- 1. Fiore di latte
- 2. Timballo
- 3. Esquimau
- 4. Cremeria Veneta
- 5. Da Nonno Carletto
- 6. Gelateria Pasticceria Montereale
Nella classifica delle 100 migliori gelaterie artigianali d’Italia 2026, pubblicata nei giorni scorsi, il Friuli Venezia Giulia compare con tre insegne. Dallo scorso anno, in cui la regione contava un solo riferimento, la crescita è stata significativa e non solo in termini – evidentemente – numerici.
Il panorama complessivo vanta capaci maestri artigiani, che non amano le luci della ribalta e non cercano visibilità o notorietà in modo fine a sé stesso ma impiegano il tempo per studiare, migliorare ricette e affinare sempre più tecnica, selezione e lavorazione di materie prime e ingredienti. Gli assaggi compiuti dimostrano un innalzamento del livello e confermano il tratto distintivo già riscontrato lo scorso anno, e cioè la volontà nel costruire un’offerta in grado di guardare a latterie, aziende agricole e cantine, valorizzandone i prodotti.
Rispetto allo scorso anno e a quanto scrivevamo circa un maggiore coraggio nell’osare, quest’anno possiamo dire che l’invito è stato colto: la direzione è quella giusta e, come si dice in questi casi, guardiamo con ancora maggiore fiducia (e ancora più alte aspettative) all’anno prossimo.
Il “best off” del Friuli Venezia Giulia è sponsorizzato da Sepal Group, così come il progetto dedicato al gelato di cui è parte.
1. Fiore di latte

Roberto Comelli è un riferimento tra le firme del gelato artigianale del Friuli Venezia Giulia. A Gradisca d’Isonzo la sua Fiore di Latte è un’insegna che, nei suoi vent’anni, è stata protagonista di una crescita costante sia in termini di riscontro da parte del pubblico (la fila all’ingresso è esemplificativa così come la clientela che arriva da oltreconfine) sia, soprattutto, in termini di qualità e profondità della proposta.
Decisamente ampia e articolata l’offerta con una coerenza complessiva che si ritrova piacevolmente nella volontà di valorizzare territorio e materie prime, muovendosi tra i confini regionali ma sapendo allargare lo sguardo laddove merita. Meritevole il lavoro di sperimentazione con erbe e fermentati e la rilettura di ricette della cucina regionale, mantenendo sempre equilibrio ed eleganza, senza eccedere in zuccheri o divagazioni eccessive. Ampio, curato e pensato per favorire una sosta piacevole, lo spazio esterno con giardino e parcheggio.
2. Timballo

Sobrietà, cura e un’identità ben radicata nel territorio definiscono questo storico indirizzo udinese a conduzione familiare, aperto nel 1985 e che porta il nome del suo fondatore. Uno spazio accogliente, lindo, cortese, che induce alla sosta non solo per la qualità del gelato ma anche per gli spazi – interno ed esterno – dove poter gustare il proprio cono o coppetta con calma e la dovuta e meritata attenzione.
Il merito di aver creato una solida insegna nel panorama regionale va a Giancarlo Timballo, capace di coniugare rispetto della tradizione e slancio creativo, muovendosi tra memoria locale e una sperimentazione mai oltre le righe. Da un lato emergono i richiami agli ingredienti simbolo del territorio e alla volontà di valorizzarne la materia prima locale; dall’altro, prende forma una ricerca più raffinata che guarda a erbe officinali, fiori e spezie.
Il risultato è un gelato fine, vellutato, lavorato con precisione e sensibilità. Da segnalare la selezione di cioccolato fondente, l’uso sapiente della ricotta (proveniente dalla latteria di Coderno) e l’impiego dei migliori rappresentanti del microcosmo alcolico regionale.
3. Esquimau

