di Rossella Neri 21 Gennaio 2015
identità golose milano

Quando si avvicina febbraio rinneghiamo i menu popolari e i Natali con purè e cotechini. Si chiama effetto Identità Golose, il congresso milanese dei cuochi famosi nel mondo. Ancora ieri esaltavamo i pasti dove le proteine si uniscono ai carboidrati e i grassi saturi ruzzolano nei piatti insieme ai fritti. Oggi invece diventano mostrificanti abbuffate che offuscano il cervello.

Mica possiamo passare per preistorici dell’alimentazione davanti a tutti quegli uomini riflessivi ed eleganti, a quelle chef star con ciuffi, frangette e maniche arrotolate.

Non facciamoci trovare impreparati, Identità Golose 2015<, edizione numero 11, torna l'8 febbraio e prosegue sino al 10, tra l’altro il tema dell’anno è “Una sana intelligenza”, ovvero un nuovo cibo perfetto ci salverà e mai… mai… mai nessun rimpianto per l’amatriciana in padella, sarebbe da trogloditi.

Durante la tre giorni (il migliore sembra essere lunedì 9) le chef star presenti in numero impressionante si esibiscono per lo più nell’Auditorium. Le sale blu 1 e 2 ospitano di volta in volta “mondi” diversi che stavolta sono:
montagna
piccante
pasta
pizza
naturale.

Esserci, chattare, twittare aggiornare status, insomma spettegolare è obbligatorio per il piccolo circo dei gastrofissati, ma senza un abbozzo di programma si rischiano le coronarie. A Identità Golose c’è molto. Non ci si va solo per vedere l’aristochef o il pasticcere belloccio, per quello basta la TV. E dunque, detto che qualche arcinoto resta imperdibile (lo speech di Massimo Bottura è il momento catartico dell’evento) il resto è tutto da scovare.

Okay, vi aiutiamo noi.

Identita New York Scabin e Cracco

Cristina Bowerman

8 FEBBRAIO 2015 – BUONI PROPOSITI

Il primo giorno si è sempre ben disposti, c’è persino qualcuno che prende appunti. Sarà per questo che il programma di domenica, tutto sommato, intriga meno rispetto a lunedì.

10.00
Per quanto antesignano dell’alta cucina vegetariana Pietro Leemann (Joia Milano), che inaugura alle 10 in Auditorium, ha un orario sfortunato. Si arriva sempre tardi in via Gattamelata.

10:15
Già le 10:15 sono un orario migliore. Loretta Fanella chef patissier del Ristorante Borgo di San Jacopo, che ha passato 3 anni con il celeberrimo Ferran Adrià dopo essere andata da lui per uno stage di un mese è in sala blu 2. Ci sarebbe anche Antonio Borruso di Umami, nuova stella Michelin, in concomitanza nella sala blu 1.

10:45
Si ritorna in Auditorium alle 10:45 per Alain Ducasse, probabilmente il cuoco più famoso del mondo, anzi, visto quanto guadagna una holding. Ubi maior. Ci sarebbe da sentire anche Simone Salvini, se non altro per il suo dottorato in psicologia e la specializzazione in Ayurveda, ma tant’è.

11:30
Bisogna correre: nell’Auditorium si esibisce lo chef del Piazza Duomo di Alba, Enrico Crippa, 3 stelle Michelin, ma in sala blu 1 alle 12:05 c’è Stefano Ghetta, una stella Michelin al Chimpl, il ristorante della cultura ladina che volenti o nolenti genera interesse, quantomeno antropologico.

14:45
Un po’ di sano campanilismo, orsù. Andiamo da Simone Tondo, l’italiano che ha conquistato i francesi con Roseval, il neo-bistrot. Per lui ci si può persino perdere l’arcinoto Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli (oppure, se ci si annoia, si cambia sala dopo il primo quarto d’ora).

15:50
Invece va visto e sentito Chrstian Milone in sala blu 1, giovane chef che insieme a Lorenzo Cogo, Eugenio Boer e Matteo Donati rappresenta il futuro della cucina stellata nazionale.

Altro empasse tra Matteo Aloe (in sala 2 alle 16:15) il pizzaiolo bolognese che abbiamo seguito nello stage al Noma di Rene Redzepi l’anno scorso e Antonia Klugmann, ex Venissa ora al suo nuovo Argine.

17:00
A Femke van den Heuvel, miglior chef vegano d’Europa, si può preferire Eneko Atxa di Azurmendi, premio sostenibilità 2014 nella classifica 50Best, che tra l’altro, cosa non secondaria, è pure belloccio. Per finire c’è Cristina Bowerman di Glass (17:45 in sala 2) in concorrenza spietata con Alessandro Negrini e Fabio Pisani di Aimo e Nadia, con Riccardo Gaspari, uno dei nostri chef emergenti per il 2015

Riepilogando

SALA BLU 2 – 10:15 Loretta Fanella
AUDITORIUM – 10:45 Ducasse
AUDITORIUM- 11:30 Crippa
SALA BLU 1 – 12:05 Stefano Ghetta
SALA BLU 2 – 14:45 Simone Tondo
SALA BLU 1  -15:50 Christian Milone
SALA BLU 2 – 16:15 MAtteo Aloe
AUDITORIUM – 17:15 Eneko Atxa
SALA BLU 2 – 17:45 Cristina Bowerman

Niko Romitovirgilio martinez

9 FEBBRAIO 2015 – TROPPI ARISTOCHEF

Il secondo giorno è quello in cui calano le forze, e farsi vedere in giro con il badge nel convegno non è più così divertente; fuori, i capannelli di gente che pontifica sulla precarietà delle affermazioni appena ascoltate si fanno sempre più nutriti.

