di Riccardo Campaci 8 Aprile 2015
spot mcdonald's happy meal

“Te lo do io l’Happy Meal, pestifero e precoce consumatore di junk food che non sei altro!” avrei risposto al bambino protagonista dell’ultimo – provocatorio – spot di McDonald’s in cui il pargolo si rivolge al cameriere di una pizzeria che gli chiede che pizza vorrebbe ordinare.

Mentre i genitori tentennano indecisi, lui ha le idee chiare e nessun dubbio: la pizza non se la fila nemmeno per idea, lui vuole l’Happy Meal.

“Vergogna! – ha pensato subito il gastrofanatico che abita nella mia pancia – come osa McDonald’s insinuare che per un bimbo un Happy Meal sia meglio della Sacra Pizza?! Niente è meglio delle pizza. NIENTE”. 

A quel punto il gastrogeek che alloggia nel mio cervello, sentendo gli improperi del collega, si è svegliato dal suo torpore di metà pomeriggio e ha iniziato a chiedersi:

la pizza è davvero meglio dell’Happy Meal?

DAVVERO?

Bisogna dimostrarlo, o comunque argomentarlo, provando ad evitare le reazioni di pancia, o almeno ad arginarle. La maggior parte di voi che state leggendo non avrà dubbi, lo so: “una pizza è mille volte meglio di un pidocchioso Happy Meal” state pensando, giusto?

Be’, vediamo.

Prima di tutto definiamo l’Happy Meal, il “Pasto Felice”, il prodotto con cui McDonald’s da sempre cerca di adescare i nostri pargoli in maniera gioiosa e giocosa. L’Happy Meal oggi è un menù che permette la scelta tra:

— Hamburger, McToast, o McNuggets (4 pezzi)
— un contorno a scelta tra Carotine e Patatine (regolari)
— una bibita a scelta tra Coca-cola, Coca-cola zero, Fanta, Sprite, Lipton Ice Tea Limone, Lipton Ice Tea Pesca, Acqua Lilia naturale, Acqua Lilia frizzante, Succo Pesca BIO
— infine un dessert a scelta tra Snack al parmigiano, Le Frescallegre (frutta), e Yogurt BIO Fragola-Banana.

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A prescindere dal messaggio, lo spot – a mio parere – è azzeccato: non solo sfida la maggiore tradizione famigliare del “mangiar fuori” all’italiana, quel “andiamo a mangiarci una pizza” spesso circoscritto all’interno di un fenomeno di “casual eating”, ovvero la decisione di uscire a mangiare qualcosa senza una meta predefinita; dicevo, non solo sfida questa tradizione, ma vi fa leva sfruttando i desideri dei bimbi, spesso l’ago della bilancia in ogni contesto (in)decisionale, come evidenziato nello spot stesso, dove la coppia genitrice sembra più spaesata di un pigmeo fra i tutsi.

Torniamo al dilemma. Perché dunque McDonald’s ha torto e una pizza è meglio di un Happy Meal?

Per la prima parte della risposta lascio rispondere al gastrofanatico che abita nella mia pancia.

PIZZA CONTRO HAPPY MEAL: DI PANCIA

Ma insomma, stiamo scherzando? Volete mettere una bella pizza fumante e croccante, appena impastata, condita e sfornata dalle mani sapienti di un pizzaiolo virtuoso, pizza che s’adagia di fronte a noi, in quel bel piatto tondo, largo e ampio come il nostro appetito.

La si taglia e già godiamo della croccante morbidezza della pasta, con la lama che affonda nella mozzarella sfrigolante e nella densa salsa di pomodoro, prima di afferrare lo spicchio numero uno e addentarlo, mentre il profumo di origano o basilico sale con forza a cospetto del nostro olfatto e accompagna la festosa esplosione di gusto cui partecipano le nostre papille gustative.

Non c’è storia.

Dall’altra parte cos’abbiamo invece?

Un triste panino, prodotto, cotto e assemblato in catena di montaggio, dall’aspetto già vecchio (anche se non invecchierà mai) accompagnato da una confezione di patatine incartapecorite da oltre 19 ingredienti o da insipide carotine, per finire in bruttezza con parmigiano confezionato, frutta insaccata o uno yogurt banana e fragola.

Non c’è storia.

