di Carlotta Girola 2 Gennaio 2015
Masterchef Italia 4, joe bastianich s'arrabbia

Capodanno e MasterChef, tipo il cacio coi maccheroni. Nel senso che mangiato abbiamo mangiato, bevuto pure, festeggiato e fatto tardi anche, quindi una serata in pigiama sul divano guardando la nuova puntata ci sta eccome. Tanto più che stasera inizia la sfida vera, quella nella cucina, quella dove o fai piatti decenti, o hai un culo stratosferico, o vai a casa tua e si infrangono i sogni di gloria.

Il popolo di Twitter si prepara anche stasera a seguire, commentare, fare cronaca (noi la twitter cronaca) o battute non sempre esilaranti sull’argomento. E poi ci sono anche quelli che non hanno Sky, e vogliono comunque farsi del male bazzicando sui social e sperando di arrivare illibati alle repliche su Cielo. Impossibile.

Si inizia con la prima mistery box della quarta stagione. Ennesima, intrigante per il pubblico, scioccante per i concorrenti, accozzaglia apparente di ingredienti scesi senza soluzione di continuità dal cielo degli Chef: filetto di cavallo, friselle, cappesante, porro, songino, limone. C’è anche altro, ma vi basti questo, io al pensiero di mescolare anche solo due cose ho già l’ansia da prestazione.

masterchef Italia 4, mystery box

E poi, quando i 20 aspiranti Master iniziano già a farneticare immaginando fornelli accessi, i 3 giudici ci mettono il carico da 90. Compiono una specie di test di empatia, offrendo ciascuno un ingrediente segreto ai concorrenti che devono scegliere sulla fiducia un giudice e il suo ingrediente regalo di conseguenza.

Roba piccante, tra l’altro. E via subito di tweed uterinici e poco velati.

Adesso c’è da ridere: il regalo di Barbieri è il fico di mostarda cremonese (ma tutti ‘sti doppi sensi ce li vedo solo io? Bah.), quello di Cracco la radice del wasabi e Joe Bastianich, invece, porta in dote l’habanero. In 7 scelgono il fico, in 6 il wasabi, gli altri 7 l’habanero, ma non sapendolo. Hanno tutti puntato sulla fiducia nei confronti del giudice. In questo modo hanno servito su un piatto d’argento le loro debolezze agli spietati.

Mi viene un dubbio: non è che questa è la puntata di capodanno, ma loro stanno entrando nel modo dell’epifania? 3 regali da 3 uomini importanti vi ricorda qualcosa? Ma non sono l’unica ad averci pensato.

Va bene, è la prima puntata, immagino che sia normale essere un pochino agitati, ma qui stiamo esagerando. La follia collettiva è alle stelle, congiuntivi che volano liberi senza senso nell’aere, gente che si assaggia le dita dopo averle strofinate per un nano-secondo con l’habanero. Ansia collettiva. E, intanto, i twittatori folli (anche stasera sono tanti, devo ammetterlo, non ci avrei creduto) iniziano ad esprimere pareri e giudizi di merito sui nostri 20 eroi.

Barbieri, al solito, la fa semplice. Facile usare il fico: “con la mostarda si possono fare un sacco di cose”. Sì, forse per lui, ma del tipo? Non è dato sapere. Intanto tra i fornelli si scatenano idee folli dei concorrenti alle prese con ingredienti misteriosi.

Dopo le fatiche gastronomiche piccanti degli Ercole sudati di MasterChef il risultato sono i tre piatti migliori, quelli di Niccolò, Fabiano e Viola. And the winner is… Viola, che continua a tremare come una foglia e a far venire la voglia di puntarle una pistola per farle uscire un pizzico di voce.

Masterchef Italia 4, il piatto di Viola

Giubilo per aver scampato la prima prova? Macchè, l’ansia vince ancora su tutto per la povera Violetta impaurita, che ora viene forzosamente invitata a un tu per tu coi giudici in dispensa. Per l’imminente inventino test, infatti, la vincitrice deve ora scegliere un gusto per la prossima prova.

Tra salato, dolce e aspro la piccola Calimera bagnata gioca il jolly e sceglie l’aspro.

Tra gli ingredienti del gusto “salato” Cracco cita la salicornia. Ecco la parte buona e arricchente di MasterChef: sono costretta a googolare perché non so di cosa si stia parlando. Ma, nel frattempo, siamo di nuovo davanti ad una decisione adrenalinica di Viola, che invece di salvare la pelle decide di mettersi in gioco e cucinare anche lei. Ma la poverina non ha visto le altre edizioni del programma?

Suicidio in diretta Sky. Viola si rende subito conto dell’ardita scelta e se ne esce con un “Spero di non aver fatto una minchiata”, in effetti lo stavo pensando or ora. Carrellata sui concorrenti alle prese con l’aspro come filo rosso del loro piatto. C’è Gabriele che vuole mescolare patate e ribes, anche se Bastianich esprime un leggero dissenso.

Silvana, casalinga in spolvero, dopo aver versato due lacrime di auto-dilusione per aver precedentemente rischiato il mappazzone nella prima prova, ora viene ripresa da Cracco perché il risotto non si gira di continuo. Facciamo outing: tutti noi giriamo intorno al risotto come condor affamati e lo rigiriamo forse un po’ troppo. Tutti noi, o almeno io di certo.

