di Carlotta Girola 6 Marzo 2015
Stefano vince Masterchef

Spoiler, spoiler dello spoiler, meta-spoiler. Sentite, facciamo finta che tutto sia andato liscio, facciamo finta che Striscia la Notizia non esista e non abbia le prove che Nicolò abbia lavorato da Sadler, (anche perché non è che lo chef sembri proprio sicuro sicuro di riconoscerlo dalle foto).

Comunque, dopo una due giorni di passione sul web e in tv, con chi spiffera, chi rispiffera, chi non vuole spifferi e chi “tanto lo sapevo già”, ci sono quelli che ne sono usciti illesi e non sanno nulla (ma come sono sfuggiti a tutto ciò?) e chi crede che sia stato tutto uno scherzose.

 

 

Inizia la finale, io mi concentro sullo show, ero qui per questo da più di un mese, quindi ricomponiamoci e guardiamo ai fornelli.

 

“Mannaggia”, penso. Ecco, mi sono distratta il tempo di una parola. Una, ho detto. Mi attendono una stupidaggine come 60 nuovi tweet. Scatenati all’inverosimile stasera, non c’è dubbio.

 

Io ci provo, solo che è difficile concentrarsi sulla gara e ignorare i continui rimandi su Twitter. La paranoia dello spoiler è ovunque, Striscia è ovunque.

 

 

Certo che ‘sti guastafeste ho l’impressione che abbiano regalato a Sky la puntata della vita, quella che guardano anche quelli che non si spiegano perché il signore pelato parli in modo così strano. “Chi sarà mai costui?”

 

Torniamo alla puntata. Va ora in onda l’ultima mistery box della stagione, una sfida introspettiva al limite del freudiano.

I tre finalisti, Amelia, Stefano e Nicolò vengono messi davanti ad uno specchio e recitano una sorta di lettera a Babbo Natale con buoni propositi per il futuro, archiviano drammi personali, fanno autoanalisi in previsione di una battuta di Fassona. Pare un reality sull’autodeterminazione.

 

 

 

 

La intro dei sentimenti irrisolti: il papà di Nicolò, la famiglia e il contesto di Amelia, Stefano e Stefano.

Insomma, per farla breve e tagliare le parti un po’ lacrimevoli, devono cucinare quello che gli pare: un piatto che li descriva, li rappresenti. Nicolò, cuore di mamma, prepara un bordino che fa tanto trendy di questi tempi, e scatena i LOL di chef Cracco.

 

Amelia, invece, si lancia in un piatto dal nome sobrio: “Il sapore di un’emozione”. Cos’è? La pubblicità Barilla? Forse aveva ragione Bastianich a definire i suoi piatti ramarri.

 

Manco a dirlo, il migliore della mistery è Nicolò, una spanna abbondante sopra tutti. E, visto che siamo all’ultima serata e sembra tempo di bilanci esistenziali, dichiara di essere entrato in un modo e di sentirsi molto cambiato. Solo che lo dice con parole sue.

 

 

Sì, va bene. Ma, visto che lui è così bravo, mi chiedo come mai poi alla fine lo spoiler voglia un vincitore diverso (potevo dirlo? Mi picchiate? Attenzione spoiler! …) Adesso si entra in dispensa.

Dal cilindro i giudici tirano fuori un asso di quadri: Rosanna Marziale del Ristorante Le Colonne di Caserta.

 

La chef stellata presenta tre sue creazioni. Nell’ordine abbiamo la palla di mozzarella ripiena di tagliolini al basilico, la pizza al contrario, la zuppa di cozze in latte di mozzarella nera.

 

Tutto era iniziato con la bufala, e tutto torna alla bufala. Che sia un presagio di spoiler bufala? Sale la mia speranza. Ma c’è anche chi, nella mozzarella, simbolo della Campania, ci vede altro.

 

I piatti sotto le cloche di stasera sono davvero belli. Ma così belli che su Twitter si sprecano i commenti salivanti.

 

 

Allora, Nicolò si accaparra la pizza al contrario da replicare, mentre assegna ad Amelia la palla di mozzarella, e a Stefano resta la zuppa di cozze. Non ci si riesce a distrarre un attimo pensando al buon cibo che si torna sullo spoiler.

No, perché siamo ad un livello molto più avanzato: il meta-spoiler, quello fatto in anticipo sulla differita. Roba da dover fare i conti sul taccuino.

