I 15 dolci più buoni delle pasticcerie siciliane

Quando si parla di pasticceria siciliana l’italica gente si divide come le acque del Mar Rosso al passaggio di Mosè. Due fazioni nette: o la si ama o la si odia. C’è chi non sopporta la pasta di mandorle e chi venderebbe l’anima per alzarsi ogni mattina davanti a una brioche con la granita. Chi rifugge come la peste canditi e ricotta e chi farebbe suffumigi con l’aroma del cioccolato di Modica. Chi la chiama stucchevole e chi sublime.

Per mitigare giudizi e pregiudizi dell’una e l’altra corrente di pensiero, lasciateci suggerire i (nostri) luoghi-culto della pasticceria sicula. Se ci andate può succedervi di tutto: affogare nella zuccata fino a non poter più neppure menzionare la parola “cassata”, oppure convincervi che il piacere ultrazuccherino della glassa sia il nirvana del Mediterraneo, il sacrario dell’impennata glicemica.


CASSATA


Cassata Irrera1. Pasticceria Irrera, piazza Cairoli 12 – Messina.
Nella versione messinese, meno barocca della palermitana, i canditi non scarseggiano ma si dosano, la glassa si assottiglia facendo il verso allo zucchero a velo e la ricotta setacciata ci regala una – spietata – illusione di leggerezza. C’è chi non ha esitato a definire questa come la migliore pasticceria siciliana. Esiste da 100 anni, e anche solo in virtù di un secolo di pratica si capisce come possa aspirare al primato in fatto di cassata. Non solo, ci sono la pignolata, la granita di mandorla, gelso, caffè e la frutta martorana che quasi prende vita.

Cassata, Caffè Sicilia2. Caffè SiciliaCorso Vittorio Emanuele III, 125 Noto (Siracusa).
Addentrarsi nelle vie assolate della Noto alta per poi arrivare giù, nel corso principale della cittadine e fingendosi stanchi della passeggiata sedersi al caffè, per sorseggiare marsala ma – è regola ineludibile – almeno assaggiare una cassatella. Il verde tenue che attornia il cuore eburneo e la ciliegia sulla sommità: la cassata è il piatto-ancella dello chef Corrado Assenza, patron del luogo. Sacrificale, insostituibile.


GRANITA


Granita, Colicchia3. ColicchiaVia delle Arti, Trapani.
Al caffè, mai senza panna e mai senza la consueta brioche appena sfornata. Questa piccola pasticceria del centro trapanese è gestita dalla famiglia da cui prende il nome. Impossibile non sentirsi tutti un po’ siciliani appena vi si entra, poi la granita al caffè turco risveglia i sensi e ce ne convince ancora di più.

Granita, Pasticceria Eden4. Pasticceria EdenVia Nuova Granatari, Torre Faro (Messina).
Che siate in pausa pranzo o di ritorno da una mattinata balneare, qui c’è il ristoro perfetto. D’estate la granita di gelsi, nelle altre stagioni quella al caffè, sempre in buona compagnia di una soffice brioche. E poi fior di mandorla, amaretti, cannoli ricoperti di granella di pistacchio a pioggia regalano davvero un assaggio di paradiso terrestre.

Granita Bar Roma5. Bar Roma/La granita da AurelioPiazza Dogana, 12 Sciacca (Agrigento).
Pare che il gestore di questo bar sia un chiacchierone inguaribile, nonché un maestro indiscusso della brioche. Non solo: al bar Roma vengono da tutta la Sicilia a gustare le granite di Aurelio, che ha raffinato la tecnica fra una chiacchiera e l’altra. Arrivano e si siedono qui, vicino al porticciolo, domandandosi con occhio clinico e palato docile se stiano scucchiaiando la granita più buona di Sicilia.

Granita Alfredo6. AlfredoVia Vittorio Alfieri, 11, Lingua, Isola di Salina.
Un braccio di mare il profumo del sale e la granita da passeggio, da mangiare sul muretto. Qui possiamo indulgere anche nelle varianti ai fichi oppure alla pesca, e non si tratta che di una sublime crema fredda, densa e corposa, da consumare con gesti lenti in un serissimo ma godurioso rituale.


