Previsioni per il 2014

Oggi, 3 gennaio, abbandonato definitivamente il 2013, è tempo di darsi una mossa e decidere: il 2014 sarà l’anno di…? Facciamo così, mentre voi pensate a dove andrete, cosa mangerete, quanti selfie con cuochi famosi farete, vi giriamo le spericolate previsioni prodotte dal nostro staff dopo la solita, alcolica, riunione di redazione.

Nel 2014 succederà questo:


Cosa resta: bene, bravi, bis


Locali polifunzionali. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma diceva Lavoisier – o erano le agende Smemoranda, ora non ricordo. Buona parte di ciò che vedremo nel 2014 era già lì l’anno scorso.

Per dire: ci imbucheremo al vernissage dell’ennemillesimo locale polifunzionale. Lamentandoci che il format ormai è superato (“dice mio cugino che a Dubai…”) ma continuando a frequentarli con regolarità: agli italiani piace sedersi a un tavolo e restarci più tempo possibile (compatibilmente con gli impegni di lavoro, altrimenti gli anglosassoni ci sfottono).

Taglio-ristorante-Milano-colazione

Già da un paio d’anni nelle grandi città furoreggiano i locali dove puoi fare tutto: aperitivo, cena, merenda, detartrasi e spuntino di mezzanotte. Ultima new entry cronologica Taglio a Milano, inseribile nel “contesto informale e rilassato” a cui appartiene Panino (negozio di alimentari a Modena aperto da Giuseppe Palmieri, sommelier di Bottura all’Osteria Francescana).

I camerieri in livrea hanno fatto il loro tempo, sapere come si usano le posate da pesce non frega niente a nessuno.

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Locali a tema. Confidiamo nel 2014 perché non arrivino, invece, i locali monotematici. Quale mente perversa ha deciso che uscire per mangiare UN SOLO tipo di alimento fosse un’esperienza piacevole?

Letteralmente massacrata la polpetta con il colpo finale assestato da Meatball Family, la polpetteria aperta da Diego Abatantuono a Milano. Ma pure ennemila variazioni sul tema del ramen non sembrano essere troppo invitanti. Stracciate il business plan di un’arrosticineria abruzzese e preparate un Moscow Mule come Dio comanda.

mixologist Patrizio Boschetto Misceliamo food cocktail bar 1

Cocktail bar. Stanno finalmente proliferando. Basta dare un’occhiata alle aperture del 2013. CO.SO. a Roma, Elita Bar a Milano, anche Dry: i cocktail rendono e fanno glam. Liberati dalla zona confort dell’aperitivo chissà dove arriveranno nel 2014.

Personalmente incrocio le dita per il Bloody Mary a colazione, abitudine non ancora diffusa in Italia con mio grande scorno.


Chi resta


Chef Rubio. Con la seconda stagione di Unti e Bisunti al via in primavera le groupie di Chef Rubio possono tranquillizzarsi: i suoi tatuaggi riempiranno gli schermi ancora per un po’. Routine anche il successo del triumvirato di Masterchef 3, con Cracco che raddoppia grazie a Hell’s Kitchen Italia. Ci toccherà sopportarli mentre reclamizzano tutto, dalle mutande contenitive ai fanghi anti-cellulite.

Chef Rubio

Attendo preoccupata un nuovo cooking talent monotematico. Per smarcarci dalle atmosfere pastellose di “Bake Off”, auspicherei sangue e sudore: aspiranti macellai che sgozzano maiali, fornai wannabe che cadono vittime del sonno con la testa sulla pala, cose così.

Chi lo potrebbe condurre? Si potrebbe dare una seconda chance ad Antonella Clerici. Ah, gliel’avevamo già data con “La terra dei cuochi”. Peccato.

Mauro Colagreco

Mauro Colagreco. Nonni abruzzesi emigrati in Argentina, Mauro Colagreco è il migliore emergente della scena francese anche se Mirazur, il suo bellissimo ristorante, è a Menton, pochi chilometri oltre il confine italiano. Ha mandato 6 volte il curriculum Bernard Loiseau, grande ristoratore in Borgogna morto suicida nel 2003. E’ passato all’Arpege, chicchissimo tre stelle parigino, dove ha imparato a cucinare i vegetali,  come nessun altro.

Nel 2014, finalmente, il mondo renderà giustizia al suo talento impressionante, e chissà che non possa aprire un nuovo locale, questa volta completamente italiano.


