Lisbona: itinerario del giorno perfetto, dalla colazione alla cena

Si dice che per afferrare Lisbona bisogna lasciarsi sopraffare. Dallo spirito locale, dai colori vivaci degli azulejos –le classiche piastrelle blu– e dalla malinconia dell’autentico fado, che è la canzone tradizionale.

Anche dalle osterie un po’ sgangherate, con la cucina semplice, rustica, sostanziosa e le porzioni sempre abbondanti. E dai giovani cuochi portoghesi che si sono fatti un nome all’estero per poi portare nella capitale molte idee innovative.

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E siccome una città si vive anche attraverso i luoghi del bere e del mangiare gustate questo itinerario del giorno perfetto a Lisbona, dalla colazione al dopo cena.

Colazione

Il Castelo de Sao Jorge, sulle alture di Lisbona, è una delle principali attrazioni locali. Qui, al bar del Castelo, la giornata può partire con un caffè espresso (“bica”), che secondo disinvolte interpretazioni sarebbe l’acronimo di “bebe isto com açucar”, cioè “da bere con lo zucchero”.

Anche se bevuto amaro, non vi toglierà la sorpresa del panorama di Lisbona visto dall’alto.

Brunch

Per un brunch di metà mattinata l’idea migliore è dirigersi verso Belem, il quartiere di Lisbona sulle rive del Tago, un tempo ritrovo di esploratori e marinai oggi diventato polo turistico, culturale e gastronomico.

Qui, all’ombra dell’arcinota Torre de Belem, potete visitare il Monastero dos Jéronimos oppure mettervi diligentemente in fila davanti al “Pasteis de Belem” per ordinare i migliori pasteis de nata (pasticcini alla crema) della città: dolcetti di pasta sfoglia ripieni di crema a base di panna e uova, fatti caramellare in forno.

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Aspettando l’ora di pranzo.

Pranzo

Uno dei ristoranti più suggestivi ristoranti di Lisbona è la “Casa do alentejo”, che riempie gli occhi con saloni sfarzosi saloni e splendidi arredi.

Edificato per conto di un’agiata famiglia di proprietari terrieri, che ne fece il luogo di ritrovo per trattare i propri affari, oggi è un posto che non si dimentica facilmente anche grazie all’ottimo stufato di maiale con le vongole. Specie se avete letto i libri di Antonio Tabucchi, che proprio qui ambienta la scena della più bella partita di biliardo della letteratura italiana e non.

Digestivo

Dopo pranzo ci vuole il digestivo. Niente di meglio allora, visto il posto privilegiato, di un bicchierino di Porto al “Cafè a Brasileira”, luogo di incontro di intellettuali e letterati.

Non per nulla è presente una statua di Fernando Pessoa, letterato e poeta portoghese del secolo scorso, con cui è pratica diffusa scattarsi un selfie, a ricordo del soggiorno portoghese.

Aperitivo

Gira e rigira, s’è fatta l’ora di cena. Anzi, dell’aperitivo.

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L’ideale è goderselo all’Adamastor, ovvero al Miradouro de Santa Catarina (Belvedere di Santa Caterina).

Dov’è un piacere raro sorseggiare una birra fresca, qui chiamata “imperial” assieme a studenti, pittori, musicisti e giovani provenienti da tutte le parti del mondo e che hanno eletto Lisbona a loro ritrovo ideale.

Cena

Non si può lasciare Lisbona senza ascoltare il Fado, lo struggente canto d’amore portoghese (patrimonio Unesco dal 2011), che a Lisbona si gusta ovunque ma soprattutto nella casas de Fado.

Se poi insieme al Fado c’è anche un ottimo bachalau (baccalà) come potete gustarlo da Maria da Mouraria, cioè con verdure e besciamella, allora il piacere diventa completo.

A Lisbona si trovano ovunque, dalle pasteles (pasticceire) alle padaria (panetterie) fino ai semplici bar, e in genere non costano più di 1 euro. Sono i pasteis de Belem, be abbiamo già parlato. Ecco la ricetta casomai a qualcuno di voi sia venuta la voglia di prepararli in casa.

Ricetta dei pasteis de Belem

Ingredienti:

— Un rotolo di pasta sfoglia acquistata già pronta
— Crema pasticciera fatta con mezzo litro di panna, 9 tuorli, 100 grammi di zucchero (alcune ricette prevedono anche fino a 200 grammi di zucchero: verificate secondo il vostro gusto), un pizzico di sale, due cucchiai di fecola, un pezzo di scorza di limone grattugiata e un pezzetto di cannella.

Preparazione:

Mettete una pentola a bagnomaria e mettetevi i tuorli, lo zucchero, il sale e due cucchiai di fecola.

Mescolate e diluite con la panna precedentemente scaldata, la buccia di un limone e un pezzetto di cannella.

Portate a 82° C –o comunque fino a che la crema non diventerà densa–, sempre mescolando, e togliete immediatamente dal fuoco.

Con la sfoglia foderate degli stampini rotondi di circa 8-10 cm di diametro, prima precedentemente imburrati, riempiteli di crema fino al bordo e mettete in forno statico a 250° C per circa 15-20 minuti.

Mettete uno o due minuti sotto il grill per fare prendere un po’ di colore (attenzione a non far bruciare la crema).

Sfornate e servite, se vi piace, con un po’ di zucchero a velo sparso in superficie.

Anna Silveri

6 giugno 2018

commenti (3)

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  1. Per la ricetta avrei suggerito di farsi la sfoglia in casa, visto che quelle già pronte sono fatte con olio di palma e colza di solito, invece che burro. A volte hanno pure addensanti e altro.

  2. Se questa è la ricetta dei pasteis de nata, io sono Pereira.

  3. Articolo molto banale, non c’è alcun suggerimento che vada più in là di qualunque guida on line e non. Peccato perché Lisbona è più di questi cliché

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