di Francesca Romana Mezzadri 3 Gennaio 2015
Croccante della befana

La Befana vien di notte eccetera eccetera. E, per fortuna, si porta via tutte le feste, così dal 7 possiamo tornare a cucinare cose normali in porzioni civili.

Si tratta, insomma, di fare un ultimo sforzo, a dire il vero gradito ai più golosi perché, per chiudere in bellezza le due settimane più goderecce dell’anno, la tradizione della befana prevede dolci e dolcetti da infilare nella calza d’ordinanza.

PRONTA O FATTA IN CASA.
I casi sono due: o andate in pasticceria/al supermercato e comprate una calza bella e pronta farcita di ogni ben di dio, dalle monete di cioccolato al carbone di zucchero, oppure confezionate da voi biscotti e dolciumi e li infilate in un calzettone di lana grossa (possibilmente nuovo, eh), e allora è il caso di mettervi all’opera.

Biscotti, regali di Natale fai da te

No, non vi darò ricette, ma link “perfetti”: quello del croccante di mandorle, da spezzettare e incartare nel cellophane, e quello dei biscotti (1) di Natale (2) da avvolgere in carte veline o sacchettini.

Le ricette, come dicevo, sono perfette e non c’è altro da aggiungere se non che, se decidete di dare una forma ai vostri cookies, potete optare per calze, scope, bastoncini di zucchero col manico, stelle comete e corone.

Per dare un tocco “nature”, io aggiungo alle mie calze piccole clementine e mandarini cinesi, che appena rotolano fuori fanno subito allegria.

carbone dolce

Evito, invece, il carbone: che sia fatto in casa o comprato, mi pare una stucchevole accozzaglia di zucchero e coloranti e, giuro, non mi fa gola neanche un po’.

Se non foste dell’idea, basta una rapida ricerca in rete per trovare le ricette, a cominciare da quella del candy coal di Martha Stewart.

I DOLCI DELLA BEFANA.
Non solo roba da sbocconcellare. Per l’Epifania, oltre a resistere i classici natalizi come panettone e pandoro (scommetto che tutti voi ne avete ancora uno intero da aprire), esistono dolci tipici legati alla tradizione dei Re Magi, come la Galette des Rois francese o il Roscón de Reyes spagnolo.

Galette des Rois

La prima è una torta bassa di sfoglia farcita con una crema al burro e mandorle.

roscon de reyes

L’altro una sorta di brioche alta e lievitata.

Da noi, il dolce più famoso è probabilmente la pinza di cui, nel Triveneto, esistono (al solito!) infinite versioni con impasti più o meno complicati e lievitati. Non mancano mai la frutta secca e la farina di mais e ci sono spesso leggere note di anice, alcol e agrumi.

Io ne faccio una versione semplificata che è anche un’idea per riciclare una polenta avanzata. L’importante è che la polenta sia piuttosto morbida. Se la preparate apposta potete calcolare, per 250 g di farina di mais, un litro e 200 ml di acqua.

Una volta pronta, lasciatela intiepidire e mescolatela con 100 g di zucchero, due manciate di uvetta, altrettanti fichi secchi spezzettati, pinoli, noci e quant’altro fosse avanzato della frutta secca di Natale.

pinza veneta

Se vi piace, prima di unirla all’impasto la frutta morbida può essere rinvenuta nel rum, nella grappa o in un liquore all’anice. In tal caso, sgocciolatela bene e infarinatela leggermente, per non rendere tutto troppo umido.

Altre aggiunte possibili sono: canditi a pezzetti, scorza grattugiata di limone, semi di finocchio o di anice.

Preparato l’impasto di base, ammorbiditelo con un etto abbondante di burro fuso e legate con poca farina bianca (circa 80-100 g), che potete setacciare con mezza bustina di lievito per dolci, fino a ottenere un impasto compatto ma ancora morbido.

Versatelo in una tortiera imburrata e infornatelo per un’ora a 180° finché appare bello dorato. Il dolce si serve anche tiepido, cosparso di zucchero a velo.

Un po’ “mappazzone”, lo ammetto.

Ma la mattina del 6, ancora in pigiama, accompagnato da un bicchierone di latte, è la giusta conclusione dei bagordi.

Da domani, dieta.

[Crediti | Link: Dissapore, Martha Stewart]

1