Pasticceria Salvatore Capparelli a Napoli: recensione

Recensione della Pasticceria Salvatore Capparelli di Napoli, in via dei Tribunali: tutti i nostri assaggi, con la prova delle sfogliatelle e del babà, e le nostre opinioni.

Siamo nella Pasticceria Salvatore Capparelli, nel cuore pulsante di Napoli. Accreditata come una delle pasticcerie di riferimento della città, specialmente per quanto riguarda il centro storico, andava messa alla prova per voi lettori di Dissapore, specialmente sui grandi classici, babà e sfogliatelle. La nostra recensione.

Dopo una lunga disamina provinciale in fatto di dolci – il patissier Pasquale Marigliano, il Cavaliere Sabatino Sirica, passando per il pompeiano De Vivo e la pasticceria stellata del Gran Caffé Napoli, mi avvicino a Napoli città.

Nel gremito centro storico ci sono diverse realtà dolci da considerare: alcune strettamente sono tradizionali, altre strizzano l’occhio al pop (sì, ma andiamoci cauti, il boomerang “papocchio indigeribile” è dietro l’angolo). Ci si è messo anche il New York Times a fare la lezioncina ai turisti su cosa fare a Napoli in 36 ore: inevitabilmente, vi ha mandati in posti dove – sovente – nemmeno un napoletano va più a fare colazione.

Capparelli, esterno

Una granitica immobilità sembra avvolgere quel di Napoli: andrebbe detto che, sotto quest’apparente corazza di café chantant, trattorie con gorgheggi pulcinelleschi e pizze a ruota di carro fumanti, c’è molto altro.

Ad esempio, un posto frequentatissimo da napoletani e turisti è la Pasticceria Capparelli, situata in uno snodo nevralgico del centro storico napoletano: nei periodi di festa – soprattutto a novembre e dicembre – la ressa di persone in queste stradine non si discosta molto dai mercati del Sud Est asiatico, solo che al posto dei tuk tuk abbiamo gli scooter SH. Siamo andati a vedere se il magma di folla, la fama e l’offerta coincidono: questa è la nostra recensione, dopo la visita in un afoso pomeriggio di luglio napoletano.

Pasticceria Capparelli: l’ambiente, il mood

Pasticceria Capparelli è uno dei nomi forti a Napoli: la pasticceria è nata nel 1984 in un’arteria storica di Napoli – prima del grande boom turistico, quello che ha portato il centro storico a configurarsi come una delle capitali italiane dello street food – ai primi del Duemila viene rilevata da Salvatore Capparelli, figlio del fondatore, pasticciere napoletano a tutto tondo.

Pasticceria Salvatore Capparelli

Siamo a Via dei Tribunali, pressoché al centro del cosiddetto Decumano Maggiore, in quella che era l’antica agorà cittadina. Nei pressi alla Pasticceria Capparelli abbiamo l’ingresso di Napoli Sotterranea – visita sconsigliata ai claustrofobici – ed altre caratteristiche del Neapolitan Sound che tanto amano all’estero, come San Gregorio Armeno, l’arcifamosa “via dei presepi”, con tanti artigiani che lavorano in maniera certosina ai pastori, alle celebrità in riproduzioni da salotto e in qualche caso a grandezza naturale. Oggi li chiameremmo action figure. Insomma, c’è abbastanza per far salivare anche l’instagrammer più ritroso. Metteteci poi un quantitativo di cibo tradizionale decisamente ragguardevole.

 

La Pasticceria Capparelli ha ricevuto un restyling nell’estate del 2017, proprio all’alba della famosa sfilata di Domenico Dolce e Stefano Gabbana che tante polemiche portò, e pure una sostanziosa dose di celebrità alla Sirena. La pasticceria appare un po’ Neapolitan-kitsch dall’esterno: l’ambiente – solo da asporto – è nero lucido, con la volta del soffitto decorata a fiori. Non sarò la fashion victim del cibo, però c’è da dire che “stona” piacevolmente con la ridodanza di elementi carnacialeschi circostanti.

Pasticceria Salvatore Capparelli

 

Se vi sentite un po’ spaesati, non vi preoccupate: con la citazione di Marisa Laurito sul babà, giustapposta dietro al banco per la vendita al pubblico su strada, vi sentirete subito a Napoli. Per chi non conoscesse Marisa Laurito, oggi reinterpretata artista e presente nei talk show televisivi, rimando alla sua esibizione al Sanremo 1989, “Il babà è una cosa seria”.

 

L’interno della pasticceria è piccolo, con le pareti interamente tappezzate di vetrine refrigerate per dolci e torte. Il banco centrale ricorda molto una gioielleria. Chiaro l’intento di “portarsi avanti” rispetto ad altre pasticcerie della strada e della zona, ma inevitabilmente il traffico si veicola davanti alla vetrina esterna, dove turisti e napoletani si affaccendano per una colazione rapida, uno spuntino veloce e poi si dirigono verso altre mete, come caffè o l’onnipresente pizza (ricordiamo: qui siamo nella strada della pizza, cioè vale a dire nella strada di Gino Sorbillo, che è a 150 metri).