 

I concorrenti, a parte Nicolò che ha chiacchierato bellamente con la Marziale, possono fare solo 3 domande alla chef sulla preparazione del piatto. Amelia, ad esempio, non pone il quesito giusto e si ritrova a improvvisare.

Era facile, la mozzarella andava distrutta nel microonde e poi riappallottolata con dentro il ripieno.

 

Nel frattempo si consuma anche l’ennesimo dramma di Stefano (no, non si è accecato col suo stesso sudore). Ha, udite udite, dimenticato il pane per il crostino.

Dramma. Lui, in preda al delirio tremens, va avanti e si concentra sul latte di mozzarella.

 

Cosa saranno? 4 minuti che non si parla di spoiler? Ecco, appunto.

 

 

Il verdetto manda subito Nicolò in finalissima: la sua pizza al contrario è identica a quella della chef. E poi, dicono i giudici, devono scegliere tra chi ha fatto l’errore meno grave. Fuori Amelia e passa Stefano.

 

 

 

Mmm. Quindi ora siamo rimasti ad un 50 e 50. Nel senso che ho il 50% di possibilità che lo spoiler sia vero per davvero.

 

 

Piange. Stefano piange. Strano. “L’ultima possibilità di realizzare un sogno”: l’aveva già detto, vero? Sì, credo una settantina di volte.

E comunque, visto che siamo all’ultima puntata e l’emozione è di rito, arrivano in studio i parenti dei finalisti. Per Stefano genitori e compagna (con erede annesso) e per Nicolò mamma e babbo chenoncredevainluimaadessosì.

 

 

Certo è che il popolo femminile, anche quello in adorante delirio per Stefano occhio blu, trova qualcosa da dire sulla sua mammine acuta.

 

 

Il papà di Nicolò, invece, è fiero del suo bambino. Sempre stato, per sempre nei secoli. Forse si era solo dimenticato di azionare le corde vocali. Come tanti padri, no?

 

 

Comunque, dai. Sono sempre più convinta che Nicolò debba vincere, se la sia meritata tutta questa quarta edizione. Ora la sfida è tutta nell’estro e nella tecnica, per preparare un menu degustazione.

E la sfida finale abbia inizio. Forza Nicolò, credo in te. E, naturalmente, niente superstizione.

 

 

Come in tutte le finali che si rispettino tutti gli aspiranti MasterChef 4 assistono alla sfida, rigorosamente dalla balconata.

 

Lì in mezzo a tifare ci sono anche i parenti. Anche la Mariella, figura di fidanzata stefaniana ormai mitologica. Anche qui il pubblico femminile, rosicante, ha qualcosa da dire. Ma l’ha detto lei, mica io. Capito?

 

No, ho detto che non sono superstiziosa, ma posso diventarlo. E poi chi l’ha detto che le mutande bucate portano bene? Nicolò?

 

Ansie, tifo, sudore, confabulazioni dei giudici: tutto in pieno stile finalissima. E, in stile stellatissimo, anche il menu degustazione dei due concorrenti. Il primo è Nicolò, il secondo Stefano

 

 

 

 

 

 

 

 


Nicolò presenta un piatto in più. Devo fare l’obiettiva? Io non lo so giudicare un piatto dalla televisione, ma alla vista sembravano tutti uno più bello dell’altro. Semplicemente bellissimi.

Scontro generazionale: il giovane che si butta, il quarantenne che ce la deve fare. I giudici mettono tutto sulla bilancia: giudicano, apprezzano. Il montaggio è serrato e, naturalmente, non fa capire in che direzione si vada, da che parte penda la bilancia.

“Il terzo piatto… embè il terzo piatto…”

 

Ci siamo. Stiamo per scoprire (chi è il 4° MasterChef d’Italia) se lo spoiler era vero. Nel caso contrario Striscia sarebbe un genio dei roll e una nuova frontiera di comunicazione televisiva.

 

 

No, niente. Era solo uno scherzo. Quelli di Striscia meritano lo share dell’unica puntata tv di Cruciani e Parenzo. Vince Stefano.

 

Sono un po’ delusa, ve lo dico. Ci speravo. Voglio ricordarlo così.

 

Buonanotte. Ne riparleremo, ora vado a farmi una pizza al contrario per tirarmi su.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Masterchef]

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