I giudici assaggiano tutto, uno dopo l’altro: Alessandro ha toppato con lo spaghetto e Barbieri, con sadismo e sprezzo, lo obbliga ad assaggiarli dopo averli definiti “immangiabili”.

I risotti vanno per la maggiore (che noia!), si spreca qualche lacrima di Arianna sull’arrosto, la fungara esprime dissenso e sdegno per quelli che hanno osato maltrattare, anzi letteralmente “umiliare” i funghi col piatto aspro. Non sia mai detto.

I nomi dei piatti fanno rabbrividire. Mai prima d’ora si era osato tanto col vocabolario gastronomico. Si va da un “fattoria nel sottobosco”, a un “villaggio di pescatori”. Senza contare l’uso improprio e malsano di “di, a, da, in, con, su, per, tra, fra”.

Se i tris nel piatto hanno fatto il loro tempo e non si posso più vedere, meno che mai a MasterChef, succede anche di peggio: il pollo rosa. Filippo ne è l’artefice, peccato perché dei 20 era uno di quelli che mi stava simpatico, d’altra parte la sua modestia era sotto gli occhi di tutti (sì, sono ironica, ora godo aspettando il momento della sua eliminazione). Bastianich, manco a dirlo, non la prende bene.

Il solo pensiero che avrebbe potuto mettere in bocca il pollo rosa lo manda fuori di testa. E senza beep di censura.

Alla fine la spunta Giuseppe, il conte, col suo pesciolino che alla vista non prometteva granché. Tra Gabriele, Filippo e Alessandro io non ho dubbi: rispedirei al mittente Filippo. Invece, colpo di scena, se ne va Gabriele. Lui, per davvero, era simpatico.

Magari non proprio un trascinatore di folle, ma mi spiace. La scenetta della finta modestia in cui lui dichiara di meritare l’eliminazione e poi i giudici lo salvano no, non è tollerabile. Io, una volta, ho cotto troppo poco il pollo e ne sento ancora l’onta tra le pareti di casa. A MasterChef è inaccettabile. Al posto suo esce Alessandro. Fuori due.

Masterchef Italia 4, concorrenti eliminati Masterchef Italia 4, concorrenti eliminati

Scatta la pubblicità, dove ormai è un rito il ripetersi di facce di ex concorrenti e giudici alle prese con gli spot. Uno in particolare risulta abbastanza esilarante,soprattutto per l’ardita scelta del testimonial nella figura di Marco Barbieri che non ha la dizione più adatta per il testo da pubblicizzare.

Nella seconda puntata della serata eccoci arrivati finalmente all’open air. Chiudete gli occhi: esterno giorno, profumo di fieno e di stalla; aria bucolica e rumore di trattori. Siamo a Polesine, in mezzo alla campagna e nel giorno sacro della festa della mietitura. MasterChef regala uno spaccato di Italia della nostalgia contadina. Tutto bello, ben orchestrato, ben fatto, ben pensato: peccato che puzzi un po’ di artefatto.

Va bene il dictat della telecamera, che non è che uno si può presentare senza essersi pettinato, ma qui c’è del patinato che in campagna non ci sta poi così bene.

Si cucinerà per 100 agricoltori. Oddio, la fame degli agricoltori. Non vorrei essere nei loro panni. Squadra rossa capitanata da Maria (maestrina insopportabile che ho istantaneamente decretato la più antipatica dell’edizione 4), squadra blu dal conte Giuseppe.

Masterchef Italia 4, squadra rossa Masterchef Italia 4, scquadra blu

I primi si cimentano in faraona alla cacciatora, gnocco fritto con culatello, e maltagliati al sugo di faraona. I secondi di nuovo con culatello e gnocco fritto, e poi con gnocchi di patate e coniglio alle erbe.

Su Twitter siete impietosi. La povera Serena ha dichiarato solo qualche minuto prima di essere vittima di pregiudizi per la sua stazza. “Se sono grassa non vuol dire che io mangi tanto”, e invece giù di tweet cattivelli.

Comunque, in tutta questa faccenda, aleggia qualcosa di silenziosamente nostalgico tra il popolo della Rete.

Momenti di panico quando Ilaria si ferisce sul campo, tagliandosi un dito durante la preparazione dei pomodori. Tensione altissima quando si rischia la rissa perché qualcuno si accorge della presenza di piume sui tranci di faraona. Attimi da Hitchcock, ve lo assicuro.

Ma si dimentica tutto appena la regia scocca il colpo di grazia. I 100 agricoltori arrivano sul set. Manco Pellizza da Volpedo avrebbe potuto disporli meglio; diciamo che perdono in credibilità perché sembrano messi lì come fossero statuine di un presepe, ma li amiamo lo stesso.

Comunque sono loro a decretare i vincitori, e stavolta la faraona vince sul coniglio, con pochissimi voti di scarto i rossi sono salvi e i blu vanno al pressure test. Una notevole escalation adrenalitica, stavolta, con tanto di assalto agli ingredienti e piatti cucinati in 20 minuti.

Paolo, il catechista che per tutta la puntata non ha fatto che assumere espressioni sempre meno buoniste e sempre più alla Norman Bates, è autore di una doppietta notevole. Prima si pente e si duole per il suo maiale crudo (un obrobio davvero) e poi per autopunizione si mozza una mano col coltello.

Due feriti in una serata, non male.

 

 

 

Masterchef Italia 4, concorrente eliminato

[Fotocrediti | Masterchef Twitter]

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