di 17 Aprile 2014
Cibo, futuro

Il principale interrogativo che perseguita l’umanità da millenni è: “Che si mangia per cena?”. Io, invece, come molti altri, vorrei sapere cosa si mangerà a cena tra qualche anno. All’invasione degli insetti ci stiamo preparando da un po’. Va bene che è quasi Pasqua, ma non  si tratta di una delle piaghe d’Egitto, bensì di una soluzione ecosostenibile per ridurre il consumo di carne.

E se c’è riuscita una schizzinosa come me credo sia un’impresa alla portata di tutti.

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1. INSETTI.

Arrendiamoci, presto o tardi mangeremo uova di formica alla coque.

Dormite sonni tranquilli voialtri schifiltosi , non dovrete trangugiare questo mini bestiame intero, bensì macinato negli hamburger, oppure tra snack croccanti e farine per pane, biscotti e pasta.

Vi avviso, qui in Olanda il governo sta investendo seriamente sul consumo di insetti nella dieta quotidiana, e di recente ha stanziato circa 1.000.000 di euro per regolamentarne l’allevamento.

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HAMBURGER DI CARNE IN VITRO.

Non volete proprio saperne di larve, grilli, formiche e bruchi? Peggio per voi, l’alternativa saranno hamburger di carne in vitro, ricavati a partire da cellule staminali di provenienza bovina.

Ancora una volta in Olanda un team di scienziati sta cercando di rendere la carne da laboratorio indistinguibile da quella originale. Un progetto degno di Frankenstein, ma che potrebbe risolvere gli annosi problemi di sfruttamento ambientale.

Sembra che questo tipo di alimento favorisca la riduzione delle emissioni gassose e comporti una diminuzione del consumo di acqua e corrente elettrica. Senza contare che manipolando la carne in vitro si potrebbero ridurre i grassi o aggiungere nutrienti. Inquietante e interessante allo stesso tempo.

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ALGHE.

Una fonte alimentare finora poco esplorata sono le alghe, un altro alimento funzionale destinato a farsi strada sulle nostre tavole. Il grande vantaggio è che, in una realtà in cui terra e acqua scarseggiano, si possono coltivare in mare.

L’alga che diventerà più popolare e di cui si sentirà parlare spesso è la spirulina. Un bel gelato con questo prodotto marino e tornerete come nuovi.

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CIBO STAMPATO.

Cosa troveremo ancora nelle nostre case? Le stampanti 3D! Sbarazzatevi della Nonna Papera perché presto stamperemo la pasta a casa senza fatica.

Questi piccoli capolavori di tecnologia non sono da sottovalutare, permetteranno di personalizzare gli alimenti secondo le nostre esigenze: più carboidrati, meno grassi, più omega 3, meno colesterolo, ecc. In più la stampa tridimensionale consentirà di incorporare ingredienti proteici alternativi (dalle alghe alla barbabietola, e sì, anche gli insetti!).

Inoltre ci faranno diventare dei piccoli food designer capaci di dare al cibo l’aspetto più gradito. Divertente, no?

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MISCELE CHIMICHE DI BASE.

Questo troveremo nel piatto tra qualche anno noi comuni mortali. Ma quale sarà il futuro dell’alta cucina?

Se la cucina molecolare vi sembrava avanguardia pura dovrete ricredervi. In cucina bisogna osare, ma lasciate stare patatine e pretenziosi chef. La cucina del futuro è la Note by note cuisine di Hervé This.

Hervè This, pioniere della cucina molecolare sin dal 1994 aveva uno scellerato sogno, non vedeva l’ora che arrivasse il giorno in cui le ricette recitassero:  “aggiungete al vostro brodo due gocce di  una soluzione allo 0,01% di benzilmercaptano in alcool puro”. Ho già l’acquolina in bocca!

Il concetto chiave di questa nuova cucina è un po’ quello della musica elettronica creata senza l’uso di veri strumenti.

Hervè This afferma che ogni prodotto alimentare è costituito da una miscela chimica di base e quindi è possibile realizzare piatti nutrienti a partire da polveri, oli e liquidi che contengono i pilastri di cibo, piuttosto che materie prime convenzionali.

E’ così che compone i suoi piatti nota per nota.  Partendo da ovoalbunina in polvere ricrea l’uovo aggiungendo forma, consistenza, odore e sapore tramite altri composti chimici come il beta-carotene per il colore arancione.

Distruggere per poi ricreare. Mi sembra molto logico e sensato.

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CIOCCOLATO SENZA CALORIE.

Il sogno segreto di tutti è mangiare un Kinder Bueno senza calorie. Impossibile? Ancora per poco!

Il cioccolato senza le calorie non è fantascienza. Presto potremo nebulizzarlo direttamente in bocca e gustarne il sapore senza paura di ingrassare. In realtà la dipendenza dal cioccolato è soprattutto dovuta alla sua consistenza e non solo al sapore. Ecco allora che si stanno sperimentando possibili alternative ai grassi convenzionali.

Tali sostanze a base di proteine e carboidrati potrebbero imitare le caratteristiche fisiche e sensoriali dei trigliceridi. Il principio su cui si basano è abbastanza semplice.

Le proteine vengono fatte coagulare in particelle talmente minuscole che la lingua umana non è in grado di distinguere come singole entità, ma come un fluido cremoso che tende a rivestire le papille gustative come i grassi.

Invece le sostanze di natura glucidica legano nell’alimento una quantità sostanziale di acqua formando una matrice gelatinosa con proprietà fisiche simili a quelle dei grassi. Non è complicato, vero?

Queste sostanze apportano un numero ridicolo di calorie, ma il problema principale per ora è la scarsa digeribilità.

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CIBO CONSEGNATO DAI DRONI.

Infine, voglio pensare che in futuro la pizza continuerà ad esistere. Come ci verrà consegnata a casa? Con un drone che eviterà il traffico cittadino portando a destinazione la pizza ancora fumante.

Non dovremo nemmeno più fare lo sforzo di toglierci il mollettone dai capelli e le ciabatte in vista dell’arrivo del fattorino. Il futuro è proprio roseo, o forse no? 

[crediti | Link: Dissapore, Cnn Money, Wikipedia]