A proposito di storia, dove la mettiamo la tonda tradizione accerchiata in una pizza, un patrimonio non solo gastronomico, ma anche culturale, che testimonia l’evoluzione di uno dei simboli del nostro Paese, l’orgoglio collettivo fattosi carboidrato, massimo simulacro della dieta mediterranea, e eterno ritorno del gusto nella sua massima espressione italica?

Davvero volete far crescere vostro figlio a suon di hamburger yankee, prodotti privi di identità e germi della più vile ed anonima globalizzazione? Non c’è storia in un Happy Meal. Non è Happy. E nemmeno Meal.

Non c’è storia.

A questo punto il gastrofanatico nella mia pancia si placa e lascia spazio al gastrogeek nella mia testa.

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PIZZA CONTRO HAPPY MEAL: DI TESTA

Proviamo ad analizzare i valori nutrizionali di un Happy Meal e paragonarli a quelli di un pizza.

Per l’Happy Meal prendiamo a riferimento i valori pubblicati dal sito ufficiale di McDonald’s; per la pizza, so benissimo che ci possono essere mille varianti, ad alta o bassa idratazione, con farina integrale o farina raffinata, e millemila altre variazioni, ma facciamo riferimento a una margherita standard, del peso di circa 280 grammi, con i valori nutrizionali riportati anche da Google. Qui di seguito le tabelle a confronto.

Mcdonald's Happy Meal, valori nutrizionali

Non sono un nutrizionista, né uno scienziato dell’alimentazione quindi lascerò la maggior parte di questi numeri a libera consultazione e ognuno potrà trarne le sue conclusioni, che dipendono non solo dal cibo in sé ma anche dall’individuo che lo assume e dal suo fabbisogno nutrizionale, in relazione al proprio stile di vita.

Alcune considerazioni, però, credo possano esulare dalle specificità scientifiche e mi permetto di avanzare qualche riflessione nello scontro Happy Meal vs Pizza.

Come noto a chi è attento alla linea, la pizza è un alimento completo, un piatto unico che apporta un numero consistente di calorie, essendo per lo più costituita da carboidrati. Non si scappa, una pizza margherita media standard apporta circa 750 kcal, numero che può aumentare non poco nel caso in cui si scelgano ingredienti aggiuntivi estremamente golosi.

Con l’Happy Meal invece, grazie alle sue combinazioni, è possibile ottenere un pasto meno calorico e forse anche nutrizionalmente meno pessimo di quanto si potrebbe pensare: il tris McNuggets + Carotine + Le Frescallegre apportano molte meno calorie rispetto alla pizza, aggiungendo anche frutta e verdura.

Certo, probabilmente nessun bambino al mondo si sogna questa combinazione per il suo Happy Meal – che per quel bambino diventerebbe immediatamente “Sad Meal” – i bimbi preferiscono le “porcherie” e gli sfizi, quindi hamburger, patatine e snack al parmigiano.

Resta il fatto che, per quanto possa essere un palliativo “gastronomically correct”, nutrizionalmente parlando l’Happy Meal offre un’alternativa “salutistica” evidente, probabilmente migliore per i bimbi un po’ in sovrappeso rispetto alla pizza.

Mcdonald's spot Happy MealMcDonald's spot Happy Meal

Sì, okay potete anche obiettare che, al netto dei valori nutrizionali teorici, sulla qualità degli ingredienti di McDonald’s non ci mettereste la mano sulla piastra; ma sulla qualità degli ingredienti usati da alcuni pizzaioli nemmeno io ci metterei la mano nel forno.

Non dimentichiamo poi il gioco, sempre presente in ogni Happy Meal, indispensabile per conquistare un bimbo che potrebbe invece trovare meno interessante giocare con dei cornicioni di pizza masticati; e il prezzo finale, solo di 4 euro, che include panino, contorno, dolce/frutta e bibita.

In alcune pizzerie con 4 euro ci paghi al massimo 2 coperti. In altre, specie a Napoli in zona via dei Tribunali, ci paghi invece una Margherita.

Ecco lo sapevo. Alla fine quel bimbo, che avrei preso a maleparole, ora mi sta quasi simpatico… almeno, simpatico al gastrogeek che vive nel mio cervello, il gastrofanatico che vive nella mia pancia continua a detestarlo.

[Crediti | Link: Dissapore]

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