di Carlotta Girola 11 Giugno 2015
Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Si chiama Spazio come tutte le creazioni di Niko Romito, ma non sarà lo chef tre stelle Michelin del Reale Casadonna di Castel di Sangro (AQ) a cucinare per voi, e non vi aspettate nessun menu degustazione. Al terzo piano dell’emporio da 3.000 metri quadrati che Autogrill ha aperto in Piazza Duomo a Milano con un investimento di 14 milioni di euro, il “nuovo ristorante di” non pare avere velleità mega-galattiche (e gliene siamo grati), ma si assesta a metà strada tra ricerca e “gente che ha fame in pausa pranzo“, e pur essendo il terzo della sua specie dopo Rivisondoli e Roma, nella sede di Eataly, sembra piuttosto un ristorante studiato ad hoc per il pubblico metropolitano.

Si sale al terzo piano dello spazio Autogrill, si va oltre il mercato e si attraversa il ristorante self service da oltre 200 posti, e arrivati in cima salta all’occhio la cucina a vista di Spazio, dove si muovono tra i fornelli ragazzi giovani e giovanissimi.

In effetti viene presentato come laboratorio-ristorante che mette in pratica la “poetica formativa” dello chef abruzzese.

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Chic il giusto, minimale e allo stesso tempo curato nei dettagli, con una vista (sul Duomo o sulla Galleria) da incorniciare in entrambi i casi, e soprattutto a portata di portafogli.

Per gli antipasti si spendono 13 o 14 euro, per i primi piatti stiamo tra i 13 e i 15 euro, i secondi tutti democraticamente a 17 euro, dolci in media sugli 8.

Gli spazi sono diversi: nel primo, con affaccio sulla cucina, la forma geometrica pura vince su tutto, con tavolini quadrati e pareti disegnate. La sala centrale, invece, è più romantica, su tutto domina il legno, le sedie di una volta, libri con le pagine ingiallite e tavoli rotondi con zuppiere come centritavola. Certo, c’è anche l’angolino in penombra che invita alla riflessione da fase digestiva.

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

L’ultima sala è molto più luminosa del resto del locale. C’è un albero, un albero di medie proporzioni, illuminato dalla luce delle vetrate che portano in terrazza.

Da qui la Madunina sembra pure più bella.

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo, vista sul duomo

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo, vista galleria

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Sono le 14, ci sono pochi tavoli liberi e ho fame. Mi assegnano un tavolo vista Galleria: mangiare con una bella vista mi riappacifica col mondo, da sempre. Come primo scelgo i tortelli di ricotta, distillato di pomodoro, capperi e cucunci. (In carta mi intrigava anche la minestra di cazzarielli, piselli e vongole, ma poi il tortello ha vinto).

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo, ravioli

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Mi faccio spiegare perché sulla carta c’è scritto “Omaggio al Reale” (il Reale, nel senso del ristorante tristellato di Romito). I ragazzi di sala (attenti e sorridenti, tutti) dicono che questo è il piatto che, per concezione e ricerca, si avvicina di più alla loro idea di alta gastronomia. E’ il loro “top di gamma”, traduco senza fronzoli io, e intanto assaggio.

Il sapore dei tortelli e delicato e la consistenza perfetta: il rischio, con la notevole quantità di ricotta che contengono, era del pasticcio ingombrante in bocca, invece scivolano giù che è un piacere. Il distillato di pomodoro, quello che sta lì nel piatto a fare le veci del brodo ha una consistenza vischiosa che mi ricorda l’albume, ma il sapore è forte, deciso, i capperi e i fiori hanno dato i loro frutti.

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo, pollo

Come secondo scelgo il pollo, patate, spinaci e caramello di peperoni. Il pollo è senza pelle, ma al suo posto ritrovate una crosticina a metà strada tra la pelle croccante e l’impanatura: tutto fatto con patate e rosmarino. Sotto ci sono gli spinaci appena scottati e anche il caramello di peperoni rossi prima arrostiti. Unico problemino: la cottura del pollo.

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo, pollo

Diciamo che il pollo “in rosa” non mi fa impazzire, avrei gradito qualche minuto di cottura in più, anche se non grido al sacrilegio. La prossima volta sceglierò tra la seppia arrosto con estratto di seppia e taccole, e il baccalà al vapore con salsa di cipollato e asparagi.

I dolci non sono esattamente la mia passione, quindi quando mi propongono un “dolce non dolce” mi ci tuffo a pesce, e a ripensarci ho fatto non bene, ma benissimo. Il dessert era davvero eccezionale: mandorla, frolla integrale e limone candito.

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo, dessert

L’unica nota dolce del piatto è il limone candito (che poi dolce il limone è tutto dire), le roselline di mandorla hanno sopra del sale, la frolla è croccante il giusto e le foglioline di basilico (basilari nel gusto, anche se non specificate in carta) danno quel tocco lì.

Capito no? Quello che è difficile da spiegare, ma fidatevi di me per una volta.

Insomma, a portata di mano e bello da vedere.

Basta una scottatina in più al pollo e per me ci siamo.

Ma voglio anche la vostra opinione, dai.