Dopo un giro rapido all’interno, ci dirigiamo verso la vetrina esterna per prendere i nostri assaggi. Vetrina esterna abbastanza “monotematica”, che verte sulle preparazioni classiche della pasticceria napoletana, con qualche rivisitazione, come il babà ripieno di gelato o ancora il babà in bicchiere, cioè babà tagliato-infilato in bicchiere-farcito di creme. Il servizio è rustico, sbrigativo, ma non stupisce: è una costante di questo quartiere, che vede transitare milioni di persone nei periodi cruciali.

Pasticceria Capparelli: sfogliatella frolla, riccia, babà classico

Vista la prorompente presenza di pasticceria classica, procediamo con i nostri soliti assaggi: sfogliatella frolla, sfogliatella riccia e babà classico napoletano. Precisiamo che il babà classico di Salvatore Capparelli è noto a Napoli ed anche fuori città per essere uno dei migliori in circolazione.

La sfogliatella frolla

Partiamo con la sfogliatella frolla: temperatura di servizio tiepida, dimensioni davvero ridotte, sembra un grosso biscotto più che un dolce di dimensioni “convenzionali”. Dimensioni a parte, non presenta difetti di cottura e/o crepe sulla superficie.

Prezzo, 1,50 euro.

Al morso, la pastafrolla cede in modo piacevole e facile, buona da mangiare anche nuda. Il problema – se problema lo vogliamo chiamare – è nel ripieno. Non ci è particolarmente piaciuto: la consistenza risultava collosa, probabilmente per una errata – a nostro avviso – proporzione tra le parti, con un eccesso zuccherino. Si lascia mangiare facile da chi non ha problemi di glicemia, certo, però “appesantisce” il palato e tutto quel dolce stenta ad andar via.

La sfogliatella riccia

La sfogliatella riccia, allo stesso prezzo di 1,50 euro, è allo stesso modo piccola, assomiglia ad una cornucopia ed ugualmente non presenta difetti di forma visibili, con la chiusura ben effettuata ed una cottura uniforme, appena “spazzolata” di zucchero a velo, quasi a dire “, io non ho niente da nascondere!”

La sfoglia si rivela davvero di ottima fattura, anche dividendo la sfogliatella in due: due parti precise, senza lasciare le dita eccessivamente unte. Forse questo ripieno molto zuccherino rende di più nella sfogliatella riccia che nella frolla. La mancanza di difetti evidenti in entrambe le sfogliatelle segnala una grande abilità dei pasticcieri nel laboratorio.

Pasticceria Salvatore Capparelli

Per quanto riguarda il ripieno, potrebbe anche esserci capitata male: torneremo sicuramente per riprovare.

Il babà

Passiamo finalmente al babà classico, con dovute premesse. Qui Freud impazzirebbe: il priapismo dei babà di Capparelli è arcinoto. Babà di tutte le misure, noi optiamo per uno di misura “media” che in realtà è uno di misura grande in altre pasticcerie. Prezzo, un onesto 1,20 euro.

Il babà classico è bello biondo, con cupola pronunciata, anche con questo dolce non riscontriamo nessun difetto evidente. La pasta è elastica, sufficientemente bagnata ma non per questo così tanto da creare il fastidioso effetto spugna-dei-piatti.

 

Si dice che il babà della pasticceria Capparelli sia tra i migliori di Napoli, se non anche il migliore: e non posso dar torto. La pasta e la bagna si completano l’una con l’altra senza prevaricarsi, morso dopo morso resta godurioso senza “ubriacare” le papille gustative con eccessi alcolici e/o zuccherini. Un babà eccezionale a Via dei Tribunali, da mangiare avidamente. Uno di quei casi dove, se si ha fame, ci si può concedere anche la taglia xl.

Pasticceria Salvatore Capparelli

Come anticipato ad inizio articolo, Capparelli è uno dei nomi più in voga a Napoli. I dolci classici hanno ottime potenzialità e sono ben eseguiti – a parte il ripieno dove abbiamo riscontrato un eccesso zuccherino, da verificare ancora in seguito – con servizio spartano. Il babà vale tutta la fatica dell’attesa e dell’arrampicata, si piazza senza dubbio tra i migliori della città. Qui il babà è davvero cosa seria, qui non si scherza, si fa seriamente. Tirando le somme, è una buona pasticceria di servizio prima di continuare la cavalcata nel centro storico più grande d’Europa.

Informazioni

Pasticceria Salvatore Capparelli
Indirizzo: Via dei Tribunali, Napoli
Numero di telefono: 081 2551672
Orari di apertura: martedì-domenica 08.00-20.30. Chiusura settimanale il lunedì
Sito Web: Non Pervenuto
Tipo di cucina: pasticceria classica napoletana
Ambiente: informale

Voto: 3,7/5.00

Avatar Nunzia Clemente Autrice recensioni Campania & more.

19 Luglio 2019

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