DITA D’APOSTOLO


Dita d'apostolo, Pasticceria Scimone7. Pasticceria ScimoneVia Imera, 8 Palermo.
Pare che esistano solo da queste parti questi dolcetti dal nome misterioso: una sorta di crespella ripiena alla crema di panna e ricetta, arrotolata e tagliata a guisa di dito, per l’appunto, e spolverizzata di zucchero e cannella. Scimone è una pasticceria gelateria, ma anche ricettacolo di salati da urlo: uno su tutti l’arancina, che qui a Palermo è rigorosamente femmina.


CIOCCOLATO


Cioccolato, Antica Dolceria Bonajuto8. Antica Dolceria BonajutoCorso Umberto I, 159 Modica, Ragusa.
Pare avesse ragione Sciascia: la cioccolata di queste parti è imbattibile. Sarà la temperatura carezzevole con cui Franco Ruta, figlio di Rosa Bonajuto, lavora la pasta di cacao, o magari gli aromi più o meno insoliti che ne corredano il sapore, dalla vaniglia al peperoncino, fino alla cannella e persino al sale. Lo zucchero, che resta in cristalli distinti senza miscelarsi come sciroppo, compie il resto del miracolo.


MATTONELLA GELATO


Mattonella, Bar Fiumara9. Bar FiumaraVia Nazionale, 12 Villafranca Tirrena, Messina.
È di gianduia con cioccolato a pezzetti, fiore all’occhiello di questa pasticceria della provincia messinese. Dove non mancano all’occorrenza brioche e granite da manuale.

Mattonella gelato, De Luca10. Bar Gelateria De LucaVia Nazionale, 208 Vill. Briga Marina (San Paolo).
Pare di vederle, le vecchie generazioni dei De Luca che portano il gelato su un carretto, da Giampilieri a Galati, conquistando di diritto il titolo di fornitori ufficiali di gelato del messinese ionico. Il carretto sarà diventato di certo un vezzo ormai démodé, eppure la mattonella gelato ha lo stesso sapore, artigianale e avventuroso, di una volta.


FRUTTA MARTORANA


Frutta Martorana, Maria Grammatico11. Maria GrammaticoVia Vittorio Emanuele, 14 Erice, Trapani.
Tutto, nell’appartata e lunare Erice, ha un’aura di sacralità. Qui siamo fuori dalle rotte assolate di templi e agrumeti. E sobria è la produzione di genuini mostaccioli, genovesi e biscotti prodotti dalle mani sapienti di Maria Grammatico, arcinota e celebrata in ogni angolo dell’isola. Ma la frutta martorana mette da parte l’allure eremitico imparato da questa degna allieva delle monache, per far esplodere, smargiassa, un’estasi di colori e forme.

Frutta Martorana, Pasticceria Cappello12. Pasticceria CappelloVia Colonna Rotta, 68 Palermo.
Salvatore Cappello, maestro cioccolatiere del capoluogo siciliano, già vi stupisce e plagia con la sua Setteveli Torta Cappello. É il cioccolato che si addolcisce con il cioccolato che lascia posto al cioccolato che regala nuove sensazioni al palato grazie alla sua alternanza col cioccolato. Il piacere è esponenziale, insomma, potremmo e vorremmo non finire più di moltiplicare cioccolato per cioccolato. Unica salvezza da questa fissazione è la frutta martorana, perfetta, levigata, dai colori invitanti, una specie di tappa intermedia che rigenera il gusto e conforta lo spirito, prima di concederci una nuova immersione nell’ipercioccolato.


CANNOLI


Cannoli di Dattilo, Eurobar13. EurobarVia Giuseppe Garibaldi, 11/13 Dattilo, Trapani.
Quando si dice cannolo espresso. Quelli di Dattilo li riempiono al momento. E sono piacevolmente grezzi, con la ricotta non setacciata ma semplicemente ricotta, deliziosamente pecoreccia e naturale. La cialda, croccante ma compatta e strutturata, completa il capolavoro.

Cannoli, Pasticceria Oscar14. Pasticceria Oscar
Via Mariano Migliaccio, 39 Palermo.
Una delle istituzioni cittadine in fatto di cannoli e pasticceria siciliana lato sensu, Oscar ha molto da dire in fatto di arte applicata alla produzione dolciaria. Ci trovate torte e pasticcini di splendida fattura e altrettanto valida sostanza. Peccato per i prezzi un po’ esosi, toccherà evitare lo stillicidio di assaggini.


