di Riccardo Campaci 9 Marzo 2015
Masterchef e Antonio Ricci

Cala il sipario sulla querelle Masterchef Italia 4 VS Striscia: oltre a due attacchi rispettivamente a Sky e a Bruno Barbieri, sostanzialmente privi di verve, gli ultimi strascichi nel programma di Antonio Ricci si rivolgono blandamente a Claudio Sadler. Oggi l’intervista video allo chef di Milano (leggete il commento che ha lasciato su Dissapore) sarà pubblicata integralmente sul sito di Striscia e, non contento, Ricci ha ricordato come la figlia di Sadler, Giulia, lavori al programma di Sky.

Striscia non ha fatto 2+2 ma sappiamo quale risultato vorrebbe suggerire.

Ricci però vuole chiudere in bellezza a non lesina sulle ultime sferzate, lanciate da una raffica di interviste ai principali quotidiani italiani dove nell’ordine rivela che il Veggente non è altri che lui, che Cracco e Barbieri sono due baccalà e che Masterchef è un programma degno di Fantozzi. E vabbè.

Andiamo con ordine.

IL VEGGENTE

Il veggente non esiste. Il veggente è Antonio Ricci che si è ritrovato per sbaglio a guardare una delle ultime puntate di Masterchef in compagnia della sua figlia piccola ed ha avuto l’illuminazione mediatica: la classifica finale era evidente (in realtà solo a lui, ndr.), telefonata, annunciata, bastava solo un po’ di attenzione: “la narrazione del programma portava a quella soluzione. Lo avrebbe capito qualunque allievo della Scuola Holden di Baricco. Non mi sento in genio”. Altro che Mago Otelma.

Con questa perifrasi articolata Ricci riesce a biasimare non solo gli autori e la regia del programma di Sky, ma anche il povero Baricco e la sua scuola. Chapeu, l’autore di Striscia non si smentisce mai e quando vuole mordere non risparmia sul veleno, nemmeno quando incalza su Paolo Brosio, usato come capro espiatorio nel caso la previsione fosse andata male nel finale della narrazione.

“La bellezza della narrazione non è nel finale” sostiene Ricci e definisce la sua iniziativa solo un “ballon d’essai”, che è riuscito comunque a rompere i baloon a qualcuno, il popolo della rete, paragonato ad una sorta di “ISIS che è in noi”, e capace di augurare le peggio cose anche a Max Laudadio e a sua figlia.

BACCALA’

Il papà di striscia non le manda a dire nemmeno a Cracco e Barbieri, inglobati in una metafora ittico/gastronomica evidente: “due terzi dei giudici sono dei baccalà”.

Non è difficile intuire a quali dei due terzi Ricci si rivolga: si tratta del “baccalà alla vicentina” (Cracco) e del baccalà alla bolognese (Barbieri), ma “se li vedi dopo un bel montaggio sembrano tutta un’altra cosa”. Visto il disastro della finale in diretta della scorsa edizione, non possiamo non dargli ragione, forse calcando la mano e parlando di baccalà in pastella.

Bastianich, invece, sembra godere dell’apprezzamento di Ricci (è sicuramente il più “telegenico” del trio), e visto che il prossimo anno Canavacciulo sarà della partita, è interessante capire a quale esemplare del regno animale verrà paragonato il nuovo giudice chef.

FANTOZZISMO

In chiusura Ricci dichiara apertamente di non gradire particolarmente Masterchef come programma (in compenso gli piace molto River Monsters, il programma di pesca dove ci mostrano i pesci più terrificanti di acqua dolce… come se non lo sapessimo già che Ricci ama i pesci che abboccano).

Il motivo? oltre ai giudici baccalà e alla necessità di coinvolgere concorrenti semi-professioni e non imbranati cuochi della domenica, Masterchef avrebbe un non so che di “Fantozziano”: “io non accetto che un essere umano venga umiliato per aver sbagliato un piatto. Ma forse è proprio questo che attira, questo fantozzismo”.

Leggendo queste parole non possiamo che sobbalzare sulla sedia: ma come?! Antonio, proprio tu, che hai fatto dell’umiliazione altrui il vessillo di trasmissioni come Striscia la Notizia, portando il concetto di fantozzismo ad un livello superiore, vorresti propinarci un galateo alla “Giovanni della Striscia”!?

Grazie Ricci, grazie davvero… com’è umano, Lei.

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