediti | Link: Dissapore, Repubblica. Immagini: Sky Uno]