TRONCO DI LIMONE


Tronco di limone, Bar Costa15. Bar CostaVia Gabriele D’Annunzio, 15 Palermo.
Da oltre quarant’anni, qui si viene per gustare il meglio della tradizione pasticcera della Trinacria, ma il tronco di limone vale anche da solo la sosta: la crema al limone, vaporosa e del colore del sole, è racchiusa nel pan di spagna e sormontata da tronfi bigné, succulente vedette che guidano il saggio dispensatore di fette nel taglio del tronco.

[Crediti | Link: Dissapore. Immagine di copertina: Flickr/Giannicola74]

Sara Mariani

21 marzo 2013

commenti (72)

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  1. Antonio Radici ha detto:

    Dissapore cita 2 pasticcerie a Messina tra le mie preferite (Irrera, Eden); i tempi sono veramente cambiati 🙂

    1. Vittorio ha detto:

      Scusi la mia curiosita’. Cosa vuole dire con i tempi sono cambiati?grazie se mi risponde.
      Saluti

    1. Apple ha detto:

      Vero! Tra l’altro io, In provincia di Messina ho sempre sentito dire “arancina”.
      E pensare che in vacanza tornavo sempre nel paesino d’origine della mia famiglia, vicinissimo a Fiumara e relativamente vicino a Irrera. 🙂 Quanti ricordi!

    2. Roy ha detto:

      Arancina perchè il nome nasce dalla somiglianza nella forma e nel colore all’arancia di sicilia

    3. Nome ha detto:

      é naturale che sia femmina: il nome deriva dal frutto arancia (sostantivo femminile)diminuitivo arancina

  2. Cuccia a Piana degli Albanesi e’ secondo me il tempio del cannolo.
    Manca qualche “classico” come Rosanero a Palermo o Savio a Catania o Palazzolo a Cinisi.
    Per chi avesse la fortuna di passare da Bonajuto suggerisco vivamente di comprare la cioccolata da portare, ma di mangiare la loro pasticceria, dal cannolo agli incredibili biscotti con carne e cioccolato.
    Non ho la presunzione di dire che sono i migliori, la Sicilia ha migliaia di pasticcerie meravigliose in ogni paesino. 🙂

  3. Le migliori cassate le trovate a Palermo (del resto avete citato Oscar e Scimone, bravi anche in questo), a messinesi e catanesi lasciate fare brioche e piccola pasticceria a base di frutta secca… a ciascuno il suo!

    1. Gigi ha detto:

      Le migliori granite sono a sambuca di sicilia il boss 44 granite tutte al naturale assagiatele e poi mi saprete dire

  4. Mau ha detto:

    Paste di mandorla e di nocciola a Giarre (CT) da Bonaccorso Lucio. Uno dei pochi che usa ancora nocciole e mandorle siciliane e non prodotti siriani o turchi.

  5. Belle son belle, buone oltre ogni limite, ma la Sicilia ha altre centiania di pasticcerie, anche più buone di queste.
    Per il prossimo articolo fatevi anche un giro nel resto della Sicilia, tra dolci meno noti, più rustici, ma buonissimi e profumati, vi assicuro che lascerete li un pezzo di cuore e prenderete qualche kg ma ne vale la pena 😀

    1. Allora forza, fuori qualche nome e località! Devo girare la Sicilia per lavoro ad aprile, faresti cosa granita…gradita.

    2. se arrivi dalle mie parti, a Modica ti consiglio la pasticceria Caffè dell’Arte, ottima cioccolata modicana, ottimi cannoli e favolosi brioche e cornetti con annesse granite (quella di gelsi è fantastica), inoltre segnalo il gelato al pistacchio. Altra pasticceria molto buona si trova nella parte brutta di Modica, al quartiere Sorda, ed è Rosy Bar, granite ottime.
      Per qualsiasi altra informazione contattami pure attraverso il blog!

    3. …e poi a Modica non ci si può andare senza assaggiare quei dolcetti al cioccolato con la carne di maiale… e visto che sono un classico per la Quaresima siamo anche nel periodo giusto!