Leonardo Ceschin, maestro pluripremiato, dal 1987 ha fatto della sua gelateria, Equimau, a Pordenone, un presidio di ricerca applicata al freddo dolce. La filosofia è chiara – carta snella, filiera tracciabile, lavoro meticoloso su struttura e bilanciamento – così come l’identità – precisa e senza concessioni all’omologazione-.
I gusti, pochi e ben calibrati, intrecciano radici territoriali e sguardo nazionale. Ai classici, tra creme e sorbetti, si affiancano proposte più personali, sempre misurate negli abbinamenti e lontane da esercizi di stile fini a sé stessi. Il risultato è un gelato dalla tessitura setosa, con profili aromatici nitidi e una dolcezza controllata, particolarmente centrata nei sorbetti, che esprimono freschezza e precisione. Ricerca, pulizia ed equilibrio fanno della gelateria della cittadina friulana, che accoglie i clienti con il suo rosso squillante, un solidissimo riferimento regionale.
4. Cremeria Veneta

Stephane Buosi da oltre vent’anni fa è alla guida della sua Cremeria Veneta con mano capace. Siamo a Brugnera, a qualche chilometro di distanza da Pordenone, e si fatica a definire quella di Buosi come una semplice “gelateria di paese”. Qui il gelato non è solo un rito estivo, ma il risultato di un lavoro continuativo che chiama in causa ingredienti scelti con cura, riflettendo un legame concreto con il territorio.
Mele, fichi e noci sono solo degli esempi dell’impegno a valorizzare i prodotti locali. Tra gusti classici e proposte più accattivanti – che strizzano l’occhio alla golosità – la sintesi migliore è forse rappresentata da “Tiramisù di confine”, piccolo manifesto identitario che unisce tradizione e orgoglio di frontiera e che potrebbe mettere la parola fine all’annoso dibattito su quale, tra Veneto e Friuli, sia la regione patria del dolce nazional-popolare.
5. Da Nonno Carletto

Classe 1991, di Cividale del Friuli, Luca Gardel ha scelto di intitolare la sua piccola insegna, aperta nel 2013 in quel di Udine, al nonno che amava farsi il gelato in casa. E la filosofia di “Da Nonno Carletto” è in effetti rimasta quella, con una produzione artigianale che propone un’offerta costruita su semplicità, qualità e selezione degli ingredienti, guardando al territorio locale e alla stagionalità.
Ne sono un esempio l’uso esclusivo del latte di Pezzata Rossa Italiana fornito da un’azienda locale, che trova massima espressione nel “Fior di pezzata rossa a km 0” ma anche i sorbetti di frutta che cambiano in base alla disponibilità degli ingredienti, includendo anche accostamenti con liquori o spezie che ne arricchiscono il profilo aromatico.
L’offerta conta complessivamente una quindicina di gusti a base crema e 7-8 sorbetti, tra cui si segnala quello con le noci e i fichi caramellati, impostando una narrazione che alterna sapori classici e interpretazioni più caratteristiche della casa. L’attenzione alle radici è ben presente in gusti come quello alla Gubana di Cividale e quello al fico del Friuli. Completano l’offerta semifreddi e torte gelato, spremute ed estratti di frutta e verdura di stagione.
6. Gelateria Pasticceria Montereale

Nota per essere l’insegna produttrice del Biscotto Pordenone, la Gelateria Pasticceria Montereale è un solido indirizzo nella città friulana. L’offerta si muove su binari rassicuranti: pochi gusti, rotazione stagionale, una distinzione netta tra creme e sorbetti.
Nessuna voglia di strafare, nessuna rincorsa alle mode, quanto piuttosto delle scelte che oggi suonano quasi controcorrente. Nel racconto del territorio e della propria produzione dolciaria il luogo si esprime al massimo: dallo zabaione di Ramandolo alla Crema Biscotto, i gusti funzionano senza bisogno di effetti speciali e contano su equilibrio, misura e una consistenza soffice. Menzione speciale per i gusti con alcol, ben calibrati e caratterizzati. Dettaglio da evidenziare e tratto identitario: il gelato viene servito insieme a cracker dolci o Biscotto Pordenone.

