di Riccardo Campaci 17 Giugno 2015
nutella

Ségolène Royal l’hanno chiamata a fare il ministro dell’ecologia nel governo dell’ex Hollande con un compito preciso: salvare quel che resta della paffuta faccia da bluff sconclusionato del presidente francese. Dicono che dopo anni di corna (Hollande l’ha mollata per Valérie Trierweiler) e ruoli secondari sia diventata antipatica, ringhiosa, caparbia. Un esempio? L’altro giorno, come se a minacciare le relazioni Italia-Francia non bastasse la chiusura delle frontiere a Ventimiglia, il derby s’è spostato sulla Nutella.

Ségò, militante socialista e ambientalista, ha declamato il suo “aut aut” contro “la spalmabile” di casa Ferrero in diretta televisiva durante un’ospitata a Le Petit Journal di Canal Plus lo scorso 15 giugno.

“Ma come? è buona la Nutella…” obbietta il presentatore Yann Barthes, strabuzzando lo sguardo e accennando un sorrisetto sardonico, in attesa di un chiarimento ministeriale : “Ma non bisogna mangiarla, Nutella contribuisce alla deforestazione perché negli ingredienti è presente l’olio di palma“, insiste Ségolène.

Segolene Royal a Le Petit Journal

Segolene Royal

Ci risiamo, l’olio di palma torna sul banco degli imputati, recidivo. E manco a dirlo trascina la Nutella. Se un tempo lo slogan era “pane e Nutella” ora l’hanno ribaltato in “olio di palma e Nutella”. Identificazione che fa male al marchio Ferrero, tanto che lo stesso Barthes avverte Ségolène: “Ministro, se dice che non bisogna mangiare Nutella rischia di far crollare tutta un’azienda”. 

La replica arriva subito, spalmata in un messaggio rivolto alla Ferrero “E allora devono utilizzare delle altre materie prime”.

Più facile a dirsi che a farsi.

Con l’olio di palma la tv (e Report nello specifico) ci è andata pesante, trasformandolo nel demonio dei grassi saturi, ma anche nel maggiore responsabile dei danni ambientali in Malesia e Indonesia, che ora rischiano di perdere quelle meravigliose creature che sono gli oranghi.

E da lì, la valanga. Sui social impazza la demonizzazione: l’olio di palma fa venire il cancro, la Nutella ci ucciderà tutti, moriremo a causa dell’overdose di merendine mangiate all’epoca dell’asilo.

Raccolta olio di palma

Olio di palma

Se da una parte l’industria, che però è molto furba, ha iniziato la conversione a “olio di palma free“, dall’altra lamenta la mancanza di alternative benché esista la possibilità di scegliere l’olio di palma proveniente da produzioni sostenibili. Il punto è che l’ingrediente demonizzato costa meno di altri grassi (per esempio l’olio di oliva, di girasole o il burro) e ha sostituito il vecchio e molto nocivo processo di idrogenazione dei grassi.

Ecco perché è presente in moltissimi prodotti da forno: quasi tutti i biscotti, le merendine, i crackers e le fette biscottate, gli snack e i gelati.

I produttori che boicottano l’olio di palma sono in aumento, ma per trovare un sostituto ci si affida alla scienza, al momento il candidato in pole position sembra essere il lievito.

Tornando alla Nutella, Ferrero ha rispedito al mittente le accuse enumerando una serie di iniziative all’insegna della “sostenibilità”:

“Per i suoi prodotti Ferrero Francia utilizza al 100% olio di palma certificato sostenibile, un impegno che ci consente di non sacrificare le foreste primarie per le piantagioni olio di palma”.

In Italia è partito il Festival dell’Indignazione: Michele Anzaldi (componente della commissione Agricoltura) s’indigna su Twitter, pretendendo le scuse della Royal su carta bollata.

 

L’ultimo (per ora) moto di indignazione arriva dall’omologo italiano di Segolene Royal, il Ministro dell’Ambiente Galletti, che definisce “sconcertante” l’uscita della collega francese e per ripicca decide di cenare con pane e Nutella.

 

 

Di sicuro non spalmata su una baguette.

AGGIORNAMENTO DELLE 13:30: Agnese Landini in Renzi, first lady italiana, risponde a Ségolène Royal che aveva duramente attaccato la Nutella, mangiando una crêpe al Nutella Bar nello spazio Eataly a Expo 2015

[Crediti: Link: Dissapore, Canal Plus, Immagini: Canal Plus, Repubblica]