    4. …sono le ‘mpanatigghi, ripieni di cioccolato e carne tritata finemente. La carne però è di vitello!! :-))

    5. Mau ha detto:

      Ti quoto. Potresti fare qualche nome qui? Grazie.
      P.S. Ma chi odia la pasticceria siciliana? Qualche leghista forse..! 🙂

    6. Allora giusto per citarne un paio di cui ricordo i nomi:
      -Pozzallo (RG) bar gelateria Dante (credo) sul lungomare…una granita alla mandorla tostata che ti spedisce direttamente in paradiso. Se arrivi a Pozzallo dopo la colazione con la granita ci vuole un pranzetto con un paio di scacce ragusane in una delle rosticcerie vicine, le mie preferite sono ricotta e salsiccia e ricotta e cipolla che fanno solo in quella zona.
      -Catania, se non passate da Scardaci per il cornetto alla nutella bianca alle 4 del mattino non state vivendo la città nel modo giusto. Fantastica anche tutta la pasticceria e le creme di pistacchio.
      -Catania, in uno degli angoli della piazza dove so trova il castel Ursino c’è un locale, con i tavoli su una piazzetta sotto il livello stradale, fanno delle crespelle di riso con miele o nutella o cioccolato bianco fenomenali.
      -Mineo (CT) i cannoli alla ricotta di Salerno, o anche la novità cannoli gelato. Provateli e poi mi fate sapere.
      Questi sono solo alcuni di cui ricordo i nomi 😀
      Come consiglio spassionato: se siete in un paesino siciliano fermate un passante e fatevi consigliare il dolce/pasticceria migliore del paese. Fidatevi e non ve ne pentirete.

    7. Otto ha detto:

      Orrore! consigliare cibi con nutella qui, a Dissapore!
      Graziella, ammiro il tuo coraggio o la tua incoscienza

    8. Guarda nutella per capire il principio, credo sia una crema al cioccolato loro come quella bianca, ma io non mi prendo responsabilità in merito avendo mangiato solo quelle al cioccolato bianco <3

    9. “Come consiglio spassionato: se siete in un paesino siciliano fermate un passante e fatevi consigliare il dolce/pasticceria migliore del paese. Fidatevi e non ve ne pentirete.”
      Niente guide,niente recensioni,nemmeno Tripadvisor : usiamo il vecchio metodo.Poesia.
      PS. E’ il mio metodo preferito,ma chiedo a più di uno. . .tanto per essere sicuro.

    10. Mau ha detto:

      Cara Graziella, concordo con te riguardo Scardaci (quanti gusti di cornetti hanno? non sono mai riuscito a contarli!) e riguardo a Mineo (dove ho mangiato i migliori cannoli alla ricotta di tutta la Sicilia).

    11. Piccolo errore dell’amica Graziella, che deve essere giovane, e vittima della stampa e del web contemporaneo: a Pozzallo, come a Modica, a Scicli, a Ispica, a Rosolini, fanno delle buonissime scacce, che sono “modicane” da secoli, salvo essere copiate a Ragusa, dove si sono appropriati della tradizione. Poi provate pure a Ragusa, e capirete che non sono uguali. Non è questione di campanile, ad ognuno il suo. La cassata ai palermitani, le scacce ai modicani, come il cioccolato (che non è stato scippato dai ragusani solo grazie alla Dolceria Bonaiuto).

  6. ovviamente la foto del bar fiumara è relativa alla pignolata e non alla mattonella e direi che come categoria a parte la pignolata ci sta proprio (ovviamente ne mancano un sacco…ma uno spazio al gelo di melone o al buccellato per dire?)

  7. Merita una segnalazione, sia per il dolce che per il salato, la pasticceria Alba di Palermo…

  8. Da piemontese dico: per me quella siciliana è la pasticceria migliore d’Italia. E questo post mi fa venir voglia di predere un aereo immediatamente….

    1. Mau ha detto:

      Caro ginger,
      la sua obiettiva sincerità le fa onore. Anch’io concordo con la sua opinione, così come ritengo che al secondo posto c’é la pasticceria napoletana e che al terzo posto non saprei proprio cosa indicare perchè per quanto abbia girato l’Italia confesso che non ho trovato pasticceria locale che mi abbia appassionato.
      Se parliamo di altri contesti: vini, olio, pasta fresca, salumi, beh…qui ci sono eccellenze “condivise” in altre regioni.
      Ad esempio nella sua regione ho mangiato carni eccellenti che difficilmente riesco a mangiare in altre regioni.

    2. Josè ha detto:

      Egregio Ginger, grazie ma di fronte al vostro gianduia faccio un inchino..riferito alla pasticceria. Ma per la gastronomia in generale ci sono tante carni piemontesi prodotte e cucinate divinamente.

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