Si arriva in leggero ritardo per darsi un tono perdendo Enrico Panero: non è un fatto personale, il c.v. è ottimo cv ma è preferibile riposare.

10:45
Puntuali in auditorium ci sono Daniel Humm e Will Guidara del NoMad di New York: c’è appena stato Giuseppe Palmieri, sommelier dell’Osteria Francescana, bisogna andare.

Qui decidete voi: o la pizza di Bonci (alle 11:10 in sala blu 2), o nell’Auditorium Martinez di Central, l’avanguardia sudamericana che dominerà il mondo della cucina nel 2015. Dopo di lui, che ve lo dico a fare, Massimo Bottura. Prendere posto con mezz’oretta d’anticipo potrebbe non bastare.

14:00
Niko Romito , affascinante chef abruzzese del Reale a Casadonna, tre stelle Michelin, o Michele Biagiola di Le case “21 ettari fra orti, boschi, aiuole di erbe aromatiche, allevamenti allo stato brado e laghi di falda per gamberi di fiume e storioni”? Non riusciamo a deciderci

15:00
Nell’Auditorium è la volta di  Sean Brock, cucina del sud degli Stati Uniti, di cui ancora in Italia parlano in pochi (un buon motivo per andarci). Alle 15:50 per puro piacere esotico, se Heinz Beck  lo avete ascoltato altre volte preferite Bryce Shuman in sala blu 1: Betony è stato il ristorante del 2013 per il New York Times.

17:15
Enrico Bartolini del Devero è preferibile all‘accoppiata Vitantonio Lombardo e Angelo Rumolo con l’incontro un po’ da convention marketing “Collaborare per vincere”. Si torna nell’Auditorium alle 18 per Vladimir Mukhin di White Rabbit, perché a noi la cucina russa piace.

Ricapitolando

AUDITORIUM – 10:45 Daniel Humm e Will Guidara
AUDITORIUM:11:30 Virgilio Martinez
AUDITORIUM- 12:15 Massimo Bottura
SALA BLU 1- 14:10: Michele Biagiola
AUDITORIUM – 15:00 Sean Brock
SALA BLU 1 – 15:50 Bryce Shuman
AUDITORIUM – 16:30 Jason Atherton
AUDITORIUM – 18:00 Vladimir Mukhin

Identità Golose, craccoLorenzo Cogo e Daniel Burns

10 FEBBRAIO 2015 – ME LO PERDO?

Il terzo giorno chi ha fretta inizia a fare le valigie. Il mattino è dedicato alle star chef del Veneto, una veneta come me dovrebbe esserci, ma Cracco me lo perderei anche così (a fare delle dormite lunghe ci si prende gusto).

10:15
Da Lorenzo Cogo di El Coq invece conviene andare: è giovane, è carino, la sua cucina piena di fiori è di assoluta tendenza. Dispiace solo perdere Roberta Pezzella (10:15 sala blu 2), ex chef patissier della Pergola di Beck, adesso al Panifico Bonci.

Spiace per Giancarlo Perbellini di Casa Perbellini a Verona e Daniele Cera, ma alle 12:05 in sala blu 2 c’è Daniel Burns, di Luksus, cucina filo-danese a New York, c’è appena stato il capo che è una garanzia.

Dal panel del pomeriggio nell’Auditorium si capisce che la pasticceria quest’anno punta sugli stranieri: il giapponese parigino Kei Kobayashi, il bavarese Christop Lindpointner, Josep Maria Rodriguez Guerola da Barcellona. Si può anche skippare.

14:10
In sala blu 2 c’è Paolo Lopriore di Kitchen, nel parere di molti lo chef più coraggioso e sottovalutato d’Italia. A seguire Poul Andrias Ziska di Koks, niente meno che nelle Isole Faroe, dopo di lui Roberto Flore, chef del progetto Nordic Food Lab: se si deve parlare di foraging, parliamone.

17:00
L’attenzione si sposta in sala blu 1 con Andrea Berton e poi alle 17:45 Massimo Bottura. La controprogrammazione è affidata a Manuele Senis con “sostenibilità del cefalo”, non so e mi spiego!

Ricapitolando

AUDITORIUM – 10:15 COGO
SALA BLU 2 – 12:05 Daniel Burns
AUDITORIUM – 12:30 Gian Pietro e Giorgio Damini
SALA BLU 2 14:10 Paolo Lopriore
SALA BLU 2 ore 15: Poul Andrias Ziska
SALA BLU 2 – 15:50 Roberto Flore
SALA BLU 1 – 17:00 Andrea Berton
SALA BLU 1 – 17:45 Massimo Bottura

[Crediti: Identità Golose,, Dissapore. Immagini: Identità Golose, Le Nuone Mamme, Chef4passion, Fine dining lovers]