Cosa arriva: era ora, benvenuti


pollo, londra

Pollo. Alla faccia di chi l’ha finora assimilato a diete tristanzuole o al junk food più becero tipo Kentucky Fried Chicken, per capirci.

Da Londra arrivano locali a tema dove il pollo viene farcito, caramellato, arrostito e assai bramato da stuoli di foodie. Chianina scansate, Mora Romagnola pensa alla pensione: all we want for 2014 is chicken.

thè, tè, tea

. Restando sulla scia degli alimenti ritenuti ingiustamente noiosi: e il tè? Mentre i plenipotenziari di Starbucks decidono di aprire il primo tea bar e si sprecano gli chef stellati che lo usano come ingrediente feticcio, i giornalisti gastronomici fanno il tifo. Se fosse questa la vera tendenza 2014 sarebbe più semplice mantenere la linea.

Portiamoci avanti col lavoro e intanto decidiamo la scrittura corretta scrittura. Tè? Tea? Thè? Insomma, come?

Sandwich al pastrami

Street food (ancora?) Non pensate di liberarvi dal cibo di strada. Il 2013 è stato, nel bene o nel male, l’anno dello street food. Troppo ottimista e forse nemmeno auspicabile pensare che nel 2014 sparisca del tutto.

Confidiamo che si manifesti sempre più sotto forma sotto forma di pastrami: carne speziata e affumicata su pane di segale, condita con senape e sottaceti. A proposito di street food, mai sentito parlare di vino da strada?

street wine

Vino da strada. Anche qui guardiamo verso Londra, dove il contagio sta avvenendo grazie a Wine Car Boot o Street Vin, diventati ormai dei casi. Detto in due parole: il vino si libera dalle catene del wine-bar, sbarca ufficialmente e trionfalmente in strada, diventa social.


Cosa non resta: grazie, abbiamo già dato


Gabriele Bonci

Gabriele Bonci (te pareva che non ce lo infilavamo) era stato profeta: mmòbbasta con questo lievito madre, il lievito di birra basta e avanza. Finitela di adottare panetti, assegnargli dei nomi, sostenere convinti che “in fondo non sono così acidi”. L’imperativo per il 2014 è smetterla di schifare le bustine di lievito in polvere e non se ne parli più.

Ora scusate, mi si è appannata la sfera di cristallo, sarà l’unto delle coscette di pollo. Condividete le nostre spericolate previsioni?

[Crediti | Immagini: Grantland, Vanity Fair, Livingherbaltea.com, Flicke/bour3, Standard, WineReport]

commenti (10)

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  1. Avatar Paolo A. ha detto:

    Prevedo prevedo che nel 2014 sparirà il liveblog di Masterchef…

  2. Avatar bruno ha detto:

    Inizierà la contrazione del fenomeno food blogger e cominceranno ad affermarsi le vere eccellenze in mezzo ad un mare di ciarlatani..

    1. Avatar Antonio ha detto:

      Magari, Bruno, magari! 🙂

  3. Avatar Alessandro Vaia ha detto:

    Direi che va tutto bene a parte i Cocktail bar e le varie minkiate aperitive per cui provo un ribrezzo sfrenato…

  4. Avatar Valentina Petracchi ha detto:

    Ma la fate finita di dire agli altri di farla finita con il lievito madre solo perche’ non vi riesce di usarlo. Detto una volta, basta

  5. Avatar Matt ha detto:

    Da appassionato consumatore di tè da molti anni, credo che difficilmente vedremo aprire molte teahouse nel nostro paese nel 2014. Il tè di qualità è troppo costoso per diventare popular in un paese che non lo conosce e non sa come consumarlo.

    Per il pastrami… deve ancora arrivare e già non se ne può più.. spero solo non diventi un tormento come l’hamburger.

  6. Avatar Fra ha detto:

    Un bel passo avanti sarebbe evitare che nello stesso post si auspichi la scomparsa dei locali a tema e poche righe dopo si aneli l’avvento dei locali a tema.
    Un bellissimo passo avanti sarebbe l’arrivo dello street wine ma solo se viaggiasse su gambe come quelle della foto, al secolo miss Ruth Spivey, da cui mi farei mescere anche cicuta.

    1. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      Più precisamente, da una parte si auspica la scomparsa dei locali a tema, poche righe dopo non li si anela, ma si registra la tendenza.