di Giorgia Cannarella 3 Febbraio 2014
Cibi scaduti

Ricordate quanto ci siamo affannati a fare previsioni sul 2014 speculando su tendenze, novità e ritorni? Ecco, abbiamo sottovalutato la solita crisi perché l’unica vera tendenza del 2014, come non pensarci prima, è mangiare cibi scaduti.

Non siete convinti? Beh, i fatti parlano chiaro. Ma approfondiamo meglio gli indizi dell’imminente apocalisse alimentare.

Scadenza etichetteIndizio (inequivocabile) n.1.

Nel 2013, secondo un sondaggio Coldiretti, più della metà degli italiani (il 59%) ha mangiato cibo scaduto. E non occasionalmente, si va da una settimana o oltre un mese. L’immagine giornalistica arriva facile: siccome la crisi economica preme, meglio togliere l’ammaccatura alla mela ma pagarla meno.

Controindicazioni: consumare alimentari oltre la data di scadenza può esporre – sottolinea la Coldiretti – a rischi per la salute o nel migliore dei casi significa portare in tavola alimenti che hanno perso sapore e valore nutrizionale.

NB: C’è un 2% che dichiara candidamente di non controllare mai la data di scadenza. Sono i più furbi o più fessi? Oppure solo dei profondi conoscitori dei processi batterici degli alimenti…

supermercato dei cibi scadutiIndizio (inequivocabile) n.2. A Boston apre il supermercato dei cibi scaduti. Si chiama Daily Table, e nasce da un’idea di tal Doug Rauch. Che ne fa un fatto etico-polemico e spiega come il prezzo sarà lo stesso del junk food più becero: “Con 3 dollari puoi assumere 3700 calorie di soda, crackers, cookie e merendine, o 300/320 calorie di frutta verdura”. Però scaduta: questione di scelte.

Qui la lezione è opposta: siamo un po’ viziati e un po’ terrorizzati dalle date di scadenza. Approfittiamone per mangiare cose sane a prezzi più bassi. Scusate ma avete mai visto i dati sullo spreco di cibo? Tra magagne burocratiche e interessi economici, ogni anno buttiamo via quantità spaventose di cibo ancora perfettamente edibile. Mi risponderete: “Ma non è salutare”. Ok abbozzo, però non sono convintissima.

NB: In Italia esistono da tempo i Last Minute Market, che prendono cibi prossimi alla data di scadenza e li danno a Onlus e senzatetto.

Cibi scaduti nel cassonettoIndizio (inequivocabile) n.3.

A Londra tre persone sono state arrestate mentre prelevavano alimenti scaduti dalla spazzatura di un supermercato. Il gruppo era seguace dello skipping, una delle molte religioni etiche dei nostri tempi. Si tratta di recuperare cibo scaduto che i supermercati buttano via malgrado sia ancora commestibile. Siamo insomma sulla falsariga dell’indizio inequivocabile numero 2, ma senza finalità commerciali.

Momento confessione personale: una volta uscivo con un ragazzo che lo praticava, nei cassonetti dell’Eataly vicino casa. Mai mangiato bene come in quel periodo.

NB: anche in Italia “l’appropriazione di spazzatura” costituisce furto.

Il tema dei cibi scaduti è complesso. Confesso che è dura muoversi nel marasma informativo: sui libri leggo una cosa, sui blog un’altra, la mia vicina di casa ha idee molto precise in merito.

In genere “Consumare entro” è diverso da “Preferibilmente entro“.

Nel primo caso, se mangio l’alimento, può farmi male. Nel secondo, le proprietà sanitarie non cambiano, si altera solo il sapore. Ovviamente dipende dal tipo di alimento e da come è stato conservato, il latte scaduto da un mese e tenuto fuori frigo non è come un pacco di pasta chiuso, conservato in dispensa e scaduto da una settimana.

Resto in attesa di indicazioni affidabili. Così posso sentirmi eticamente responsabile e magari partecipare all’apertura di una nuova amburgheria che usa solo formaggio scaduto da sei mesi.

[Crediti | Link: Dissapore, Repubblica, New York Times, Il Post]